Il ricordo del politico Giovanni Galloni da parte di Costantini e del dott. Pede

Un leader della Democrazia Cristiana - una risorsa del nostro Paese - un politico onesto

"L’ultima volta che ho visto Giovanni Galloni - dice Carlo Costantini - è stato a Fiuggi Fonte in un incontro promosso da Rita Padovano: era ancora lucido e convincente se pure non in buona salute. Il 23 Aprile scorso nell’apprendere alla tv la sua morte non ho potuto non ricordare le tante volte che è venuto nella nostra provincia.  Ricordo un suo intervento nella sezione dc di Alatri di tanti anni fa; l’onorevole era arrivato da solo alla guida della sua macchina, di un modello ormai superato".

Ma chi era Giovanni Galloni?

Lo storico leader democristiano, deputato per sei legislature (dal 1968 al 1992), giurista, ministro della Pubblica Istruzione (nei governi Goria e De Mita tra il 1987 e il 1989) aveva il coraggio della denuncia.  Siciliano di Paternò, si trasferisce con la famiglia a Bologna. Qui comincia la sua formazione politica seguendo le orme del cugino Achille Ardigò. Giovanissimo, partecipa alla Resistenza facendo il partigiano sulle colline bolognesi. E subito si appassiona alla politica e viene nominato delegato regionale dei giovani Dc.

Basista

Diventa in seguito "basista", ovvero entra a far parte della corrente di Marcora, De Mita, Misasi. Il cattolicesimo democratico è la sua formazione e l'orizzonte in cui si è sempre mosso. E’ vice segretario di Benigno Zaccagnini, con Corrado Belci, Guido Bodrato e Beppe Pisanu il gruppo dei più vicini all'allora segretario dc.  Diventa vice presidente del Csm e si apre lo scontro con il presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che lo priva di alcune deleghe importanti nel suo incarico.  A restituirgliele sarà poi Oscar Luigi Scalfaro.

A Paliano il ricordo di Pede

Noi quando eravamo cronisti de Il Tempo lo abbiamo visto da vicino e ricordiamo, che un giorno il Segretario della DC di Paliano Dott. Augusto Pede, lo invitò nella sezione sopra Porta Romana. Era il giugno del 1990 e fece un lucido intervento ed affermò che vedeva proprio male questo sviluppo industriale della Valle del Sacco, “perché le industrie ancora non si aggiornavano con nuove ricerche erano riamaste quelle dell’insediamento”. Basta guardare oggi che cosa è accaduto con la Videocom, con il disastro del Fiume Sacco e tante altre aziende hanno chiuso i battenti e migliaia di operai a spasso, a 50 anni, con i pochi incentivi che gli da lo Stato. Quindi fu un facile profeta. Un politico vero, che aveva l’occhio lungo perché diceva, dobbiamo guardare agli anni 2050. Questi nostri politici di oggi che stanno litigando per la premierschip guarderanno al 2070 o si accontenterà di amministrare alla giornata.  La politica per sua natura deve avere l’occhio lungo, molto lungo.

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