Federlazio, confermato alla presidenza Alessandro Casinelli

Rinnovato il direttivo e consegnate le deleghe zonali

Si è svolta l’assemblea della Federlazio che ha confermato alla presidenza il Dott. Alessandro Casinelli e il dott. Roberto Battisti alla Direzione Generale. L'assemblea ha eletto poi il direttivo composto da Tonino Boccadamo con delega per l’area di Frosinone, Luciano Fantini con delega Area Anagni, Emanuele De Gennaro con delega per Sora e Gianfranco Treglia con delega per Cassino, insieme a Gianluca Cafolla, Luciano Cianfracco, Laura Fabi, Antonio Perciballi, Giovanni Plocco e Giacomo Vincenti.

Il ringraziamento di Casinelli

Questi i punti salienti del saluto di ringraziamento del presidente Casinelli.È per me un grande onore e una grande soddisfazione personale questa riconferma, perché sta a significare che l’Assemblea e tutti gli associati ancora una volta hanno ritenuto di accordarmi la loro fiducia. Ed è questo per me il principale motivo di orgoglio. Perché vedete, nella vita privata così come in quella pubblica si possono ovviamente commettere a volte errori anche in buona fede, ma la cosa imperdonabile è invece tradire la fiducia di coloro che in te hanno creduto al punto di affidarti un incarico. Al semplice errore infatti si può rimediare,ma quando è la fiducia a venire meno, allora si crea un vulnus nel rapporto che difficilmente può essere sanato. Ora si cominciano a intravedere qua e là lievi segnali di un’inversione di tendenza, che tuttavia vanno rafforzati, consolidati e stabilizzati nel tempo.

Modificare il lessico

Ma quel che è più importante è che dobbiamo cominciare anche a modificare il lessico con il quale rappresentiamo la fase economica che stiamo vivendo. Una “crisi congiunturale” è normalmente il passaggio da una fase di prosperità, di ciclo alto dell’economia ad una fase di ristagno o depressione, che poi dopo un tempo più o meno lungo tende a risollevarsi.

Dieci anni di crisi strutturale

Quella che abbiamo conosciuto in questo ultimo decennio è stata invece una crisi strutturale, di sistema, nel corso della quale si sono talmente modificati i parametri del contesto, che è pressoché impensabile si possa semplicemente ripristinare la situazione ex-ante, ma bisogna oramai abituarsi a ragionare in termini diversi da quelli ai quali avevamo ispirato fino ad oggi la nostra azione imprenditoriale.

La Federlazio storica associazione

La Federlazio è un’associazione che ha storicamente rappresentato e continua tuttora a rappresentare orgogliosamente molte eccellenze imprenditoriali di questo territorio. Parlo di imprese come la “Boccadamo” nell’ambito della gioielleria, che proprio nelle ultime settimane ha avuto una eco nazionale, e non solo, con l’apertura di nuovi punti vendita in importanti città. Parlo di imprese di punta del settore dell’aerospazio come il “Centro Costruzioni” di Domenico Beccidelli, che ha appena ricevuto un'importante commessa di elicotteri per il governo argentino. Parlo della “Aviorec” di Jacopo Recchia, che ha anche recentemente ricevuto la visita della Sottosegretaria Maria Elena Boschi.  Parlo del “Gruppo Plocco”, storica azienda del settore Automotive e Aerospazio e Difesa. Parlo della Arken, una realtà di Ferentino leader nazionale nell’arredamento per negozi. Parlo della Assitec 2000 di Cassino, che offre servizi specifici di alta qualità per l'industria dell’automotive. Parlo della Tekno Compositi anch’essa operante nel settore dell’Aerospazio. Per non parlare poi della Tekno Progetti,che realizza linee di produzione per l’industria automobilistica, o della Fantini Sud azienda metalmeccanica che realizza impianti per l’industria.

Federlazio fetta importante per il territorio

Tutte queste aziende, al pari delle altre che non ho richiamato, stanno lì a dirci che la Federlazio rappresenta una fetta importante dell’economia reale di questa provincia, ovvero quelle imprese:

  • che stanno veramente sul territorio;
  • che hanno impianti, macchinari e tecnologie all’avanguardia;
  • che occupano lavoratori locali;
  • che creano valore per l’impresa e benessere e occupazione per le famiglie;
  • che versano i tributi agli enti locali;
  • e che dunque, per tutte queste ragioni, forniscono un contributo primario alla vita della comunità locale dove affondano le loro stesse radici, dove hanno i loro affetti e i loro legami.

Lentezza delle pratiche

Se dovessimo giudicare, ad esempio, dalla lentezza con cui vengono esaminate le pratiche o rilasciatele autorizzazioni, le concessioni, i permessi, oppure dal modo in cui vengono interpretate localmente alcune disposizioni nazionali o, ancora, dalla cura che viene prestata alla manutenzione delle infrastrutture viarie al servizio delle aree industriali, dovremmo dedurre che le imprese sono viste quasi come un “fastidio”, una sorta di male necessario, riconosciute solo nel momento in cui diventano soggetti fiscali o sedi per l’allocazione di posti di lavoro.

Impresa è diventata complessa

Fare impresa è diventato oggi più complesso. Non si può più improvvisare. Si richiedono conoscenze tecniche, sapienza organizzativa, visione del futuro, capacità di oltrepassare i confini nazionali. Significa innovazione permanente, significa ispirarsi alla filosofia e ai principi di Industria 4.0.

Imprenditore principe per lo sviluppo

Ebbene in questa fase storica l’imprenditore non può essere lasciato solo, per il semplice motivo che egli rappresenta il soggetto principe dello sviluppo, che trascina con sé tutto il resto della comunità locale. Chi altri potrebbe assumere questo ruolo trainante, ora che la P.A. tende (o almeno dovrebbe tendere) al dimagrimento e non rappresenta più quel polmone occupazionale con funzioni stabilizzatrici che era un tempo?

Collaborazione con le istituzioni

Dobbiamo allora avere istituzioni, enti di controllo, organi ispettivi, apparati burocratici che siano capaci di collaborare con l’impresa. Questo è il termine fondamentale: “collaborazione”. Vi è bisogno che questi soggetti non si relazionino con il mondo delle impresa quasi spinti da un preventivo, sebbene inconscio, intento diciamo così “punitivo”, ma che si sforzino di capire insieme con l’impresa dove si siano eventualmente commessi errori o inadempienze, dando nel caso all’impresa stessa il tempo di rimediare, di adeguarsi, nella comune convinzione che l’impresa è un patrimonio collettivo da salvaguardare, nell’interesse non solo del singolo imprenditore, ma di tutta la comunità locale.

Impresa luogo di ricchezza per tutti

Finché non comprenderemo tutti che un’impresa è per la società non un luogo di sfruttamento ma un pezzo di ricchezza che non va ostacolata pregiudizialmente bensì concretamente agevolata, sempre nel rispetto delle norme, il nostro territorio non sarà in grado di competere efficacemente con altri territori. Oppure se lo farà, sarà con estrema difficoltà, potendo contare esclusivamente sulla forza, sull’intelligenza e sulla capacità dei singoli imprenditori e non anche su quelle retrovie e su quel supporto logistico di cui parlavamo prima.

Go,Business

Gli abbiamo anche dato un nome evocativo come “Go, Business!”, nella consapevolezza che le imprese questo vogliono più di ogni altra cosa: fare business, incrementare il proprio giro d’affari, allargare il proprio mercato. Noi abbiamo scelto di imboccare questa strada in modo deciso e con questo progetto vogliamo farlo anche in modo razionale, sistematico e con una metodologia che lo supporti”.

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