Forza Italia, Tommaso Ciccone dirotta verso Giovanni Toti

Il coordinatore provinciale fa un'analisi dell'attuale stato di salute del partito. Sul presidente della regione Liguria non ha dubbi: "È l'unico elemento di novità nell'area azzurra"

Tommaso Ciccone, coordinatore provinciale di Forza Italia, dichiara apertamente la scelta che lo vede avvicinarsi al presidente della regione Liguria, Giovanni Toti. Lo fa in virtù della voglia di cambiamento per un partito che al momento non è in grado di rigenerarsi, soprattutto se manterrà alla sua guida Silvio Berlusconi. Un partito "dei tesseramenti prorogati di mese in mese, delle stagioni congressuali sempre annunciate ma mai avviate: a ogni livello, dalle comunali a salire". 

Un software osbsoleto

"Il dubbio è che Forza Italia non sia stata programmata per rigenerarsi. Il suo codice sorgente, paragonandola a un software, è bloccato, non è modificabile: una volta diventato obsoleto lo si può solo resettare o rassegnarsi a utilizzarlo in modalità rallentata". Un codice sorgente che per un quarto di secolo. riconosce Ciccone "ha fatto funzionare Forza Italia egregiamente, producendo effetti politici di portata storica, inaugurando modelli comunicativi che hanno rivoluzionato il modo di fare politica, aprendo le stagioni di una nuova Repubblica rinata dalle macerie di “Mani pulite”, incarnando il sogno di un’Italia in crescita: più moderna, capace di riformarsi e desiderosa di recuperare centralità sullo scenario politico internazionale. È quel codice sorgente che metteva in moto l’entusiasmo e le speranze degli italiani: fossero essi operai, imprenditori, impiegati, casalinghe, giovani o anziani".

"Ma ora quel software è vecchio, il programmatore, Silvio Berlusconi, che ne custodisce le chiavi d’accesso, non è più in grado di modificarlo o semplicemente non ne ha alcuna intenzione; forse perché troppo affezionato a quel codice sorgente o, cosa ancor più plausibile, perché, tutto sommato, per quel che serve a lui, e ai suoi, ormai pochi, accoliti, quel programma obsoleto può ancora garantire utili funzionalità residue: un piccolo potere contrattuale in grado di preservare qualche privilegio e di assicurare qualche “posto fisso”, Camera o Senato, magari anche Regione. Ecco perché non credo, pur sperandolo, che Forza Italia possa riprogrammarsi, rigenerandosi, attraverso un’ordinaria attività di manutenzione".

La novità è Giovanni Toti

"Al momento, stando così le cose, sarà più probabile assistere a un restyling che, consegnandoci una grafica rinnovata nell’aspetto, si mostrerà incapace di fermare l’obsolescenza del programma attualmente in uso. Insomma, parliamo di pezze. L’unico modo per forzare i blocchi di un software che non vuole farsi modificare è quello d’inocularlo con un virus e l’unico elemento di novità nell’area azzurra, potenzialmente virale, piaccia o non piaccia, è rappresentato da Giovanni Toti. Ha avuto il coraggio di dire apertamente, quando alcuni ancora lo mormoravano sommessamente, che “il re è nudo”, aprendo un dibattito sul presente e sul futuro di Forza Italia. Nel contempo, mentre si continua nel mantra che recita la necessità di ripartire dai territori, dai sindaci e dagli amministratori locali, da un’attività inclusiva e dalla necessità di dar vita a un partito realmente scalabile, azioni concrete, dall’alto, orientate in tal senso non se ne vedono. Neanche qualche sparuto segnale che lasci intendere che qualcuno, sempre dall’alto, ci stia ragionando sopra. Giovanni Toti ci sta provando, si sta confrontando: un po’ con i leader, sparsi qua e là nei vari territori, un po’ riportando il dibattito sul futuro di Forza Italia e del centrodestra nazionale in mezzo alla gente, con incontri pubblici e contatti personali. Insomma, si sta muovendo.

Poi c’è chi, in periferia, sta ammassando le truppe, preparandosi a suonare la carica… alla conquista di un fortino che potrebbe rivelarsi vuoto".

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