Congresso Forza Italia, ancora nebbia su data e candidati

I sindaci Ciccone e Rotondo tra i papabili. Magliocchetti precisa: "Dovrà essere l’occasione per rilanciare l’azione politica sul territorio, per rimotivare iscritti e simpatizzanti che sono disorientati e si sentono abbandonati"

Meno due giorni alla chiusura del tesserameno, un mese e poco più al Congresso provinciale. Sono i due appuntamenti segnati in rosso sull'agenda di Forza Italia, annunciati lo scorso dicembre in occasione del lancio della campagna adesioni. Per il primo, il termine era stato fissato al 10 gennaio, data che potrebbe slittare di una settimana, l'obiettivo da raggiungere era quello delle 1.800 adesioni. Per il secondo si parlava di fine febbraio, ed anche in questo caso si potrebbe pensare ad un posticipo, di diversi mesi, ovvero dopo le elezioni europee di fine maggio. 

I papabili

Nel frattempo si parla dei possibili candidati alla guida del partito provinciale. Dopo il dietrofront, quasi immediato, di Riccardo Del Brocco, spunta il nome di Tommaso Ciccone, sindaco di Pofi, pronto a scendere in campo per amore di Forza Italia dopo le ferite subite alle Provinciali. "Se Forza Italia chiama, risponderò: presente" è invece l'urlo di battaglia di Anselmo Rotondo, sindaco di Pontecorvo. "Sento il dovere di porre le basi per la rinascita del nostro amato partito non dialogando con i traditori del centrodestra che hanno fatto scelte diverse dopo aver preso i nostri voti, ma dialogando con le forze moderate oneste e propositive che vogliono dare una spinta innovativa e vicino alle esigenze vere delle persone". Anch'egli pronto quindi a farsi avanti per il bene di Forza Italia e che, sulla possibile proclamazione di Ciccone, afferma: "Al coordinamento provinciale ben venga Tommaso Ciccone, ma sembrerebbe un contentino per aver perso la presidenza della provincia per i voti mancati grazie ai traditori che ci sono stati sia in Forza Italia che nella coalizione, ma in democrazia non ci può essere la proclamazione dall'alto di una persona anche se si chiama Tommaso Ciccone. Il nuovo coordinatore non dovrà essere schiavo di nessuno, libero da condizionamenti, trasparente e soprattutto inclusivo". 

Il commento di Magliocchetti

Non è in lizza per la nomina di coordinatore, ma "mette i puntini sulle i" in merito a Congresso e tesseramento, il capogruppo di Forza Italia sia in Consiglio comunale che provinciale, Danilo Magliocchetti, riconoscendo gli errori commessi dagli azzurri ai quali ora si dovrà porre rimedio. "La celebrazione del Congresso provinciale di Forza Italia dovrà essere l’occasione per rilanciare l’azione politica sul territorio, per rimotivare i tanti iscritti e simpatizzanti che, comprensibilmente, sono disorientati e si sentono abbandonati a se stessi, per tutta una serie di concause nazionali, ma a volte anche locali. Se si interpreta in questo senso, il momento congressuale costituirà un’opportunità, per tutti. Se, invece, dovesse essere lo strumento per lanciare opa su eventuali future candidature blindate, allora significa che non abbiamo capito niente, che dopo il 4 marzo 2018 è cambiato un mondo e conseguentemente è cambiato interamente il modo di fare politica e che prevarranno, come al solito, i personalismi, senza considerare l’interesse collettivo del partito.

Ridare dignità

Ben vengano, candidature alla segreteria anche plurime, perché sono il segnale di rinnovato attivismo sul territorio, ben vengano nuove adesioni e rinnovamento della classe dirigente, sono tutte azioni positive, finalizzate alla crescita del partito nei vari Comuni della provincia di Frosinone, dove i tanti amministratori locali costituiscono l’asse portante del partito e forse gli unici che hanno il contatto vivo e quotidiano con la gente e di conseguenza il consenso. Non sono altrettanto sicuro che, molti, non tutti, di quelli che siedono in parlamento, eletti con Forza Italia abbiano la stessa credibilità dei nostri amministratori, verso la gente.
Ecco perché la celebrazione del Congresso è un fatto importante e dovrà comunque essere alla fine, un momento di sintesi, anche attraverso legittime aspirazioni e leale competizione, tra mozioni diverse, tra visioni diverse, ma che, una volta celebrato il congresso, dovranno remare tutte dalla stessa parte, per il rilancio e la rigenerazione del partito, dando comunque spazio a chi ha voglia di fare e di lavorare per costruire, non per fare esercizio di tifoseria.
Se, invece, il momento congressuale verrà interpretato con la mente rivolta già alle prossime elezioni, per le quali ci sarà tempo e modo per discuterne al momento opportuno, allora avremo tutti perso una grande occasione, forse l’ultima, per ridare dignità e speranza al nostro elettorato".

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