Il “viaggio” della Croce Rossa tra le fragilità e la solitudine delle persone migranti LGBT

Diversità Multiple è il progetto realizzato dalla CRI per la piena realizzazione dell’eguaglianza sostanziale degli individui.

Si chiama Diversità Multiple ed è il progetto realizzato dalla CRI con il supporto dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali. I risultati saranno illustrati oggi al Maxxi.

Il valore della diversità e il rispetto dell’altro sono le precondizioni per la piena realizzazione dell’eguaglianza sostanziale degli individui. La Croce Rossa Italiana da sempre si impegna in attività di contrasto alla discriminazione, inclusione delle diversità e supporto delle vulnerabilità. 

Il concetto di discriminazione multipla si riferisce a tutti quei casi in cui una persona viene discriminata sulla base di più fattori e, quindi, gravata da svantaggi multipli. Il progetto “Diversità Multiple”, realizzato dal Comitato Nazionale e dal Comitato di Roma Area Metropolitana della Croce Rossa Italiana con il supporto dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (Unar), ha investigato questo aspetto su quelle persone richiedenti asilo ospiti dei nostri centri di accoglienza straordinaria (Cas) a Roma.

Il nostro team di lavoro – psicologi e sociologi - ha fatto emergere storie di profonda solitudine e particolare vulnerabilità, spesso taciute, che aggravano la condizione di esclusione sociale di chi le racconta come proprio vissuto. Storie tirate fuori, con molta pazienza e comprensione, attraverso questionari multilingua. Racconti come quello di Felix*, fuggito dal Camerun per evitare la pena di morte a causa della propria omosessualità: “Quando ho lasciato il mio Paese volevo uccidermi, poi sono arrivato in Italia e ho trovato tante persone che mi hanno aiutato, dandomi coraggio e fiducia. Ora sogno soltanto una vita normale, come tutte le persone”.

Il lavoro sarà illustrato stamattina, alle 12, al Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo (Maxxi) di Roma e nel pomeriggio gli psicologi e sociologi della CRI che hanno realizzato l’indagine incontreranno gli studenti dell’Università John Cabot di Roma.

Il progetto ha permesso di far luce su un fenomeno ancora troppo poco conosciuto, ma diffuso tra le persone che, al di là del loro status giuridico di richiedenti asilo, vivono nel nostro Paese. Un insieme di fragilità che ci permette non solo di cogliere le nuove frontiere della ricerca sociale, ma anche di rispondere a tutti quei nuovi bisogni che la popolazione più vulnerabile esprime. Un insieme di dati che restituisce il senso di esistenze spesso appese a domande che non hanno né ascolto né risposte.

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