Danilo Magliocchetti, analisi dell'ospedale unificato Frosinone-Alatri

Esiste la possibilità concreta che il polo ospedaliero possa divenire un subito DEA di II livello

Danilo Magliocchetti, consigliere comunale, fa una riflessione sul lavoro svolto, secondo i dati pervenuti grazie alla ASL del capoluogo, dal polo ospedaliero unificato di Frosinone ed Alatri, evidenziandone le possibilità di sviluppo per farlo divenire un'eccellenza del territorio. Con la delibera 406 del 1/03/2019 infatti, afferente il piano annuale del Risk management “gestione del rischio clinico 2019”, la ASL di Frosinone certifica, con dati ufficiali forniti dalla Direzione sanitaria, aggiornati al 31.12.2018., l’eccezionale lavoro, quali/quantitativo, compiuto dal polo ospedaliero unificato Frosinone-Alatri nel corso dell’anno passato. 

I numeri del nosocomio ciociaro

I due ospedali, infatti, hanno gestito, tra l'altro, 17.732 ricoveri ordinari, 1.089 neonati/parti e ben 77.038 accessi al Pronto Soccorso. Una mole di lavoro certamente non comune.Proprio questo dato straordinario, sui volumi di accesso ai pronto soccorso, frutto di capacità e professionalità del personale medico ed infermieristico,fa capire perfettamente come l’ospedale del capoluogo, inserito nel contesto polo unificato Frosinone – Alatri, possa diventare subito DEA di II livello. Certamente ben al di là, della previsione a futura memoria del DEA superiore inserita a suo tempo nell’atto aziendale della locale ASL, che prevedeva prima la realizzazione della UTN, unità terapia neuro vascolare.

Un DEA allo Spaziani?

Infatti la normativa in materia, che ha fissato i nuovi standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi per l'assistenza ospedaliera,  prevede espressamente che per il  “Dea di II livello serviranno un bacino di utenza compreso tra 600.000 e 1.200.000 abitanti, con un numero di accessi annui appropriati superiore a 70.000”. Orbene, Frosinone, con il polo ospedaliero unificato con Alatri, possiede entrambi i requisiti, perché il PS dello Spaziani del capoluogo, con la realizzazione del DEA di II livello, andrebbe ad inserirsi in una area geografica molto ampia, non solo della provincia di Frosinone, ma  che comprenderebbe anche l’area sud della provincia di Roma, con tutto il territorio di Colleferro e zone vicine, quindi con un bacino di utenza certamente molto vicino ai 600.000 previsti. Per quanto riguarda poi gli accessi annui al PS, i dati testimoniano, che gli oltre 77.000 registrati nel 2018, sono più che sufficienti per giustificare una simile realizzazione del DEA superiore allo Spaziani. Una circostanza della quale se ne parla ormai da anni, ma che non ha trovato mai alcuna concreta  materializzazione. Ci sono quindi tutti i requisiti e tutte le necessità per farlo a Frosinone.

Il Presidente Zingaretti dovrebbe seriamente prendere a cuore il problema, e se lo farà si rivelerà un autentico gigante.

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