Regione, commissione mobilità Civita: niente aumenti e disservizi per metrebus

Sul Metrebus non si torna indietro. Non c’è alcuna preoccupazione, non ci saranno né disservizi, né aumenti del costo dei biglietti”. Così l’assessore alla Mobilità della Regione Lazio Michele Civita in Commissione regionale Mobilità, presieduta...

Consiglio Regionale Lazio

Sul Metrebus non si torna indietro. Non c’è alcuna preoccupazione, non ci saranno né disservizi, né aumenti del costo dei biglietti”. Così l’assessore alla Mobilità della Regione Lazio Michele Civita in Commissione regionale Mobilità, presieduta da Enrico Panunzi (Pd). Un’audizione richiesta e prontamente ottenuta - come ha sottolineato Civita - dal capogruppo del Pdl-Fi Antonello Aurigemma, dopo l’annuncio di Trenitalia e Cotral, a fine ottobre, di uscire dal 1 gennaio dal sistema di biglietti integrati sui mezzi di trasporto a Roma a causa dei crediti accumulati nei confronti di Atac. Annuncio che ha provocato grande preoccupazione nelle associazioni di consumatori, pronte a dare battaglia con una class action.

“Dopo quello che abbiamo letto sui giornali – ha spiegato Civita – c’è stato un percorso tecnico-amministrativo per mantenere Metrebus, affrontare le criticità e migliorare il sistema integrato. Le criticità legate ai debiti che Atac ha accumulato col sistema, che derivano da vari problemi come il difficile trasferimento di risorse, prima di tutto da Stato a Regioni – ha detto - stanno in gran parte dietro le nostre spalle perché abbiamo definito il trasferimento ordinario che la Regione deve a Atac e vogliamo onorare l’impegno preso, sottoscritto a Palazzo Chigi”. Quanto al miglioramento del sistema, in prospettiva di un soggetto terzo che sarà l’Agenzia regionale per la Mobilità, per Civita si potranno avere “più punti vendita, emettere nuove card per moltiplicare le possibilità di abbonamento e arrivare in un tempo ragionevole ad integrare una bigliettazione unica regionale”.

“il nostro compito è di controllare nei luoghi preposti e non di leggere sui giornali ciò che viene deciso e tranquillizzare così le associazioni dei consumatori che sono venute qui alla Pisana a seguito di quanto pubblicato dalla stampa”, ha detto Aurigemma ricordando che per il 2019, “Atac dovrà prepararsi ad affrontare la gara per il servizio del trasporto pubblico”.

All’audizione erano presenti l’ad di Atac Danilo Broggi e il presidente Roberto Grappelli, l'ad di Cotral Arrigo Emilio Giana e il presidente Amalia Colaceci, la responsabile della direzione Regione Lazio di Trenitalia, Maria Giaconia e Antonio Mallamo, amministratore unico di Astral, l’agenzia regionale deputata a divenire l’Agenzia regionale per la mobilità.

Adriano Palozzi (PdL-FI), Riccardo Agostini (PD), Cristiana Avenali (PD), Marta Bonafoni (SEL), Devid Porrello (M5S), Gianluca Quadrana (Lista Zingaretti), Fabrizio Santori (Gruppo misto), Giuseppe Simeone (PdL-FI) e Eugenio Patanè (PD) i consiglieri presenti.

REGIONE; DANIELA BIANCHI (SEL) NUOVA FORZA POLITICA: PROPOSTE CONCRETE E NESSUNA NOSTALGIA La nuova forza politica che sta nascendo in queste ore non è un’operazione nostalgia, un rassemblement di ex di qualcosa che sta a sinistra del PD. E non è neanche un movimento animato dalla sola opposizione della figura di Renzi. E’ qualcosa di diverso, una forza innovativa che aspira a prendersi responsabilità di governo, a fare scelte e proporre soluzioni agli uomini e alle donne di questo Paese che da troppo tempo aspettano. Così Daniela Bianchi, Consigliera regionale del Lazio, indipendente del gruppo "SEL" e vice-Presidente della Commissione Cultura alla Pisana interviene in merito alla nascita della nuova forza politica che coinvolte SEL. -Abbiamo le idee chiare su come cambiare e rafforzare la nostra economia, su come creare lavoro e allo stesso tempo garantire diritti a tutti, in primis quelli sull'accesso alle cure e a beni come l'acqua. Punteremo sulle tante, troppe, energie inespresse di questo Paese, tenute all’angolo da chi nei territori è impegnato nella sola gestione del potere, dimenticando il significato vero di politica. Con concretezza trasformeremo le posizioni politiche in atti e provvedimenti. Partiremo dal lavoro. E' necessario avviare una grande azione di manutenzione del territorio che possa mettere in sicurezza dal rischio idrogeologico. Così come non è più rimandabile uno strumento di inclusione attiva dei tanti cittadini con redditi bassi o nulli, lontano dall’idea di semplice assistenzialismo ma capace di reinserire le persone nella società e nel mondo del lavoro. La costruzione del percorso è già in atto. Così come ci è chiaro che lavoro significa anche rileggere le politiche di sviluppo e ancorarle ad azioni di innovazione produttiva, sociale ed economica. Sul fronte ambientale, dobbiamo ripartire dal concetto di paesaggio come infrastruttura. Quello che fa l’Italia unica e apprezzata nel mondo. Una cornice capace di rendere coerenti tutte le azioni sul territorio. Reindustrializzazione e recupero dei siti produttivi, investimenti nella green economy, zero consumo di suolo, sostegno all’innovazione, valorizzazione delle aree naturali, slow economy. Sono questi gli interventi che fanno dell’ambiente non un semplice principio da difendere, ma un vero strumento di sviluppo economico e occupazionale. Non vogliamo continuare a perdere tempo in inutili dibattiti sull’anti-renzismo o su chi rappresenti la vera sinistra italiana. Al contrario vogliamo dimostrare di essere capaci di costruire una proposta di governo credibile e concreta. Animata da valori condivisi e da una visione chiara e forte. Una cultura politica al servizio di un Paese presente e futuro, più innovativo, più giusto e più solidale. SANITA’, RIGHINI (FDI) INTERROGA LA GIUNTA ZINGARETTI SUL RECUPERO FORZOSO DEI TICKET: ‘TROPPE RICHIESTE ILLEGITTIME’

Di fronte alla ‘pioggia’ di avvisi ‘bonari’ che proprio in questi giorni stanno arrivando nelle case di tanti cittadini, il capogruppo regionale di Fratelli d’Italia, Giancarlo Righini, ha protocollato proprio oggi un’interrogazione urgente a risposta immediata, “che faccia luce sulle modalità con le quali la Regione Lazio sta procedendo al tentativo di recupero dei ticket sanitari, considerato che si sta creando apprensione e confusione tra i cittadini, spesso anziani, che hanno usufruito di prestazioni sanitarie avendo tutte le carte in regola per disporre di regolare esenzione”.

Tanti, difatti, i cittadini che stanno ricevendo dalla Direzione regionale della programmazione economica e bilancio comunicazioni con le quali si chiede di provvedere al pagamento ‘in bonis’ di somme relative a ticket sanitari per i quali avevano beneficiato dell’esenzione, addirittura con aggravio di interessi e spese amministrative.

“Dall’esame degli avvisi – rimarca Righini - emergono notevoli incongruenze o imprecisioni nelle causali rispetto alle specifiche situazioni, quali ad esempio richieste di pagamento a seguito di accertamento di un reddito oltre soglia nonostante il reddito medesimo derivi da pensione di invalidità, non tenendo, in certi casi, neppure conto delle specifiche esenzioni da patologie debitamente attestate dal servizio sanitario”.

“Ci sono stati casi – gli fa eco Cristian Simonetti, Responsabile per Fdi-An del dipartimento Politiche sociali del coordinamento della Provincia di Roma – in cui sono stati richiesti pagamenti per prestazioni a minori facenti parte di nuclei familiari con reddito ISEE pari a 0 e, addirittura, richieste di pagamento di ticket per farmaci regolarmente pagati, come attestabile dagli scontrini ancora in possesso dei cittadini coinvolti”.

“Vista la confusione venutasi a creare – continua ancora il capogruppo regionale, Giancarlo Righini – interroghiamo il presidente della Giunta e l’assessore competente in materia di politiche di bilancio per sapere se non ritengano opportuno sospendere l’invio e l’efficacia degli avvisi in corso, in attesa di individuare procedure certe ed affidabili ai fini dell’attuazione del dettato legislativo”.

“Comprendiamo bene l’esigenza di far fronte al deficit sanitario – chiosa Marco Silvestroni, coordinatore provinciale e consigliere metropolitano di Fdi-An – ma non è ‘sparando nel mucchio’ che si potrà garantire un’equa è doverosa lotta all’evasione".

"Alla luce di quanto sta accadendo – ha concluso Righini – ci chiediamo quali tecniche sino state adottate per procedere all’accertamento e se il sistema è stato collaudato prima dell’invio delle richieste di pagamento. Invitiamo altresì i cittadini ad una puntuale verifica, tenuto conto che molte richieste sono illegittime e prive di fondamento”.

BUSCHINI: “DUE MISURE DA 28 MILIONI PER EFFICIENTAMENTO ENERGETICO PMI E EDIFICI PUBBLICI”

“La Regione Lazio promuove la sostenibilità con un investimento di 28 milioni di euro di fondi europei stanziati in due misure, la prima rivolta alle piccole e medie imprese mentre la seconda finalizzata a sostenere interventi di efficientamento energetico degli edifici pubblici. Lo Smart Energy Fund, destinato alle PMI con una dotazione di 15 milioni di euro, è diretto su investimenti che riducano le emissioni delle Pmi. Favorire questo processo e sostenerlo, con un impegno economico così importante da parte nostra, rappresenta un'azione strategica per il rilancio economico del settore e aiuta a diffondere una nuova consapevolezza di una cultura energetica d'impresa incentrata sulla sostenibilità e sull’efficienza. La seconda misura è una call rivolta anche ai Comuni e alla Provincia di Frosinone per interventi di efficientamento energetico degli edifici pubblici. Incidere sui consumi energetici per risparmiare e tutelare l’ambiente, favorendo cittadini e imprese per uno sviluppo sostenibile, è importante sotto il profilo economico e di competitività delle aziende oltre ad essere determinante per gli interessi delle future generazioni. Con queste azioni vogliamo incidere anche sui risparmi per l’Ente, nel solco della Spending Review che portiamo avanti dal nostro insediamento e che ha portato risparmi nel Lazio superiori al miliardo”. Lo dichiara in una nota il Presidente della Commissione Bilancio Mauro Buschini

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AUSILIARIATO, SIMEONE (FI): “ZINGARETTI ABBANDONA GLI OPERATORI DEGLI OSPEDALI DELLA PROVINCIA DI LATINA”

“Sull’interrogazione in merito al bando per l’ausiliariato nelle strutture ospedaliere della provincia di Latina, al question time in consiglio regionale, il presidente Zingaretti ha deciso di sottrarsi al confronto e di lasciare all’assessore Ricci una risposta insoddisfacente e a dir poco vergognosa. Abbiamo messo nero su bianco quesiti chiari e precisi. Di questi nessuno ha ottenuto risposte. Avevamo posto, al primo punto, un quesito politico. Abbiamo chiesto perché questa Regione, e non è solo il caso degli ausiliari, con matematica precisione si ostini a non parlare con i sindacati e con i soggetti interessati. Perché Zingaretti evita il dialogo e non fa comprendere ai diretti interessati quanto in programmazione da parte della Regione Lazio, perché si sottrae e non dà certezze ai lavoratori sul loro futuro. La non risposta fornita non fa che mortificare i cittadini e il ruolo che svolgiamo in loro rappresentanza in consiglio regionale. Volevamo conoscere con certezza se nella gara d’appalto saranno inserite, chiare e non interpretabili, clausole sociali a tutela e salvaguardia dei lavoratori oggi impiegati nel servizio di ausiliariato presso le strutture della provincia di Latina, per garantire la continuità professionale e il futuro occupazionale degli operatori e quali azioni si intendano mettere in atto per vigilare sul loro inserimento nel capitolato che sarà predisposto dalla Asl di Latina. Volevamo sapere la ragione per cui si è deciso di procedere ad autorizzare l’indizione di una gara d’appalto solo per sei mesi più sei mesi anziché per una durata superiore privando gli operatori e i servizi erogati di adeguata continuità nonché della stabilità lavorativa necessaria anche nell’ottica del mantenimento dei livelli minimi assistenziali; se la gara di appalto per i servizi di ausiliariato, già in proroga da anni, prevede un’indizione con scorporo del servizio di pasti al malato con la conseguente, possibile, riduzione dell’orario di lavoro e delle già esigue risorse stipendiali pari a circa 700 euro al mese; se anche il servizio di ausiliariato, stando i tagli della spesa sanitaria previsti, risulta essere ricompreso tra i servizi soggetti a taglio della spesa e in che misura; e sapere la ragione per cui la Regione Lazio ha deciso di autorizzare la Asl di Latina a ricorrere ad agenzie interinali per le prestazioni di lavoro e se tale scelta comporterà, e in quale misura, un aumento del costo lavoro e se tale decisione riguarda anche il servizio di ausiliariato. La fuga a cui abbiamo assistito è la fuga da quelle responsabilità che devono essere proprie di chi amministra la Regione Lazio, ed in particolare come nel caso del presidente Zingaretti, un settore delicato come quello della sanità che tocca la vita dei cittadini e dei lavoratori. La mancanza di risposte è il segnale evidente della confusione che regna in questa Regione nonché dell’approssimazione e della leggerezza con cui si affrontano questioni fondamentali come il lavoro, l’occupazione ed i servizi. Oggi l’obiettivo primario dovrebbe essere, stando anche la gravissima crisi economica in atto e l’emergenza costante che contraddistingue la sanità nella provincia di Latina e nel Lazio, quello di dare certezze ai lavoratori che svolgono un ruolo fondamentale di supporto alle già esigue risorse professionali che operano nei nostri ospedali. Siamo costretti a prendere atto che di tutto questo nulla interessa al presidente Zingaretti e alla sua maggioranza e per questo ripresenterò l’interrogazione sull’ausiliariato finchè non otterremo una risposta concreta e precisa, finchè gli operatori e le loro famiglie non avranno garanzia del loro futuro. Zingaretti scappa, non lo rincorriamo, ma ne stia certo, lo aspettiamo al varco”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

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