Sanremo, le donne di Fratelli d'Italia insorgono contro la partecipazione di Junior Cally

Il rapper è autore di testi musicali volgari ed offensivi nei confronti del sesso femminile. Dal dipartimento “Tutela della donna” del circolo cittadino di Frosinone arriva il più totale dissenso

“È intollerabile che si faccia salire sul palco dell’Ariston di Sanremo, il più importante Festival musicale italiano, un cantante rapper come tale Junior Cally.” Con queste parole, amare e decise le donne, dirigenti e militanti del dipartimento “Tutela della donna” del circolo cittadino di Fratelli d’Italia di Frosinone esprimono totale dissenso alla possibilità che tale personaggio possa partecipare al festival della canzone italiana. "Ricordiamo che lo stesso, negli scorsi anni è stato autore di testi volgari, sessisti, violenti e disgustosamente dispregiativi nei confronti di noi donne.

Inneggia a stupri, violenza e femminicidio

Parlando di un personaggio che nei testi delle canzoni inneggia a stupri, violenza e femminicidio siamo ferme nel ritenere che non meriti assolutamente di poter partecipare al Festival di Sanremo, sia per evidenti ragioni etiche e morali, ampiamente sottintese, sia perché sarebbe folle concedergli un palco con cotanta risonanza mediatica donando una immeritata fama, pagata con i soldi dei cittadini italiani, che lascerebbe solo spazio ad una vera e propria insana divulgazione tra i giovani di messaggi violenti e quanto meno non consoni alla nostra società.

La lotta al femminicidio e la riconquista del rispetto nei confronti delle donne non può essere fatta esclusivamente attraverso la legge, ma anche e soprattutto attraverso la testimonianza e la giusta attenzione nelle scelte cosa che i dirigenti della RAI hanno pensato bene di trascurare a vantaggio del guadagno, del gossip e degli ascolti. Vogliamo domandare e tutte le donne, in modo particolare a quelle che militano nei movimenti femministi, sempre pronte a stracciarsi i capelli per una presunta mercificazione o per una declinazione in maschile e femminile se in questa occasione sono sconvolte, sconvolte ed indignate come ogni donna ed ogni mamma dovrebbe essere!

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"Ci sentiamo parte offesa"

La difesa della donna non è la declinazione di un sostantivo al femminile o la triste ed emarginante idea delle quote rosa, altra umiliante prassi che non premia una donna per meritocrazia e capacità, ma per diritto di legge e noi con la nostra leader Giorgia Meloni siamo la prova vivente che la carriera, anche quella Politica si fa per meriti soggettivi e non per elemosina; ma è un concetto che deve andare oltre e non può essere frutto di ideologie partitiche o addirittura esclusiva della sinistra borghese e benpensante. Ci sentiamo parte offesa e ci auguriamo che la commissione di vigilanza RAI, i vertici dell’azienda ed il Garante per la tutela dell’infanzia possano chi ravvedersi chi intervenire. Il nostro pensiero è rivolto a tutte le donne sacrificate per mano di piccoli uomini o per interessi economici ribadendo senza paura e con orgoglio il nostro essere donne, donne coraggiose, madri e lavoratrici che non abbiamo bisogno (a differenza di altri) di nasconderci dietro una maschera … chiediamo rispetto e ci mettiamo faccia e nome, anche per Gioia protagonista della triste e pessima canzone del “cantante”!!"

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