Frosinone, Sanità: i Sindaci unanimi bocciano il piano Suppa. Abbruzzese “efficienza ultima”

Nella giornata odierna (giovedì 25 luglio 2013), l’assemblea dei sindaci sulla sanità ha respinto all’unanimità la proposta, avanzata dalla direzione generale della Asl,

Nella giornata odierna (giovedì 25 luglio 2013), l’assemblea dei sindaci sulla sanità ha respinto all’unanimità la proposta, avanzata dalla direzione generale della Asl, di atto aziendale tenuto conto della insostenibilità di una rimodulazione della rete ospedaliera, in assenza di risorse adeguate che rischierebbe di penalizzare ulteriormente la sanità provinciale, incrementando la mobilità verso gli ospedali romani.

"Dal dibattito viene fuori anche un altro segnale importante: si chiede alla Pisana di rivedere le linee guida del piano sanitario regionale, adottate dalla precedente amministrazione regionale, che, allo stato attuale premiano a dismisura la provincia romana, mentre lasciano gli avanzi della tavola per la provincia di Frosinone” ha detto il presidente della conferenza dei sindaci, il Sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani. “E' diventato, ormai, ineludibile – ha continuato il Sindaco di Frosinone - riequilibrare un quadro ritenuto troppo penalizzante e insufficiente per assolvere in maniera adeguata alle esigenze di assistenza sanitaria della popolazione della provincia di Frosinone. Riteniamo che sia necessaria una politica di federalismo sanitario sul territorio, che tenga presente, in maniera rigorosa, le specificità delle strutture, le criticità epidemiologiche e una più equa redistribuzione sul territorio regionale dei posti letto. Il rapporto tra popolazione residente e posti letto, a fronte di una previsione regionale di 3,7 ogni mille abitanti, è pari a 5 su buona parte delle Asl romane, mentre scende clamorosamente a 2,7 per la provincia di Frosinone. Se rappresentiamo il 10% della popolazione regionale, vogliamo che tornino risorse sul territorio pari al 10% degli investimenti in materia sanitaria da parte della Regione Lazio.”

“Non è più tollerabile, poi – conclude il Sindaco di Frosinone - che la provincia di Frosinone, che conta oltre mezzo milione di residenti, non abbia un Dea di secondo livello, per la neurochirurgia e la cardiochirurgia. In caso d'infarto o d'ictus, non possiamo limitarci a pregare, sperando di arrivare in tempo con un elicottero o un'ambulanza su Roma".

ABBRUZZESE (PDL): LA SANITA DELLA PROVINCIA DI FROSINONE AGLI ULTIMI POSTI PER EFFICIENZA

"Misurare efficienza delle strutture sanitarie e l'efficacia delle prestazioni attraverso la pubblicazione on line del Programma regionale valutazione esiti degli interventi sanitari del Lazio è di certo cosa importantissima, ma sarà fondamentale monitorare le criticità tratte dagli indicatori scientifici per poter far fronte alle problematiche della rete ospedaliera del territorio. Il dato allarmante emerso durante la presentazione del programma di valutazione è sicuramente lo stato dei servizi erogati dalla sanità ciociara che, risulta essere in termini percentuali uno delle peggiori del sistema regionale." Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, vice presidente della Commissione sviluppo economico a margine del convegno che si è svolto presso la regione Lazio ed inerente la presentazione del Programma regionale valutazone esiti degli interventi sanitari. "Per esempio - ha continuato Abbruzzese - prendendo in considerazione un intervento chirurgico per frattura del femore, che di norma dovrebbe essere effettuato entro le 48 ore dall'accesso in ospedale, a Frosinone soltanto una persona su dieci riesce ad ottenere tale servizio. Pertanto, se nei poli di eccellenza laziale quasi l'80% delle persone con frattura femorale vengono operate entro i due giorni dal ricovero, soltanto il 4,7 % riceve la stessa prestazione nel nosocomio del capoluogo ciociaro. Inoltre anche parlando di interventi ancor più delicati ed importanti come quelli di angioplastica coronarica in precise tipologie di infarto il dato non cambia. La proporzione di angioplastica effettuata entro i 90 minuti dal primo accesso in ospedale a Frosinone è inferiore al 10% mentre gli standards generali nelle altre strutture del Lazio è di media al 30%. Alla luce di tutto ciò è di vitale importanza che l'atto aziendale della Asl di Frosinone tenga anche conto di queste criticità e delle effettive esigenze del territorio. Sarà fondamentale, quindi, l'apporto dei Sindaci, del personale medico e delle parti sociali per mettere in atto un provvedimento, considerando anche il fatto che la bozza attuale è stata disconusciuta oltretutto anche dai 9 medici che costituivano il gruppo di lavoro per la stesura, in grado di dare risposte adeguate ai bisogni dell'utenza". Ha concluso Abbruzzese.

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