Monte San Giovanni Campano, al via la trentanovesima edizione del festival delle Città Medievali

La kermesse di musica classica e lirica, promossa dall’associazione Ernico-Simbruina e reduce dallo straordinario successo dello scorso anno, prende il via sabato 20 alle 21,15 in piazza Marconi, nel comune ciociaro, con «Notte di tango e di passione

Si apre oggi a Monte San Giovanni Campano (Frosinone) la trentanovesima edizione del festival delle Città Medievali, che andrà avanti per due mesi. La kermesse di musica classica e lirica, promossa dall’associazione Ernico-Simbruina e reduce dallo straordinario successo dello scorso anno, prende il via sabato 20 alle 21,15 in piazza Marconi, nel comune ciociaro, con «Notte di tango e di passione. Dagli albori al successo». Protagonisti dell’attesa serata inaugurale sarà il Duo Gardel (pianoforte e fisarmonica),che accompagnerà i ballerini Maria Victoria Fuentes e Lucas Galera. Un inizio in grande stileper una stagione musicale che si annuncia, ancora una volta, di altissimo livello tra la Ciociaria e la provincia di Roma, grazie alla partecipazione di artisti di assoluto rilievo.

E sempre a Monte San Giovanni Campano domenica21 (stesso luogo e orario) arriverà l’orchestra da Camera di Roma,diretta da Vincenzo Mariozzi, per un appuntamento tutto dedicato alla musica del grande cinema italiano: in locandina brani di Rota, Morricone, Trovajoli, Piovani e Ortolani. Il festival delle «Città Medievali», una delle manifestazioni di punta dell’estate nella regione Lazio, quest’anno toccherà otto comuni (Affile, Anagni, Arcinazzo Romano, Ferentino, Filettino, Fumone, Monte s. Giovanni Campano e Roccaseccatra il Frusinate e l’alta Valle Aniene, in provincia di Roma, entrando in luoghi di indubbio fascino come, ad esempio, il Castello Longhi De Paolis di Fumone e la Villa di Traiano agli Altipiani di Arcinazzo, sito di notevole interesse culturale dove gli spettacoli richiamano sempre un pubblico numeroso.«Si è cercato – dice il direttore artistico Vincenzo Mariozzi - di seguire una linea di giusto equilibrio, sempre nel rispetto della qualità, considerando la difficoltà sempre maggiore di promuovere una parte del patrimonio culturale che, pur appartenendo a tutti, rischia, ogni giorno di più, di scomparire per noncuranza e per la costante perdita di consapevolezza del suo grande valore»

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