Regione, ‘per Tar lazio infondati ricorsi su servizi consultori’

“Il Tar del Lazio ha ritenuto infondati nel merito i ricorsi presentati dalle associazioni e dai movimenti per la vita contro il Decreto del Commissario ad acta sulla riorganizzazione delle attività dei consultori nella Regione Lazio. Una...

“Il Tar del Lazio ha ritenuto infondati nel merito i ricorsi presentati dalle associazioni e dai movimenti per la vita contro il Decreto del Commissario ad acta sulla riorganizzazione delle attività dei consultori nella Regione Lazio. Una vicenda che ha inizio nel 2014, quando il Tar si era già espresso contro la richiesta di sospensiva dei ricorrenti e che oggi, con un giudizio nel merito, vede accolta in pieno la posizione assunta dalla Regione Lazio.

Rispetto ai ricorsi presentati dalle associazioni, i giudici hanno stabilito che:

1) le cosiddette ‘pillole del giorno dopo non sono farmaci abortivi ma semplici contraccettivi, come stabilito anche, con dati scientifici, dall’Agenzia italiana del farmaco – Aifa e dalla sua omologa europea, Ema.

2) l’obiezione di coscienza da parte dei medici, per quanto previsto dalla legge 194, non si può applicare alla certificazione dello stato di gravidanza, attestazione necessaria per l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG). Tale certificazione, infatti, non riguarda l’IVG ma è la semplice attestazione di uno stato di salute”. Lo comunica in una nota la Regione Lazio.

REGIONE: ZINGARETTI, ‘SENTENZA TAR LAZIO CHIARISCE TERRITORIO DELL’OBIEZIONE DI COSCIENZA’. ERAVAMO IN GIUSTA DIREZIONE PER TUTELA SALUTE DELLE DONNE

“Siamo soddisfatti per la sentenza del Tar del Lazio che chiarisce il territorio dell’obiezione di coscienza e della sua applicazione nel rispetto della legge. E’ la certificazione che La Regione Lazio ha avuto ragione e sta andando nella direzione giusta, quella della ricostruzione della rete dei consultori, dopo anni di tagli e ambiguità. Un cammino impegnativo sul quale vogliamo proseguire per restituire dignità ai consultori e per tutelare la salute delle donne”.

Lo comunica in una nota il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti commentando la decisione del Tar del Lazio in merito ai ricorsi presentati delle associazioni sul Decreto del Commissario ad acta sulla riorganizzazione delle attività dei consultori nella Regione Lazio.

SANITA’, SIMEONE (FI): “NEUROCHIRURGIA ALL’OSPEDALE GORETTI. DI LATINA E' AL COLLASSO, CHIESTO INTERVENTO IMMEDIATO DI ZINGARETTI”

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“Il reparto di neurochirurgia dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina rischia la paralisi a causa del sottodimensionamento del personale medico. In questi giorni ho avuto modo di constatare le condizioni, esasperanti, in cui il personale è costretto a lavorare. Dal primo agosto, infatti, i medici in servizio sono solo cinque più il direttore. Sei unità totali, a fronte dei dieci medici necessari, che sono costrette con turni massacranti, rinunciando anche ai legittimi riposi, ad effettuare le guardie, gli interventi, a provvedere alle emergenze e all’assistenza dei pazienti ricoverati. Una situazione che ha portato lo stesso direttore della Uoc ad effettuare, turni e guardie, per assicurare la continuità assistenziale e l’efficienza dei servizi e colmare carenze di personale diventate ormai strutturali. Ma, nonostante questo grande spirito di sacrificio e dedizione al lavoro, resta un gap profondo e difficile da sanare, in termini di efficienza, se non si interviene in modo concreto aumentando il personale medico disponibile. Una situazione paradossale per un reparto di eccellenza non solo nella provincia di Latina ma nel Lazio e nel resto d’Italia. Un fatto gravissimo per quello che rappresenta un punto di riferimento per tutti i pazienti affetti da traumi spinali, ernie, lesioni tumorali spinali, stenosi vertebrali, spondilolistesi e fratture cervicali che grazie all’altissima professionalità dei medici possono ricevere le cure necessarie e adeguate. Acuito dalla concomitanza con la stagione estiva che riversa nella provincia di Latina migliaia di turisti. Inasprito dall’aumento esponenziale di incidenti che questo periodo dell’anno, purtroppo, porta con se. Una eccellenza che grazie alla noncuranza e al disinteresse del presidente della Regione Lazio, Zingaretti, e del commissario straordinario della Asl di Latina, è in costante emergenza e si regge solo grazie allo spirito di sacrificio del personale impiegato. In questo contesto ho inviato una nota a Zingaretti, al commissario straordinario della Asl di Latina, Casati, al responsabile della Cabina di regia per la sanità nel Lazio, D’Amato e al direttore della direzione salute della Regione, Panella, illustrando la situazione e chiedendo interventi seri e mirati per dare al reparto di neurochirurgia il personale adeguato per garantire il diritto alla cura dei cittadini e la continuità ed efficienza nell’erogazione dei servizi. Perché è inaccettabile che, ancora una volta, si debba assistere al depotenziamento di un reparto fondamentale per assicurare il servizio di emergenza – urgenza dell’ospedale di riferimento di tutta la provincia di Latina e che serve un’area estremamente vasta che va da Roma a Caserta. Ci domandiamo come si pensa di rendere efficiente l’assistenza sanitaria in un ospedale, che sulla carta è Dea di II livello dal giugno 2015, se si distruggono le eccellenze che lo caratterizzano. In questo quadro le scelte di chi dovrebbe decidere per il bene comune si stanno trasformando in tragedie personali e collettive, stiamo uccidendo la sanità, la speranza e la fiducia di centinaia di professionisti e di una intera comunità. Zingaretti continua a promettere nuove assunzioni e lo farà anche questa volta. Il punto non è promettere ma rendere operative tali assunzioni che, evidentemente, restano solo nell’immaginazione del presidente della Regione perché in caso contrario queste emergenze non si trascinerebbero irrisolte da anni. C’è qualcosa, direi tutto, che non funziona nella politica sanitaria del Lazio. Serve azione, serve coraggio, servono decisioni concrete e straordinarie. Perchè di questo passo a pagare l’altissimo prezzo dell’inerzia amministrativa di Zingaretti continueranno ad essere solo i cittadini e i professionisti che operano nei nostri ospedali. Quando si parla di servizi fondamentali la regola del tiriamo a campare e incrociamo le dita non funziona”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

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