Moschea, il sindaco su tutte le furie: "Diffondere dati sensibili è pura follia"

Precisa Ottaviani: "La pratica non è mai stata sottoposta all’esame del Consiglio rimanendo solo un atto istruttorio di natura amministrativa"

Bufera sulle informazioni lasciate trapalare dal consigliere comunale di Frosinone Marco Ferrara in merito alla costruzione della moschea di viale America Latina. A qualche ora di distanza dalla dilvulgazione da parte del capogruppo della Lista per Frosinone della prima pagina della richiesta presentata dall'associazione culturale islamica per l'approvazione del progetto definitivo del luogo di culto, è intervenuto il sindaco Ottaviani che ha usato toni duri nei confronti del consigliere di maggioranza. 

La nota di Nicola Ottaviani

“La sentenza n. 12/2019, della quinta sez. del Consiglio di Stato garantisce la riservatezza e la segretezza dei dati sensibili acquisiti durante l’accesso del Consigliere comunale e ribadisce che l’accesso del consigliere comunale è ammissibile, solo se funzionale all’attività del Consiglio comunale, rilevando, di converso, che tale estensione del diritto non può andare oltre agli argomenti posti all’o.d.g. (quelli dell’art. 42 del TUEL) – ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani - Diffondere dati sensibili, come indirizzi ed estremi identificativi di privati cittadini, specie se esposti a situazioni di criticità in termini di sicurezza, è pura follia che necessita un approfondimento, anche in sede giudiziaria, a tutela dell’Amministrazione comunale.

Deposito degli atti non completato

L’associazione culturale di riferimento dell’Imam non aveva completato il deposito degli atti, in quanto mancavano gli elaborati per parcheggi e strade di accesso essenziali per il luogo di culto in Via America Latina, e quindi la pratica non è mai stata sottoposta all’esame del Consiglio, rimanendo solo un atto istruttorio di natura amministrativa. Credo che sia necessario far comprendere bene, dunque, a qualche consigliere comunale quali siano i limiti corretti della propria funzione, allo scopo di evitare deliri di onnipotenza e abusi della propria carica”.

Il commento di Danilo Magliocchetti

Sempre sulla vicenda è intervenuto il consigliere comunale Danilo Magliocchetti. "Per quanto mi riguarda è una pratica urbanistica, è necessario usare equilibrio, responsabilità e buon senso, da parte di tutti, senza sensazionalismi, perché si corre il rischio di ingenerare solo equivoci, confusione e di conseguenza ingiustificabile allarme. Sono tanti gli interessi, ergo i diritti, da tutelare, in questa come in tutte le pratiche urbanistiche.

Bisogna tutelare, in primo luogo, l’amministrazione comunale, senza  esporla a rischi inutili e onerosi. Bisogna tutelare i residenti coinvolti nell’intervento urbanistico, affinché non abbiano ogni possibile eventuale nocumento. Bisogna tutelare il diritto del Consigliere comunale di esercitare il proprio ruolo di controllo e stimolo. Bisogna tutelare, infine, il diritto di chiunque voglia presentare una pratica  urbanistica, ovviamente che sia conforme a tutti i requisiti di legge e agli standard.
Si tratta, vista la titolarità dei diritti in gioco, di un processo comunque difficile e delicato, ma che si può tenere in perfetto equilibrio se, ognuno recita la propria parte, senza tifoseria e in modi e tempi coerenti.

Per cui, nella vicenda della cosiddetta Moschea, siamo ancora nella fase istruttoria e nessun atto, di nessun genere, men che meno autorizzativo, è stato fino ad ora rilasciato dall’amministrazione comunale che, evidentemente, ancora non si è espressa sull’istanza specifica e sulla eventuale localizzazione.
Quando la pratica sarà perfezionata, acquisito il parere della o delle commissioni competenti, ed eventualmente portata all’attenzione del Consiglio Comunale, quello  sarà il luogo deputato per il confronto sul tema, anche duro, tra i Consiglieri,  per esprimere pareri, valutazioni o eventuali proposte alternative, senza arroccarsi e intestardirsi su posizioni preconcette.
Allo stato esistono, comunque, altre 3/4 possibili  soluzioni. Questo è il percorso previsto dalla legge sugli iter amministrativi e che suggerisce il buon senso, aggiungo io".

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