Accorpamento Ares 118 Frosinone-Latina, Papaevangeliu: "Ciociaria penalizzata"

Per la senatrice della Lega la riorganizzazione della sanità nel Lazio non risponde al reale fabbisogno degli utenti

Approvato il nuovo Atto Aziendale dell'Azienda Regionale Emergenza Sanitaria ARES 118 ed il tanto temuto accorpamento delle sedi operative Frosinone-Latina, con la "vittoria" per la provincia pontina, diventa realtà. "Si è proceduto ad una riorganizzazione ed accorpamento delle centrali operative, che sono state ridotte da 4 a 3 ed hanno visto modificato il loro ambito territoriale di competenza, in modo da rispondere agli standard del DM numero 70/2015 che prevedono una centrale operativa ogni 600.000 abitanti. Ciò comporterà la creazione di centrali operative con competenze territoriali, anche sovra-provinciali, che consentiranno una più razionale ed efficiente gestione sia delle risorse umane che tecnologiche assegnate, superando definitivamente e completamente le logiche di funzionamento su base provinciale". È quanto si legge in uno dei paragrafi presenti all'interno delle 110 pagine che illustrano il Decreto del Commissario ad Acta. 

Una centrale operativa ogni 600.000 abitanti, quasi la metà degli utenti che, numeri alla mano, rientrano nel bacino delle due province Frosinone-Latina. Insieme infatti superano il 1.000.000 di abitanti, precisamente 1.068.000.

L'intervento della Papaevangeliu

"A pagarne le conseguenze è soprattutto la Ciociaria - commenta la senatrice della Lega, Kristalia Papaevangeliu - che sconta il confronto inevitabile con la provincia di Latina, sia per questioni territoriali sia geografiche. Una Centrale Operativa Unica a Latina crea molteplici difficoltà, considerato che in Ciociaria ci sono ben 91 Comuni”. 91 contro i 33 di Latina e di questi, c'è da aggiungere, molti sono collocati in zone montane. Una condizione che necessita di una maggior conoscenza del territorio, delle strade, delle scorciatoie e perfino dei dialetti utilizzati soprattutto dagli anziani che richiedono il soccorso così come messo in evidenza già un anno fa dai  componenti dell'Ordine delle professioni infermieristiche di Frosinone.

“La riorganizzazione della sanità nel Lazio - aggiunge l'esponente leghista - non risponde al reale fabbisogno degli utenti. La Regione Lazio ha adottato il nuovo Atto aziendale dell’Ares 118, che prevede la nascita del cosiddetto Cores, ovvero la Centrale Operativa Regionale Emergenza Sanitaria. Ma le strutture sono state ridotte, passando da quattro a tre: Lazio Sud, con l’accorpamento di Frosinone e Latina; Lazio Nord, che riunisce Viterbo e Rieti; Roma Area Metropolitana. Davvero troppo poche rispetto al numero invece elevato di abitanti dell’intera Regione. I cittadini, così, vengono fortemente penalizzati”. 

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