Paliano, la città scende in strada per il carnevale

Un grande successo tra maschere, carri allegorici e l'antica tradizione de "i misi"

E’ certamente un Carnevale partecipato e  fantasioso quello che si è presentato e che si presenterà oggi pomeriggio a Paliano, che ha visto la partecipazione, come ogni anno del resto della scuola primaria.

Cinque i carri in gara più organizzati

Ben cinque i carri protagonisti della sfilata: Rivivisci l’Italia, Ci vuole un FioreIl Fantastico carro del Fantastico,  Ma che chef … a Paliano e Bonny & Clyde- gli anni ruggenti. Non è mancata la fantasia nei costumi e la città ha vissuto per un paio di ore un bellissimo momento di allegria, con la giuria, che doveva giudicare la maschera più bella mescolata tra la folla festante. Un ringraziamento va alla Pro Loco, guidata da Beatrice Lisia, che ha saputo bene organizzare anche quest’anno un bellissimo carnevale che ha visto tutta la città in piazza per assistere alla sfilata. 

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Il canto de “ I misi”

Nelle piazze cittadine si sono ricordati i tradizionali "misi”, un canto che è una tradizione antica di Paliano, tramandata oralmente nel corso dei secoli. Tra le figure più importanti c’è “l’Autore” interpretato da Pasquale “Tamburino”: una figura sciamanica, che tiene il centro della scena e con un tocco magico dà vita ai dodici mesi dell’anno. Giorgio “Stiò” è il padre dei mesi, un personaggio fiabesco che sembra uscito dai racconti dei fratelli Grimm. “Novembre” è interpretato da Andrea “Ziteto”, colonna portante della trasmissione orale della tradizione. Pasquale e Andrea cantano le formule magiche dei loro antenati, fungendo da anello di congiunzione tra gli avi, la gente e le stagioni. Il canto dei mesi nasce probabilmente dall’esigenza di contrastare la crisi scaturita dalla paura di un cattivo raccolto, da un inverno troppo rigido o un’estate senza piogge, eventi gravissimi per le comunità agresti, veniva placata attraverso l’esaltazione delle stagioni, dei pregi e delle calamità che esse avrebbero potuto rappresentare.

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