Reddito di cittadinanza, la provincia di Frosinone ha il record di domande

Una situazione che il consigliere Magliocchetti (FI) definisce un vero: “dramma sociale”

I dati pubblicati oggi, circa il numero delle domande presentate in Italia, per avere il reddito di cittadinanza, devono far riflettere, parecchio, circa la situazione socio economica esistente in provincia di Frosinone.

Nel Lazio i dati certificano questa situazione:

PROVINCIA                  VALORE (domande ogni 1000 abitanti)

ROMA                            11,67

RIETI                             15,02

LATINA                         14,56

VITERBO                      13,45

FROSINONE                 16,32

“Come è agevole constatare - spiega in una nota alla stampa Danilo Magliocchetti Consigliere Comunale di Frosinone e Dirigente provinciale Forza Italia - la provincia di Frosinone risulta quella con il più alto numero di domande del Lazio. Ma vi è di più. Frosinone supera Latina, che è la provincia maggiormente confrontabile con la Ciociaria, di un punto e 76.

Mentre supera di 1 punto e 3 Rieti, e addirittura di 2 e 87 Viterbo. Enorme, infine, la differenza di richieste con Roma, più di 4 punti e mezzo, nonostante l’utenza potenziale infinitamente più grande del territorio della Capitale, rispetto alla provincia Ciociara.

Al di là della opportunità che comunque offre il reddito di cittadinanza per molti, il numero delle domande presentate in provincia di Frosinone, credo che testimoniano, concretamente e senza dubbio, il momento di grande difficoltà economica che stanno attraversando tante, troppe famiglie.

Una crisi strutturale

Si tratta ormai di una crisi strutturale e prolungata, determinata in larga parte dalla mancanza di lavoro, in seguito alla chiusura di tantissimi insediamenti produttivi, che non hanno avuto alcun genere di ricambio occupazionale in altri settori. Si tratta di un vero e proprio dramma sociale, testimoniato dai numeri, del quale bisogna prendere una volta per tutte consapevolezza.

Il riconoscimento di area di crisi industriale complessa della zona nord della provincia, per quanto importante, non ha ancora prodotto un solo posto di lavoro, come nessuna opportunità ha ancora creato il necessario, ma ancora lontano, processo di bonifica della Valle del Sacco, e questo la dice lunga di come anche una burocrazia elefantiaca, stia contribuendo letteralmente a massacrare il territorio”.

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