Anagni, dalla commissione sanità qualche spiraglio per il PPI dell'ospedale che non chiuderà

A pochi giorni dalla chiusura del punto di primo intervento una lettera al Presidente Zingaretti ed a D'Amato potrebbe aprire nuovi scenari. Soddisfatto il sindaco Natalia

Non trova pace l'ospedale di Anagni o meglio quello che resta del presidio ospedaliero del nord della Ciociaria. Tra meno di una settimana dovrebbe chiudere anche il PPI (punto di primo intervento) e per scongiurare questa ipotesi si sta muovendo la politica regionale. “Sulla chiusura del Punto di primo intervento di Anagni in commissione sanità - dichiara in una nota il presidente della Commissione regionale sanità del Lazio, Giuseppe Simeone - abbiamo deciso di inviare una nota al presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, e all’assessore alla sanità, Alessio D’Amato, chiedendo la sospensione della deliberazione della Asl di Frosinone con la quale si stabilisce, a partire da 15 luglio 2018, la chiusura del PPI, e la sua trasformazione in Presidio ambulatoriale territoriale (PAT), nonché l’avvio di un tavolo tecnico – istituzionale per comprendere nel dettaglio le esigenze del territorio e le soluzioni che si intendono mettere in atto".

L'audizione di Macchitella

Tale provvedimento è stato assunto al termine della commissione nella quale è stato audito il commissario straordinario della Asl di Frosinone, Luigi Macchitella, durante la quale è stato ascoltato il sindaco di Anagni, Daniele Natalia, ed a cui hanno preso parte i sindaci del comprensorio interessati da tale provvedimento. Risulta essere fondamentale comprendere esattamente quali siano le ricadute di tale scelta su un territorio già gravato dall’assenza di una adeguata rete territoriale di assistenza soprattutto per quanto riguarda le emergenze urgenze. La questione non può essere affrontata con sommarietà. Richiede dati certi su quella che sarà l’offerta sanitaria del Presidio ambulatoriale territoriale aperto h24, in cui è prevista la turnazione di medici di medicina generale, rispetto a quella fornita oggi dal PPI".

Saranno aumentati i posti?

E’ importante comprendere se i posti letto di degenza infermieristica esistenti saranno aumentati, come affermato dal commissario Macchitella, se e quali esami diagnostici si potranno effettuare e, soprattutto, se effettivamente tale scelta comporterà un miglioramento dei servizi offerti ai cittadini che sono gli unici destinatari di ogni azione che a tutti i livelli dobbiamo assumere. Ci auguriamo che il presidente Zingaretti e l’assessore D’Amato accolgano celermente la nostra proposta dando un segnale forte alle comunità interessate e legittimamente preoccupate di vedersi sottrarre un importantissimo presidio assistenziale.

La nota

La commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Giuseppe Simeone (Forza Italia), ha elaborato una nota in cui si esprime la richiesta di sospensiva della delibera del commissario straordinario della Asl di Frosinone, Luigi Macchitella, che dal prossimo 15 luglio avrebbe determinato la trasformazione del punto di primo intervento (Ppi) di Anagni in presidio ambulatoriale territoriale (Pat). Una ulteriore "diminutio" dei servizi in caso di emergenza, dopo la chiusura, avviata nel 2012, dell'ospedale della Città dei Papi; decisione definita "scellerata" dal sindaco Daniele Natalia, ricevuto oggi in audizione dalla settima commissione della Pisana, accompagnato dai primi cittadini di un comprensorio che totalizza ottantamila abitanti e che attualmente afferisce all'ospedale di Frosinone per i codici gialli e rossi.

"Non cambierebbe nulla con l'istituzione del Pat - è stata la posizione espressa dal commissario della Asl, Macchitella - perché già ora il Pip di Anagni tratta unicamente codici bianchi e verdi, quelli meno gravi, e con numeri non certo enormi, visto che per il 2017 parliamo di quattromila accessi, circa undici al giorno. Per i casi più gravi, ora come in futuro, i mezzi del 118 si dirigeranno direttamente verso il capoluogo". Il Pat è pensato per continuare ad accogliere ad Anagni unicamente pazienti con problemi trattabili in ambulatorio da un medico di medicina generale opportunamente formato. Per Macchitella, resterebbero inalterati gli altri servizi attualmente erogati dal presidio; in audizione si è anzi parlato di un ampliamento dei posti letto a degenza infermieristica e dell'acquisto di una nuova Tac (per il corretto funzionamento della quale è necessario però reperire radiologi, secondo quanto riferito dal commissario straordinario stesso). 
Su posizioni diametralmente opposte i sindaci del comprensorio, che invece scommettono sul ripristino di reparti di eccellenza come quello di chirurgia urologica, con conseguente riattivazione del pronto soccorso di Anagni, a supporto anche di importanti fabbriche che insistono nell’area. L'audizione, richiesta dal vicepresidente Loreto Marcelli (M5s), si è quindi conclusa con l’elaborazione di una nota indirizzata all'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato, e al commissario ad acta, Nicola Zingaretti, per favorire l'avvio di un tavolo tecnico-istituzionale per comprendere le esigenze del territorio in questione e individuare le opportune soluzioni da mettere in atto per garantire il diritto alla salute. 
A sostenere l'atto, insieme a Simeone e Marcelli, l'altro vicepresidente Paolo Ciani (Cs) e le consigliere Sara Battisti (Pd) e Chiara Colosimo (FdI).

La soddisfazione del sindaco

"La chiusura del PPI dell'ospedale di Anagni è stata scongiurata grazie all'audizione tenuta dal sindaco di Anagni Daniele Natalia alla Commissione Sanità della Regione. Alla Pisana Daniele Natalia ha ribadito che i cittadini del comprensorio non possono essere privati del diritto alla salute, ma anche che l'ospedale di Anagni è una struttura da tenere in considerazione per progetti futuri di ristrutturazione del sistema della sanità locale. Un PAT non avrebbe garantito nessuna di queste due cose; il mantenimento del PPI è invece il primo passo per una risoluzione positiva della controversa situazione dell'ospedale di Anagni. Il sindaco della Città dei Papi Daniele Natalia ha dichiarato: "Il territorio ha vinto la prima battaglia. Insieme ai sindaci Corsi, Alfieri, Felli e Agostini, anche per conto degli altri sindaci del territorio, unitamente all’On. Loreto Marcelli, abbiamo chiesto, discusso e ottenuto dalla VII Commissione Sanità della Regione Lazio, la sospensione del provvedimento con il quale la Asl di Frosinone aveva intenzione di chiudere il PPI a partire dal 15 luglio prossimo". Dalla Regione Lazio è stato detto che il presidente della Commissione, On. Simeone, aggiornerà presto il tavolo di discussione alla Pisana per discutere del problema dell'ospedale di Anagni. Prosegue poi Natalia: "Un dato politico sulla questione: dopo anni di patti non rispettati e promesse non mantenute finalmente le Istituzioni hanno scelto di muoversi accanto a cittadini ed associazioni. Avevamo garantito agli anagnini che avremmo portato le loro richieste sulla sanità in Regione e lo abbiamo fatto. Questo è un nuovo modo di fare politica, l'unico che i cittadini riconoscano come tale". Dopo anni di immobilismo, dovuto anche ad un sistema di potere macchinoso e clientelare, il Comune di Anagni è riuscito a far valere i propri interessi e quelli del territorio al tavolo regionale. "La collaborazione fruttuosa tra i sindaci dei comuni che usufruiscono dei servizi del nostro ospedale – ha concluso Natalia – è uno strumento importante per il raggiungimento degli obiettivi che il territorio si è posto. Proseguiremo in futuro la nostra battaglia in difesa dell'ospedale di Anagni seguendo la strada tracciata sul modello "unione dei sindaci" che è l'unica percorribile per raggiungere scopi d'interesse generale come il potenziamento della sanità locale".

Esulta il Movimento Cinque Stelle

“La paventata chiusura del presidio ospedialiero Anagni non ci sarà: questa la bella notizia che oggi il M5S Lazio può dare a circa 80mila cittadini del territorio”, spiegano raggianti dal gruppo M5S in regione. “La decisione è stata presa in Commissione Sanità, durante una seduta straordinaria richiesta e ottenuta dal nostro consigliere e vicepresidente Loreto Marcelli, dopo un primo incontro con i 9 sindaci dei Comuni interessati, che sono stati auditi proprio per prendere la decisione più giusta per i cittadini della zona”. 

“Ancora una volta il Movimento 5 Stelle si è fatto portavoce dei cittadini  -spiega Marcelli, consigliere pentastellato eletto nel frusinate-  portando alla Pisana le richieste del Comune di Anagni e dei paesi limitrofi, che dal 15 luglio si sarebbero ritrovati senza il proprio punto ospedaliero. Al di là della bandiera sotto la quale sono stati eletti i sindaci, è nostro dovere assoluto stare vicini al territorio, ed evitare in Regione scelte che danneggerebbero le comunità locali. La chiusura sarebbe ad oggi immotivata, e si sarebbe trasformata per i residenti in un grave disservizio, visto che gli ospedali più vicini sarebbero diventati quelli di Frosinone e Colleferro: strutture ben più distanti –il che metterebbe a maggior rischio gli 80mila fruitori della zona di Anagni- e già in sofferenza, dunque a rischio congestione nell’ipotesi di un aumento di utenze così massiccio. Durante la seduta è stato inoltre deciso di instituire un tavolo di discussione con i sindaci, la dirigenza Asl e i membri della commissione Sanità, affinché si possa arrivare ad una riorganizzazione del servizio sanitario del presidio di Anagni. Per evitare che la giusta decisione presa oggi in Regione venga cancellata da provvedimenti futuri, continueremo quindi a lavorare e vigilare per garantire ai cittadini un’assistenza sanitaria efficiente e capillare”.

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