Regione, Consiglio Lazio approva legge antifumo

Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato, con 38 voti favorevoli e un astenuto, la proposta di legge, sottoscritta dal Movimento cinque stelle, che introduce interventi di lotta al tabagismo per la tutela della salute e dell’ambiente.

Aula Consiliare regione lazio

Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato, con 38 voti favorevoli e un astenuto, la proposta di legge, sottoscritta dal Movimento cinque stelle, che introduce interventi di lotta al tabagismo per la tutela della salute e dell’ambiente. La norma ha lo scopo di far diminuire il numero di fumatori attivi e passivi nel Lazio, nonché di ridurre gli scarti delle sigarette mediante l’installazione di appositi contenitori nei luoghi di maggiore aggregazione e l’invito all’utilizzo di posaceneri personali, per evitare la dispersione di cicche su suolo pubblico.

La dotazione finanziaria per dare attuazione alla nuova norma regionale è di 50 mila euro per l’anno in corso, ai quali si sommano 100 mila euro per il 2017 e altrettanti per il 2018.

Entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale, acquisito il parere della commissione consiliare competente, si doterà di un piano triennale per la lotta al tabagismo, prevedendo, tra l’altro, campagne di promozione di corretti stili di vita e servizi di assistenza e supporto a chi voglia “smettere”.

Particolare attenzione sarà data alle scuole, con l’istituzione di premi annuali per gli istituti che avranno meglio sviluppato il tema della promozione di ambienti favorevoli alla salute e completamenti liberi dal fumo. Riconoscimenti previsti anche alle aziende che si impegneranno attivamente per favorire la partecipazione dei propri dipendenti a programmi per smettere di fumare.

Nel corso dell’esame dell’articolato in aula, approvati numerosi emendamenti di Giunta, firmati e presentati dagli assessori Mauro Buschini e Alessandra Sartore, tesi ad armonizzare il testo con i principi e le disposizioni di rango nazionale così come con il piano di rientro dal disavanzo sanitario. Rispetto al regime sanzionatorio, ad esempio, il dispositivo rimanda a quanto già stabilito dalla legge statale n. 584 del 1975 in materia di trasgressioni al divieto di fumo, specie in aree sensibili e in presenza bambini e donne in evidente stato di gravidanza.

In fase di dichiarazioni di voto, il consigliere del M5s, Devid Porrello, ha riassunto così la posizione dei proponenti: “Siamo riusciti a porre all’attenzione dell’istituzione regionale una problematica, come il tabagismo, che ha numerose ricadute negative sia dal punto di vista sociale che economico ed ambientale. Ora attendiamo la concreta applicazione del dispositivo votato in Aula, a partire dal piano triennale di competenza della Giunta regionale”.

LAZIO: ZINGARETTI, LEGGE CONTRO TABAGISMO UTILE PER SALUTE DI TUTTI

“Approvata legge contro tabagismo. No fumo vicino a ospedali e scuole, anche all’aperto. Grazie a consiglio, legge utile per salute di tutti”. Lo scrive su Twitter il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

BUSCHINI: "BENE APPROVAZIONE LEGGE SULLA LOTTA AL TABAGISMO"

“Approvata, dal consiglio regionale, la pl ‘Interventi di lotta al tabagismo per la tutela della salute e dell’ambiente’. La proposta – ha spiegato Buschini - prevede di estendere il divieto di fumo anche nelle aree, seppur aperte, immediatamente antistanti luoghi adibiti all’erogazione di prestazioni sanitarie; la promozione di iniziative per spiegare i danni derivanti dal fumo negli istituti scolastici; il coinvolgimento delle Asl al fine programmare interventi di prevenzione del tabagismo nei luoghi di lavoro pubblici e privati. Del resto, ogni anno, solo il cancro del polmone provoca in Italia oltre 33mila decessi e il consumo di tabacco resta il maggior fattore di rischio che favorisce l'insorgenza della malattia. Interrompere per sempre il vizio, così come dimostrano appositi studi scientifici, può ridurre addirittura del 50% il rischio di sviluppare il cancro. Il nostro impegno, come Regione Lazio, è appunto quello di un ‘Piano regionale per la lotta al tabagismo’, al fine di contrastare il fenomeno che danneggia cittadini e ambiente”. Lo dichiara in una nota l'Assessore regionale Mauro Buschini

SANITA’; ZINGARETTI: AL VIA PIANO REGIONALE PER EMERGENZA CALDO CON 5.000 MEDICI FAMIGLIA

Non uscire nelle ore calde, bere molto acqua, no cibi grassi, si frutta e verdura

“Contro le ondate di calore in prima linea arrivano 5.000 medici di famiglia a Roma e nel Lazio”. Ad annunciarlo il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti che spiega:” La Regione Lazio ha provveduto ad attivare il piano annuale per affrontare l’emergenza caldo. L’obiettivo è quello di tutelare la popolazione più a rischio, in particolare gli anziani oltre i 64 anni, nelle giornate caratterizzate dalle alte temperature come quelle previste dai prossimi giorni”.

Il programma, partito il 1 giugno, è mirato alla popolazione anziana giudicata ‘suscettibile’ residente nelle aree urbane, si conta infatti che nel 2016 le persone, con più di 65 anni, con livello di suscettibilità medio alto sono 44.310, ovvero 3,4% della popolazione anziana.

Nello specifico il piano regionale prevede che ai circa 5.000 medici di medicina generale venga affidato il compito di realizzare una sorveglianza attiva sulla popolazione identificata sulla base dei quattro diversi livelli di rischio definiti dall’Osservatorio epidemiologico regionale.

I Medici di Medicina Generale possono aderire ed includere i pazienti nella sorveglianza per tutto il periodo in cui il programma regionale rimane attivo, l’indicazione è quella di privilegiare l’inclusione nel programma di sorveglianza di pazienti con punteggio più elevato (livello 3 e 4). Gli accessi domiciliari vanno effettuati durante i giorni in cui sono previste condizioni climatiche a rischio per la salute (livello 2 e 3 del bollettino HHWWS). Il piano prevede visite domiciliari correlate al livello di rischio: il medico dovrà programmare le visite domiciliari entro le 72 ore se il sistema di sorveglianza meteorologica indica un livello di allarme medio, entro le 48 ore se il livello è appena superiore per i soggetti più suscettibili e a rischio e ripetutamente se l’allarme è rosso.

Il livello di rischio viene molto ridotto se si seguono alcuni accorgimenti come, per esempio, evitare di uscire nelle ore più calde della giornata (solitamente dalle 11 alle 18). Durante il periodo estivo è bene evitare bevande alcoliche (vino, birra, superalcolici), bevande ghiacciate, gassate e zuccherate. È opportuno preferire la frutta e la verdura e abolire cibi grassi e conditi. E’ consigliabile che la persona consumi una quantità di liquidi opportuna, non meno di 2 litri di acqua al giorno a meno di indicazioni diverse del medico di famiglia.

Dal 2013 ciascun paziente è arruolato nel programma attraverso una scheda personale. Oltre 40mila i cittadini coinvolti: di questi, 30mila presentano patologie respiratorie o cardiocircolatorie. In sei città del Lazio sono previsti specifici sistemi di allarme con l’obiettivo di modulare gli interventi. Si tratta di Roma, Latina, Frosinone, Viterbo, Rieti e Civitavecchia. I bollettini d’allarme saranno pubblicati ogni giorno sul sito del Ministero della Salute a questo indirizzo www.salute.gov.it e sul sito dell’Osservatorio del dipartimento di epidemiologia del Lazio: www.deplazio.net.

Questa iniziativa, con gli ambulatori aperti il sabato e la domenica e con le Case della Salute, fa parte delle iniziative messe in campo dalla Regione per potenziare la rete dei servizi territoriali.

SANITA’, SIMEONE (FI): “INCENDIO AL GORETTI DI LATINA, GRAZIE A PROMESSE DI ZINGARETTI PAZIENTI COSTANTEMENTE IN PERICOLO”

“La sanità negli ospedali della provincia di Latina continua a reggersi sui “fortunatamente”. La notizia del principio di incendio, verificatosi, in una stanza dedicata al personale nel reparto di Ginecologia dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, credo si commenti da sola. E leggere, come accaduto per il crollo del soffitto della Casa della Salute di Sezze, per il crollo di una parte del soffitto del Pronto soccorso del Dono Svizzero di Formia, e per la donna incinta caduta a causa della rottura di un lettino visita sempre al Goretti di Latina, che “fortunatamente” non ci sono stati morti o feriti non conforta affatto. Perché questi sono i segnali della totale inadeguatezza degli ospedali della nostra provincia ad assicurare cure e sicurezza ai pazienti nonché al personale. Perché quanto accade dimostra come in tre anni e mezzo il presidente della Regione Lazio, Zingaretti, e tutto il centrosinistra a partire dai rappresentanti della provincia di Latina, nulla abbiano fatto per colmare un abisso di inadeguatezza e costante emergenza in cui le strutture versano. Perché l’accaduto avvalora quanto affermiamo da sempre sul fatto che con le promesse non mantenute di Zingaretti potremmo costruire, mattoncino su mattoncino, non uno ma cento ospedali nuovi. Ora il presidente Zingaretti ci dirà che è stata approvata la terza fase del programma di edilizia sanitaria e che grazie a questo piano saranno messe in sicurezza le strutture, applicati i presidi antincendio di ultima generazione, realizzato il Dea di II livello al Goretti di Latina. I cittadini sono stanchi di leggere sempre le stesse cose che poi non trovano attuazione. La situazione in cui versa la sanità nella provincia di Latina, e nel Lazio, è un incendio che Zingaretti pensa di poter spegnere con un bicchiere d’acqua ogni tanto. E' una emergenza a cui oggi, non domani, non tra sei mesi, si deve trovare risposta e soluzione attuativa e concreta. Cominciamo a pensare che forse, e ci auguriamo che ovviamente non accada mai, solo quando in questi incidenti la parola “fortunatamente” sarà sostituita dalla parola “purtroppo” qualcosa si muoverà davvero. Meno di 48 ore fa grazie alla prontezza del personale si è evitato che mamme e bimbi appena nati cadessero vittime dell’irreparabile. A queste mamme, alle loro famiglie, a cui va la nostra vicinanza, Zingaretti dovrebbe avere il coraggio di dire che la responsabilità è solo la sua, dovrebbe scusarsi di quanto accaduto ammettendo che i nostri appelli ad intervenire ha preferito lasciarli cadere nel vuoto. Fortunatamente non ci sono stati feriti, ma purtroppo senza un piano di interventi mirato ed immediato questi non resteranno casi isolati e prima o poi dal sospiro di sollievo si passerà alle condoglianze”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

FROSINONE; SANITA': ABBRUZZESE (FI): PRESENTATA INTERROGAZIONE A ZINGARETTI SU ILLEGITTIMITA' UU.OO.SS.

“Ho presentato una interrogazione a risposta immediata al presidente della Giunta regionale, Nicola Zingaretti per sapere se ritiene opportuno intervenire presso la locale ASL di Frosinone per porre rimedio ad un atto, quello della istituzione delle UU.OO.SS., che presenta evidenti limiti di legittimità”. Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, consigliere regionale di forza Italia e presidente della commissione Speciale Riforme Istituzionali.

“Con Delibera nr 847 del 23/06/2016, il Commissario straordinario della Asl di Frosinone, Macchitella ha proceduto alla ” ISTITUZIONE UUOOSS AZIENDALI”. Tale deliberazione, non sarebbe conforme alle norme, in quanto il predetto atto del Commissario, dà per acquisito che a monte ci sia la variazione di un atto aziendale, circostanza di contro mai verificatasi. Come noto, il provvedimento in parola deve essere invece preventivamente concordato con il territorio, con l’Assemblea dei Sindaci ed approvato dalla Regione Lazio;

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La delibera in oggetto, oltre a non aver come presupposto imprescindibile la variazione dell’atto aziendale, non solo non è stata condivisa con le Organizzazioni Sindacali e con la Struttura Sanitaria, ma potrebbe mettere a serio rischio il sistema dell’offerta di cure adeguate, perchè depotenzierebbe ancora di più la rete ospedaliera della provincia di Frosinone. A tale scopo, come è ben noto a tutti, i pronto soccorso di Frosinone, Cassino, Sora ed Alatri, sono al collasso, in quanto vivono quotidianamente criticità che ne compromettono l'efficienza. Gli ospedali del territorio scoppiano, i reparti funzionano a singhiozzo per mancanza di personale ed i tempi di attesa per le visite diagnostiche sono interminabili”. Ha concluso Mario Abbruzzese.

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