Frosinone, "Odissee nello spazio la luna nel cinema e nei media"

In occasione del cinquantenario dell’allunaggio, l’Accademia di Belle Arti di Frosinone organizza una serie di incontri, proiezioni e mostre sulla luna. Allunare infinito vede coinvolti in prima persona i docenti e gli allievi di questa istituzione, oltre a una serie di esperti che saranno ospitati per approfondire il tema dell’esplorazione lunare e, più in generale, della conquista dello spazio, in un’ottica rigorosamente multidisciplinare: dalla letteratura alla scienza, dal design alla moda, dalle arti visive al cinema, dalla fotografia alla musica, dai videogiochi al fumetto.

 La luna, da sempre, ha rivestito nella storia umana un’importanza decisiva soprattutto per la costruzione di un immaginario onirico, fantastico e poetico. Quando nel 1969 la navicella dell’Apollo 11 è atterrata per la prima volta sul suolo lunare, si è realizzato un sogno che per secoli era sembrato impossibile, ma al tempo stesso non si è esaurita la fascinazione per questo astro che, ai nostri occhi, continua a rimanere un luogo enigmatico.

Il secondo dei cinque panel, Odissee nello spazio, si svolgerà mercoledì 29 maggio alle ore 16.00 nell’Aula Magna dell’Accademia. 

L’incontro è dedicato alle diverse modalità in cui la luna, e più in generale l’immaginario scientifico e fantascientifico, è stato trasposto nei diversi media: dalla radio (pensiamo al famoso radiodramma di Orson Welles tratto da La guerra dei mondi) al cinema (dal Voyage di Méliès a 2001 di Kubrick e oltre), dalla fotografia alla videoarte (Tv is a Oldest Moon di Nam June Paik), dalla televisione (i telefilm Ufo o Space 1999) al videogame, dal fumetto al videoclip musicale.  

La stessa diretta televisiva dell’allunaggio, nel luglio 1969, costituisce ancora oggi nella nostra memoria collettiva, una delle pagine indelebili nella storia dei media. Durante l’incontro si parlerà di come i mezzi di comunicazione, tradizionali e moderni, trattano o mettono in scena la conquista dello spazio.

Tra l’altro, dopo anni di crisi dei generi cinematografici classici, da qualche tempo il cinema di fantascienza (e in particolare quello statunitense) è ritornato in auge. Ne sono una dimostrazione film quali Interstellar di Nolan o The Arrival di Villeneuve. Ma, sempre di recente, sono numerosi anche i film che mettono in scena la figura dell’astronauta, reale o immaginaria che sia; due titoli su tutti: The Martian di Scott e The First Man di Chazelle, biopic su Neil Armstrong. 

Oltre alla proiezione di spezzoni tratti da diversi film e video (narrativi e di non-fiction), verrà presentato in anteprima il video di Fabio M. Iaquone con Margherita Hack. Si tratta di immagini inedite – realizzate per lo spettacolo Variazioni sul cielo da lui messo in scena nel 2005 con la celebre astronoma scomparsa nel 2013 – che sono state montate appositamente per l’occasione, elaborandole secondo lo stile sperimentale dell’artista.       

NOTE BIOGRAFICHE DEI RELATORI

Enrica Battifoglia, nata a Roma, è giornalista scientifico. Lavora per l’agenzia ANSA, per la quale coordina il canale Scienza e Tecnica. Ha seguito la XXI spedizione in Antartide del PNRA (2005), la campagna di volo parabolico dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) (2006), la spedizione scientifica sul Monte Everest (laboratorio Piramide e Campo base) del Comitato Everest-K2-CNR (2007). Docente del seminario Come nasce una notizia scientifica presso lo IUSS di Pavia (2007) e del Master di Comunicazione della Scienza dell’Università di Roma Tor Vergata (2007-2008). Autrice di libri divulgativi-didattici per bambini, ha vinto diversi premi giornalistici.

Alberto Castellano, napoletano, è saggista e critico cinematografico. Ha scritto per circa 20 anni per “Il Mattino” e attualmente collabora con “Alias”(supplemento settimanale de “Il Manifesto”) e “Diari di Cineclub”. Autore di numerosi saggi e volumi dedicati a Franchi e Ingrassia, Douglas Sirk, Carlo Verdone, Clint Eastwood, Paul Schrader, alla comicità e al doppiaggio, è stato professore a contratto di Semiologia del Cinema all’Università di Salerno e ha fatto parte di giurie Fipresci (Federazione della Critica Internazionale) in numerosi festival. 

Fabio Massimo Iaquone regista e videoartista, si confronta spesso con spazi espositivi, architettonici e teatrali. E’ affascinato dalle immagini elettroniche sulle quali lavora dal 1980. Ha mostrato i suoi lavori, in varie forme: in USA, Brasile, Canada, Cina, Giappone e dovunque in Europa. Sue le regie di Candide di Leonard Bernstein prodotto dall’Opera di Rennes (Francia), Zoo - concerto per peli e respiro, 01 Venice (Biennale di Venezia), Variazioni sul cielo con Margherita Hack e Matematico e impertinente con Piergiorgio Odifreddi. Oltre a realizzare proprie opere, ha stretto negli anni sodalizi artistici con Giorgio Barberio Corsetti, Ricardo Pais, André Gingras, Bob Wilson. Ha inoltre collaborato a molte produzioni di opere liriche prodotte in Italia e in Europa. Da molti anni Iaquone si è specializzato nell’animazione 2D e 3D, inserita anche all’interno di spettacoli teatrali, videoclip, filmati pubblicitari. 

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