Cassino, dimissioni sindaco, parla Francesca Calvani: "Io la vera vittima"

Il consigliere di maggioranza spiega i reali motivi che hanno dato vita all'alterco con il primo cittadino e ipotizza scarsa chiarezza nel bando per la gestione delle strisce blu

Francesca Calvani

Non le piace passare per quella che ha provocato un malore ad un sindaco e soprattutto non le piace che la verità venga alterata. Per questo motivo Francesca Calvani, consigliere di maggioranza in Forza Italia, rompe gli indugi e racconta la sua versione. Spiega a Frosinonetoday quando accaduto questa mattina nella stanza del sindaco Carlo Maria D'Alessandro.

Il racconto dei fatti

"Verso mezzogiorno ho chiesto al sindaco di poter aver un incontro con lui, in privato. Perchè ero venuta a conoscenza di alcune modifiche apportate al bando per l'avvio del servizio delle 'strisce blu' in città. Modifiche delle quali non ero a conoscenza e soprattutto che non mi sembravano chiare. Quando ho chiesto lumi al sindaco questi, invece di spiegarmi la verità ed i motivi per cui, casomai era stato costretto a fare quelle modifiche, mi ha detto una cosa non vera: che a modificare il bando era stata la Stazione Unica Appaltante, l'ente di controllo provinciale. Per questo motivo gli ho detto: 'Non ci credo Carlo. Tu così offendi la mia intelligenza. Almeno abbi la decenza di dirmi: 'Francesca sono costretto a comportarmi in questo modo'. Io avrei capito e forse avrei fatto un passo indietro, per andare avanti. Ma la mia intelligenza non può essere offesa'. Mi sono sentita presa in giro ed abbiano iniziato a discutere animatamente. Così animatamente che poi non ricordo cosa ho detto".

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Le dimissioni

"Ricordo bene però che il sindaco ha iniziato a scrivere le dimissioni ed poi è uscito per andare a protocollarle - prosegue ancora Francesca Calvani -. Questo mentre io accusavo un malore. Il suo malore c'è stato dopo, al ritorno dal protocollo e non prima. Non intedo passare per bugiarda e non intendo che si continui a prendere in giro i cittadini e soprattutto quelle 35 persone (gli ausiliari del traffico al momento rimasti fuori dal bando ndr) che ogni giorno ci guardano con occhi pieni di speranza. Sono padri e madri di famiglia e noi abbiamo il dovere di tutelarli".

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