Arcinazzo Romano-Altipiani-Subiaco il monastero di Santa Scolastica e la spiritualità del Sacro Speco

Natura, ambiente e sacralità dei luoghi: la settima tappa, di 15 chilometri, del Cammino di San Benedetto (evento organizzato dalla Camera di Commercio di Frosinone con il contributo importante dell’Azienda Speciale Aspiin) è stata tra le più...

Cammino san benedetto 1

Natura, ambiente e sacralità dei luoghi: la settima tappa, di 15 chilometri, del Cammino di San Benedetto (evento organizzato dalla Camera di Commercio di Frosinone con il contributo importante dell’Azienda Speciale Aspiin) è stata tra le più suggestive. Non fosse altro perché i pellegrini hanno seguito il sentiero che i ciociari usano da secoli per i loro pellegrinaggi al Santuario della Santissima Trinità. Raggiunta la Valle dell’Aniene, si è tornati sul percorso ufficiale dei Cammini dedicati a San Benedetto, costeggiando il fiume Aniene, fino a giungere ai monasteri sublacensi. Infine, il trasferimento a Monterotondo con i pullman. Una curiosità sul fiume Aniene: all’inizio si chiamava Parensius. Il nome attuale deriva dal latino Anio, che secondo la leggenda era un re della Toscana: volendo perseguitare Cetego, rapitore della figlia, nel passare questo fiume vi restò sommerso. I camminatori hanno percorso la Via Sublacense, quindi Via Colle Ponza. L’asfalto si è “trasformato” quasi subito in strada bianca: i pellegrini hanno scavalcato la montagna per poi scendere nella Valle dell’Aniene, sulla Provinciale 193, proprio sul confine delle province di Frosinone e Roma. Dopo diversi chilometri si sono immessi sulla provinciale che sale al Monastero di Santa Scolastica, dove era in programma una visita guidata e il ricevimento dei pellegrini da Maprte dell'Abate Mons. Meacci.

Dei dodici Monasteri voluti da San Benedetto nella valle sublacense, è l’unico sopravvissuto ai terremoti e alle distruzioni saracene. All’inizio si chiamava Monastero di San Silvestro, poi fu dedicato a San Benedetto e a Santa Scolastica. Nel XIV secolo assunse l’attuale nome. Imperdibili l’ingresso (con la scritta Ora et Labora), il Chiostro Rinascimentale, il Chiostro Gotico e il Chiostro Cosmatesco. Lungo il percorso i pellegrini hanno potuto ammirare diverse falesie e i climber che le scalano. Poi si è seguito il sentiero che sale al Sacro Speco. Uno spettacolo nello spettacolo: incassato nella roccia a strapiombo sulla valle sottostante, è semplicemente unico. Pareti, volte e scale, perfettamente integrate nella pietra cui si appoggiano, grazie alla loro irregolarità, creano un’autentica e inimitabile suggestione in chi si avvicina per visitarlo. Il Sacro Speco è composto da due Chiese sovrapposte e da Cappelle e Grotte, interamente affrescate in epoche diverse. Si tratta di un monumento unico della storia della Chiesa e dell’Arte, per bellezza e spiritualità. Quindi il trasferimento a Monterotondo e, in serata, la partecipazione allo spettacolo dei Musicanti di Strada. Domani ottava tappa, da Monterotondo a Roma.
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