Regione, terremoto Hausmann: ‘da lazio e Arsial fornitura straordinaria mangime’

“La Regione Lazio, in collaborazione con Arsial, assicurerà la fornitura straordinaria di fieno, di paglia e mangime per il bestiame nelle zone colpite dal sisma, per far fronte alle difficoltà di reperimento legate all’emergenza maltempo.

Carlo-Hausmann-assessore-agricoltura-Regione-Lazio-_

“La Regione Lazio, in collaborazione con Arsial, assicurerà la fornitura straordinaria di fieno, di paglia e mangime per il bestiame nelle zone colpite dal sisma, per far fronte alle difficoltà di reperimento legate all’emergenza maltempo. Saranno, infatti, allestiti diversi punti di distribuzione sul territorio per consentire agli allevatori un tempestivo rifornimento per garantire l’alimentazione degli animali”. Lo dichiara in una nota l’Assessore all’Agricoltura, Caccia e Pesca della Regione Lazio, Carlo Hausmann.

TERREMOTO: ASTRAL, “SITUAZIONE STRADE SOTTO CONTROLLO, PULIZIA ANCHE NELLA ZONA ROSSA DI AMATRICE”

Astral Spa comunica che, stante il perdurare delle precipitazioni nel reatino, sono state intensificate le attività di sgombero della neve e di spargimento di sale su tutte le strade regionali e che la situazione è sotto controllo e costantemente monitorata. In particolare, nella zona di Amatrice, recentemente colpita dai disastrosi eventi sismici dello scorso agosto e ottobre, Astral Spa sta intervenendo, a seconda delle necessità segnalate via via dai Comuni e in osservanza del ‘Piano neve’ diffuso dalla Prefettura, anche su strade di non competenza, come la comunale “La Romanella”, al fine di garantire una sicura viabilità in tutta l’area. E’ stato, inoltre, effettuato anche lo sgombero della neve all’interno della zona rossa di Amatrice per consentire ai militari del Genio civile di proseguire con le attività di rimozione delle macerie. Per quanto riguarda la percorribilità delle strade provinciali 18 e 20, la Provincia di Rieti e l’Anas stanno provvedendo alla pulizia delle arterie e al filtraggio dei mezzi per verificare che montino catene o gomme termiche. A tale scopo, è stato incrementato il numero dei mezzi impiegati sul posto con quattro lame, due spargisale e, all’occorrenza, una turbina, mentre, dal 4 gennaio scorso ad oggi, sono stati sparsi circa 3 mila quintali di sale. Presidi di Astral Spa continuano ad essere garantiti in tutto il reatino, anche a supporto dei comuni che segnalassero difficoltà, come avvenuto recentemente nella zona di Accumoli. Al momento, la viabilità risulta regolare”.

SANITA’, SIMEONE (FI): “PRONTO SOCCORSO DI LATINA COME SUK, MEDICI ED INFERMIERI EROI E ZINGARETTI NON PERVENUTO”

“Pronto soccorso della provincia di Latina e del Lazio nel caos totale. Pazienti costretti su barelle o letti di fortuna per giorni in attesa di un posto letto spesso in reparti che nulla hanno a che fare con le patologie diagnosticate. Familiari che portano le coperte da casa. Medici, infermieri e tecnici che stanno facendo miracoli rinunciando a ferie e riposi pur di garantire assistenza. E il presidente della Regione Zingaretti che fa? Non un cenno. Non una sola parola di fronte a questa situazione che non è vergognosa è indecorosa. Perché priva i cittadini di dignità, sicurezza e assistenza in quel luogo, il pronto soccorso, che dovrebbe essere il primo punto di accesso per una diagnosi ed una cura, ed è diventato un capitolo del libro “io speriamo che me la cavo”. E quello che è pazzesco è che dal 2013 ad oggi la situazione è costantemente peggiorata. I picchi di influenza arrivano ogni anno nei mesi a cavallo tra dicembre e febbraio. E ogni anno la situazione dei pronto soccorso del territorio pontino e del Lazio è al collasso. Ma nulla è stato fatto per risolverla o, quanto meno, contenerla. Se Zingaretti non vuole leggere i giornali almeno legga i dati che il portale della Regione Lazio riporta sugli accessi ai Pronto soccorso. Solo questa mattina, rilevazione delle 12:10, il Pronto soccorso del Santa Maria Goretti di Latina era il secondo ospedale del Lazio, dopo il Policlinico Umberto I con 139 pazienti, c’erano 108 persone di cui 30 in attesa, 37 in trattamento, 32 in attesa di un posto letto o di trasferimento e 9 in osservazione breve o intensiva. Di questi 4 i codici rossi. E nei giorni scorsi il quadro era ancor più allarmante. Viene da domandarsi se Zingaretti quando va a tagliare qualche nastro nelle strutture ospedaliere del Lazio non passi dai locali caldaie per non vedere cosa accade nei nostri nosocomi. Vogliamo sapere da Zingaretti perchè il Goretti di Latina non è ancora Dea di II livello con l’adeguamento strutturale e di personale che ne consegue. Perché gli altri ospedali dal Dono Svizzero di Formia, passando per il Fiorini di Terracina e il San Giovanni di Dio di Fondi, hanno visto solo tante promesse e non una sola unità medica. Perché non esiste giustificazione, alibi, o ipotesi comprensibile a sostegno del suo manifesto disinteresse. Nella provincia di Latina, da giorni si sommano gli appelli ad intervenire. La Asl ha chiesto di recarsi in ospedale solo per massime urgenze spiegando che esistono anche i medici di base, le strutture ambulatoriali sul territorio dedicate ai codici bianchi. Ma il risultato non cambia. Questo significa che l’assistenza territoriale è insufficiente, non capillare e poco conosciuta laddove esiste. Che le tanto celebrate Case della salute sono state un flop visto che nessuno sembra neanche prenderle in considerazione. E che gli ospedali restano l’unico riferimento per i cittadini. Oggi a controllare la situazione sono i giornalisti. Sarebbe il caso che l’azione di controllo la svolgesse il presidente e commissario ad acta della sanità del Lazio Zingaretti. E’ lui a doversi recare nei pronto soccorso per comprendere il dramma dei pazienti e vedere che l’unica cosa che funziona davvero è lo spirito di sacrificio del personale medico ed infermieristico non certo le strategie sinora messe in atto dalla Regione. Lo abbiamo invitato decine e decine di volte a venire con noi a visitare gli ospedali della provincia di Latina. Rinnoviamo l’invito alla visita ma soprattutto ad intervenire. Perchè la sottrazione di interventi mirati da parte della Regione è diventata sottrazione di diritti e cure ai nostri cittadini”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

CUCCHI, BONAFONI: “SI-SEL”: “DA OGGI COMINCIA UNA NUOVA STORIA”

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

“Con la chiusura dell’inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi da parte della Procura di Roma e l’accusa di omicidio preterintenzionale per i tre carabinieri che lo arrestarono il 15 ottobre del 2009, siamo forse arrivati a un punto di svolta. Con un cambio di imputazione, che aggrava la posizione degli indagati e allontana il rischio della prescrizione, comincia ora una nuova storia. Una storia che ci auguriamo porti verso una sentenza che restituisca giustizia e dignità a Stefano Cucchi la cui morte, finora, è rimasta senza responsabili”, è quanto afferma la consigliera regionale di Si – Sel, Marta Bonafoni.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, test rapidi per tutti: la Regione Lazio invoca un'unica strategia nazionale

  • Cassinate, esplode una bomba da guerra in un campo dove bruciavano sterpaglie

  • Coronavirus, infermiera positiva 'evade' dalla quarantena e torna al lavoro in ospedale

  • Coronavirus, trend dei contagi stabile in Ciociaria. Una 15enne trasferita da Frosinone al Bambino Gesù

  • Coronavirus, contagi raddoppiati in poche ore a Valmontone

  • Coronavirus, la storia di Pina, Vigile del Fuoco discontinuo che sta combattendo per la vita

Torna su
FrosinoneToday è in caricamento