Marino, centinaia di persone in strada per protestare contro la discarica di Falcognana. Aversa attacca Palozzi

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA MAURIZIO AVERSA (CI): Mercoledi, centinaia di persone hanno dato vita ad una protesta contro la discarica a Falcognana, bloccando l'Appia Nuova a S.Maria delle Mole. Inusitatamente, sia la Giunta di destra che l'ex...

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA MAURIZIO AVERSA (CI): Mercoledi, centinaia di persone hanno dato vita ad una protesta contro la discarica a Falcognana, bloccando l'Appia Nuova a S.Maria delle Mole. Inusitatamente, sia la Giunta di destra che l'ex Sindaco di Marino ora consigliere regionale Palozzi, hanno cercato di fare da padrini della protesta.

Poichè due mandati di amministrazione non sono bastati alla destra marinese di accettare la semplice scelta amministrativa fatta in moltissimi degli altri comuni castellani; non ha assunto neppure consapevolezza che il primo passo contro le discariche è il porta a porta per il rifiuto zero.

Da cui una macroscopica contraddizione tra non fare ciò che si deve, e la protesta contro ciò che si è causato (in quota-parte ovviamente). Di qui la denuncia del Pdci.

La vicenda si sa, è insieme semplice e complessa. E’ semplice: perché chiedere di non realizzare una discarica è una lotta legittima e possibile. Ma è anche complessa: perché è di ieri l’atto che si ha decretato con certezza che Malagrotta chiude il 30 settembre. Che i Rifiuti, comunque raccolti, in vista di una organizzazione alternativa a quella preesistente e, quindi tendente a Rifiuto Zero, avrà comunque uno spazio di tempo per realizzarlo. Quindi nel frattempo va trovata una soluzione provvisoria. Cosa, che nel nostro Paese, ha sempre spaventato. Tuttavia, se c’è una unitarietà di indirizzi politici condivisi su questo argomento, sia Nicola Zingaretti che Ignazio Marino si sono pronunciati (e Zingaretti in Provincia ha dato grande impulso) per la raccolta porta a porta, cioè la base per il Rifiuto Zero, c’è anche maggior possibilità che quel provvisorio, sia provvisorio davvero. Il meccanismo giusto diventa il controllo democratico. Il sito o i siti provvisori li decide il Governo su relazione tecnica di un Prefetto (dott. Sottile). Sono sacrosante le richieste di voler entrare nel merito di come si costruisce tale scelta, di come si controlla tutta la procedura della scelta, almeno a livello di area metropolitana. Questi cittadini che manifestano che hanno al proprio interno una unità di scopo e magari mille altre differenziazioni che in questo caso, da cittadini hanno poco peso, hanno diritto di veder rispettata questa loro lotta, di veder presa in considerazione la richiesta che li unisce, e, soprattutto, hanno il diritto di non vedere tra loro catapultati falsi capipopolo. Chi sono in questo caso i falsi capipopolo? Sicuramente la Giunta comunale di Marino, a cominciare dal ViceSindaco; e, maggiormente l’ex Sindaco, il consigliere regionale Palozzi. Come si permettono costoro di organizzare, partecipare, sventolare bandierine contro un problema che nello spicchio che ci compete territorialmente, hanno contribuito a determinare? Sono senza pudore. Degni del grido “allo scandalo” non appena mettano piede, e pronuncino parola, contro le discariche. Magari fosse, che Palozzi e la Giunta e il Vicesindaco, presa consapevolezza della soluzione strutturale contro le discariche, oggi annunciassero un cambio di rotta! Se, per ipotesi, oggi, Palozzi e la destra dicessero: “siamo stati degli asini. Ci eravamo sbagliati. La montagna di rifiuti si evita a partire dalla differenziata porta a porta. Quindi ora la adotteremo anche a Marino”; ecco, se dicessero così, meriterebbero comunque di andare a casa per questo e altri danni fatti a Marino (ai cittadini di Marino di ogni orientamento politico e anche dei non votanti); ma, almeno, ci andrebbero con un po’ di pudore salvo. Purtroppo, non è quella l’aria. Per questo, diciamo ai cittadini, che non hanno bisogno di “guide” nelle rivendicazioni, semmai hanno diritto a risposte da partiti e liste che si propongono di governare la città; che se vedono di nuovo, in altre occasioni e momenti di lotta capitargli tra i piedi chi ha amministrato e non risolto questo problema, che siete in diritto, se non di prenderli a calci, almeno di gridargli: Vergogna!

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