Pensava di essere povero, invece era titolare di ben nove ditte di trasporti, disabile raggirato

Quello che considerava un suo benefattore approfittando del fatto che non sapeva leggere e scrivere l'italiano perché aveva vissuto numerosi anni a Toronto in Canada, gli aveva fatto firmare documenti dei quali non conosceva il contenuto

Rientrato in Italia per motivii di salute dopo 49 anni. V.P. un 50enne originario di Veroli (l'uomo aveva vissuto fin da piccolo a Toronto nel Canada) si era ritrovato a vivere con una misera pensione di invalidità. Così quando un imprenditore di Supino  che aveva conosciuto davanti ad un locale di Frosinone gli aveva offerto un lavoro da autista più vitto e alloggio, non se lo era fatto ripertere due volte. Tutto bene fino a quando l’uomo, che non sapeva né scrivere e né leggere l’italiano, e che a malapena aveva imparato a fare la sua firma, era stato chiamato dagli uffici della Guardia di Finanza di Ferrara perchè doveva  fornire spiegazioni circa la sparizione di libri contabili che appartenevano alla sua società di trasporti con sede nella regione emiliana. A quel punto l'uomo è caduto dalle nuvole. 

Le verifiche della Guardia di Finanza

Lui che a malapena sbarcava il lunario con il suo lavoro di autista era stato scambiato per il titolare di una azienda che tra l’altro dava da mangiare a cinquanta dipendenti. C'era qualcosa che gli sfuggiva. Per tale motivo si era recato presso lo studio Lo Vecchio di Frosinone affinchè potesse sbrogliare l'intricata matassa. E proprio da indagini portate avanti dal legale è emersa  una sconcertante verità: il cinquantenne era titolare e socio di ben nove società di trasporti dislocate in varie parti di Italia. Quello che lui credeva essere un suo benefattore approfittando del fatto che lui non sapeva leggere e scrivere l’italiano lo aveva raggirato facendogli firmare documenti dei quali non conoscesca il contenuto. 

A carico dell'uomo risultava un reddito annuo di centomila euro

A seguito di tali fatti l’avvocato Lo Vecchio ha presentato denuncia alla Guardia di Finanza nei confronti dell’imprenditore di Supino facendo anche nomi e cognomi di commercialisti e notai che avrebbero avuto contatti con il suo assistito. Il cinquantenne va detto, a causa dei controlli della Finanza gli è stata tolta anche a piccola pensione di invalidità perché risultava a suo carico un reddito annuo di centomila euro.

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