Certosa, Pride e Moschea, il circolo Pd detta la linea "ufficiale"

Palladino e Martini: "Qualsiasi dichiarazione al di fuori è da considerarsi solo ed esclusivamente personale e in nessun modo concordata o condivisa"

Una nota che, oltre a definire la linea del Pd in merito ai 3 argomenti caldi, Certosa di Trisulti, Lazio Pride e Moschea, sembra voler prendere le distanze da chi, sempre interno al Pd, ha espresso una propria opinione senza averla concordata con i dirigenti. Il comunicato a firma di Stefania Martini ed Andrea Palladino, rispettivamente presidente e segretario del circolo di Frosinone, arriva dopo le dichiarazioni dei consiglieri comunali del capoluogo Alessandra Sardellitti e Norberto Venturi.

Ed è a loro che sembra essere indirizzata l'introduzione e la conclusione del testo: "Il Circolo di Frosinone, - si legge - con il suo Direttivo si è confrontato sui seguenti temi, come su tanti altri argomenti, trovando una sintesi ed una linea politica comune, un confronto anche duro ma proficuo, e svolto nelle sedi opportune, da ciò, si deduce che qualunque dichiarazione che vada fuori dalla linea del Partito è da considerarsi solo ed esclusivamente personale e in nessun modo concordata o condivisa con il Circolo". Non si tratta di aver manifestato opinioni divergenti sui 3 temi che da settimane infuocano il dibattito politico, ma di non aver motivato o fornito valide alternative come è stato fatto dal Circolo con la proposta della perequazione urbanistica nel caso della realizzazione della moschea. Veniamo al dettaglio:

"Certosa di Trisulti, il partito democratico di Frosinone è stato ed è attivo, avendo raccolto tra l’altro centinaia di firme, avendo aderito alla manifestazione e a varie iniziative chiedendo la revoca della concessione della Certosa di Trisulti alla Humanae Institute, associazione finanziata da Steve Bannon;

Pride, il Partito Democratico di Frosinone collabora con le associazioni del territorio con un sostegno diffuso degli iscritti e dei militanti al tema dei diritti della comunità LGBT e del Pride del 22 giugno, organizzando banchetti informativi, partecipando a confronti con le varie realtà cittadine coinvolte, rappresentando un contesto frusinate aperto e inclusivo, che non intende “far nascondere” il percorso del Pride, relegandolo in aree periferiche;

Centro Culturale Islamico, il partito democratico di Frosinone si è pronunciato con un netto sì alla realizzazione perché non si può negare la libertà di culto che è anche sancita dalla nostra Costituzione, ma è altrettanto vero che prevediamo problemi di carattere urbanistico rispetto al sito individuato, per questo motivo abbiamo lanciato la proposta pubblica di avviare un percorso di “perequazione urbanistica”.

È facile dire NO, oppure SI, senza fornire le motivazioni per un no o un sì e soprattutto senza fornire alcuna valida alternativa, concreta, fattibile. La compensazione concordata tra le parti, rappresentata dalla perequazione urbanistica del loco di realizzazione del Centro Culturale Islamico, rappresenta invece uno strumento complementare ad una pianificazione urbanistica che riqualifica concretamente l’ambiente urbano di quartieri della città".

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