Crisi di Governo, l'onorevole Zicchieri rivela i retroscena: "Ecco come sono andate le cose"

Interventi al vetriolo contro l'accordo giallorosso. Il coordinatore regionale ieri a Frosinone con i parlamentari e coordinatori della Lega

Cosa c'è dietro alla crisi di Governo? Cosa c'è all'origine della scelta di Matteo Salvini di "staccare la spina"; cosa ha portato alla formazione dell'accordo giallorosso? A svelare i retroscena che hanno condotto alla formazione del nuovo Governo Pd e M5S c'ha pensato l'onorevole Francesco Zicchieri, coordinatore regionale della Lega. Accanto a lui, ieri pomeriggio nella sala conferenze dell'Astor Hotel di Frosinone, la deputata Francesca Gerardi, nel suo esordio in pubblico da coordinatrice provinciale, il senatore Gianfranco Rufa, il coordinatore cittadino Enrico Cedrone, ed il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, che accantona il suo movimento moderato scendendo in campo al fianco degli altri esponenti del Carroccio ed affermando da subito un concetto forte:"Tutto il popolo del centrodestra vede in Matteo Salvini il proprio leader. Leader non di una sola parte ma di tutto il centrodestra".

Un'opposizione di qualità

Poi lo stesso primo cittadino del capoluogo passa ad affrontare un argomento caldo, una "patata bollente" che ora tocca al nuovo Governo. "Da qui a 15-20 giorni devono depositare la bozza della Finanziaria e spetta a loro far capire se la storia dei 24 o 48 miliardi di euro per chiudere il buco dell'impegni presi lo scorso anno, era una barzelletta o una cosa vera. Delle due l'una, o l'Iva arriva al 25% o fanno la Patrimoniale. Oppure ancora gli spettri che venivano adombrati al Governo gialloverde non erano esistenti, non era vero che rischiavamo il default a livello comunitario se non avessimo ripianato il debito di 48 miliardi". Quindi aggiunge: "Essere all'opposizione non è un problema, ma lo è la qualità dell'opposizione" che potrebbe essere vista come un'opportunità "per aumentare quel 38% che ci veniva attribuito". 

Pioggia di emendamenti alle proposte della Lega

"Abbiamo staccato la spina a questo Governo, ma lo ha fatto troppo tardi" sottolinea l'onorevole Gerardi che ne spiega il perché anticipando uno dei passaggi dell'intervento dell'onorevole Zicchieri. "Era un Governo che non poteva dare più nulla per i troppi No che ricevevamo dai nostri alleati, coloro che per primi ci facevano opposizione, dall'interno. Ogni volta che la Lega presentava una proposta immancabilmente venivano presentati 500 emendamenti contro".

Zicchieri racconta i retroscena

"Voglio raccontarvi come sono andate le cose" così è intervenuto il coordinatore regionale precisando che il suo non voleva essere un attacco diretto ai 5 Stelle o almeno non un attacco rivolto all'intero Movimento. "Prima delle elezioni europee abbiamo lavorato bene. Dopo la campagna elettorale e dopo il risultato, ( che ha visto la Lega doppiare i 5 Stelle ndr) sono usciti fuori di testa ed hanno iniziato a pensare a come togliere consenso alla Lega; tutto ciò che era presente nel contratto di Governo non andava più bene, ogni proposta che arrivava dalla Lega veniva bloccato, sommerso da emendamenti". Cosa è avvenuto dopo? "È chiaro che non apriamo una crisi di Governo con la certezza di andare al voto, ma lo facciamo a prescindere. Non ce la sentivamo di andare avanti con i No".

 Crisi d'agosto

Perchè aprire la crisi ad agosto? "Quello era il momento giusto. A settembre non ci sarebbero state le condizioni vere per fare la Finanziaria ed il Paese sarebbe andato in difficoltà. Non potevano farlo prima perchè non c'erano i motivi. Abbiamo aperto la crisi senza calcoli e senza certezze".  Poi aggiunge: "È vero anche che Zingaretti e Berlusconi avevano detto a Salvini che si sarebbe andati al voto. Così come Mattarella aveva detto che se non ci fosse stata la maggioranza parlamentare si sarebbe andati alle urne, ma sono tutti fattori esterni a quello che è la Lega". Il passo indietro sulla sfiducia a Conte? "Conte aveva annunciato le sue dimissioni e nel suo discorso aveva detto, 'se mi sfiduciate non potrò dar vita al taglio dei parlamentari'. Così con grande senso di responsabilità abbiamo detto ok al taglio dei parlamentari di cui poi non si è nemmeno più parlato".

Accordo con Pd

"Ad oggi non sappiamo le ragioni dei No alle nostre proposte per il bene del Paese. Possiamo ipotizzare che avevano già in tasca l'accordo con l'Europa e con il Pd". "Se fossi del Pd o dei 5 Stelle preso dall'enfasi andrei in piazza per spiegare la bontà del nuovo Governo. Non lo faranno perchè se vanno in piazza prendo insulti. Devono tenere la testa basta rispetto alla volontà degli italiani". 

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