Regione, Zingaretti:nuove imprese +1,8 percento ci incoraggia ad andare avanti su innovazione

Il saldo attivo relativo a oltre 11mila nuove imprese nate nel Lazio nello scorso anno, pari ad un tasso di crescita dell’1,80%, è un’ottima notizia. Siamo la prima regione in Italia e si tratta di un segnale importante di vitalità e di speranza...

Il saldo attivo relativo a oltre 11mila nuove imprese nate nel Lazio nello scorso anno, pari ad un tasso di crescita dell’1,80%, è un’ottima notizia. Siamo la prima regione in Italia e si tratta di un segnale importante di vitalità e di speranza per la nostra comunità. Un risultato che ci incoraggia ad andare avanti sulla strada dell’innovazione e del sostegno a nuove realtà imprenditoriali”.Lo afferma il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti

OK AL REGISTRO DEI TUMORI DEL LAZIO CON SUGGERIMENTI DA PARTE DEGLI SPECIALISTI

Plauso unanime dagli specialisti oncologici, ascoltati in commissione Salute e politiche sociali questa mattina alla Pisana, sulla proposta di legge per l'istituzione del "Registro Tumori di Popolazione della Regione Lazio", primo firmatario il consigliere Davide Barillari (M5S). Un testo condiviso e successivamente sottoscritto anche dal presidente Rodolfo Lena (Pd), nonché da numerosi esponenti sia della maggioranza che dell'opposizione.

Sulle possibili integrazioni alla legge sono intervenuti il dottor Alessandro Rossi, della Lega Italiana Lotta ai Tumori, il quale ha suggerito e invitato a prevedere nell’articolato figure professionali di “registratori” e consulenti medici quali ematologi e anatomopatologi, al fine “di uniformare il linguaggio degli operatori – ha concluso Rossi - con regole condivise per la costruzione di registri che facilitino il flusso delle informazioni sul territorio”.

Inserire nella legge il contributo degli psico-oncologi che si occupano di seguire i pazienti durante la malattia, è stata la proposta della dottoressa Patrizia Pugliese, responsabile UOD Piscologia IFO. Sul primo registro dei tumori nato a Latina ha relazionato Fabio Pannozzo, sulla base di una trentennale esperienza, invitando ad evitare l’eccessiva frammentazione territoriale dei registri con realtà sub provinciali. Sulle forme e le possibilità di interconnessione tra l’epidemiologia ambientale e il registro dei tumori, si è soffermata la dottoressa Paola Michelozzi, direttore UOC Epidemiologia Ambientale Regione Lazio.

Sono interventi anche il responsabile UOC di Anatomia Patologica azienda Sant’Andrea, il prof. Luigi Ruco e Enzo Coviello dell’Associazione Italiana dei Registri Tumori.

“ Dai suggerimenti di oggi - ha chiosato Davide Barillari, a conclusione dell’audizione – siamo sempre più convinti della necessità di arrivare alla stesura di un testo che ci permetta la mappatura dei tumori dei quali, in un contesto come quello laziale, forte è l'incidenza, anche per quelli infantili”.

SANITA’, SIMEONE (FI): “GRAZIE AI TERMINATOR ZINGARETTI, CAPOROSSI E CORDONI FUGA DI PRIMARI E ADDIO CENTRO ALTA DIAGNOSTICA A LATINA

La triade Zingaretti, Caporossi, Cordoni ha finalmente rivelato il suo piano per la sanità del Lazio e della provincia di Latina. Un piano che consiste nella lenta ma inesorabile distruzione delle eccellenze professionali e dei servizi delle nostre strutture ospedaliere. Un lavoro certosino che, oltre ad aver creato un muro di dissenso sta portando alcuni primari e medici in servizio presso l’ospedale di Latina ad optare per altre strutture. Ad oggi sei medici del reparto di rianimazione e anestesia sono andati via. A questi si aggiunge il primario dell’unità di andrologia e di fecondazione assistita, Rocco Rago, che ha optato per un ospedale romano, dopo aver reso il reparto l’unico centro di diagnosi e cura della sterilità di coppia del Lazio. A quest’ultimo si aggiungeranno, visto che hanno già presentato domanda di trasferimento, i primari di ginecologia, Francesco Maneschi che ha reso il reparto un punto di riferimento per la provincia di Latina e il Lazio; Roberto Cianni, primario di radiologia interventistica, che ha innovato il Santa Maria Goretti di Latina portandolo in cima alle classifiche italiane per efficienza, qualità e specializzazione delle cure erogate; Giovanni Spaziani, primario di otorinolaringoiatra, che ha introdotto moderne tecniche interventistiche e puntato su un costante aggiornamento per sottoporre i pazienti ad interventi sempre meno invasivi non tralasciando mai le campagne di screening gratuito a tutela dei cittadini; ed Angelo De Blasio, primario di ematologia, che con la sua perseveranza è riuscito a creare una divisione di alta specializzazione al Goretti di Latina che fornisce cure all’avanguardia ai pazienti. Tutti professionisti che hanno reso eccellenze le strutture sanitarie della provincia di Latina e che, in questa disorganizzazione imperante, privati di qualsiasi garanzia contrattuale, obbligati a turni massacranti, di fronte alla negazione di qualsiasi prospettiva per il futuro, hanno preferito prestare servizio in altri ospedali. Una scelta obbligata che segue quella paradossale, operata da Zingaretti, Caporossi e Cordoni, di impoverire ogni giorno il servizio sanitario nella nostra provincia lasciandosi scappare occasioni di rilancio e di qualità. Non ultima quella rappresentata dal progetto della Fondazione Roma per la realizzazione di un Centro di alta diagnostica per immagini al Goretti di Latina, per il quale erano già stati acquistati i macchinari e su cui è calato, di nuovo, un silenzio assordante. Gli ospedali stanno scoppiando unitamente ai pronto soccorso. I pazienti sono sballottati da un reparto all’altro. I posti letto sono insufficienti. Quelli promessi non sono stati attivati. I cittadini sono costretti a sostare per ore in attesa di posti letto che non ci sono. E ci sentiamo dire dal direttore sanitario Cordoni, di fronte al blocco delle sale operatorie e del reparto di rianimazione, che non si può fare niente perché le risorse sono queste. Meno male che solo 48 ore fa il direttore generale Caporossi aveva detto che va tutto bene e che la riorganizzazione in atto renderà migliore la sanità pontina. La cosa che allarma è che non riescono neanche a mettersi d’accordo sul copione da recitare in pubblico. Quello che è inaccettabile è che prima del loro avvento l’offerta sanitaria nella provincia di Latina aveva molte criticità ma garantiva una assistenza di qualità all’insegna dell’efficienza proprio grazie alla dedizione e alla passione dei medici e degli infermieri. Hanno distrutto le strutture, ora stanno allontanando le professionalità. Ci dicessero una volta per tutte che vogliono chiudere gli ospedali. Almeno si eviterebbe ai cittadini questo supplizio quotidiano fatto di disservizi, di risposte negate e di accessi in strutture sotto l’inno di “io speriamo che me la cavo”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

SANITA’, SIMEONE (FI): “INTERVENTI CANCELLATI AL GORETTI, RIANIMAZIONE BLOCCATA MA ZINGARETTI RESTA IMMOBILE”

Il presidente Zingaretti continua a dedicarsi alle inaugurazioni. Il centrosinistra si limita a lodare il proprio capo. Il direttore generale della Asl di Latina è impegnato a barricarsi dietro un muro di parole, non ultime quelle per giustificare il buco di oltre 30 milioni di euro nel bilancio dell’azienda sanitaria, che non corrispondono ai fatti. E, intanto, l’ospedale Santa Maria Goretti di Latina è paralizzato. Oggi sono stati cancellati tutti gli interventi chirurgici programmati. La rianimazione è bloccata nonostante i quattro letti aggiuntivi. E la sala operatoria sta fungendo da “ricovero” di fortuna per i pazienti intubati in attesa di essere trasferiti in reparto. Di fronte a questa situazione si può solo pregare che non arrivino altre emergenze. Una situazione su cui non esistono commenti adeguati ma solo responsabilità. Le stesse a cui Zingaretti e Caporossi con una costanza che ha dell’incredibile continuano a sottrarsi. La rivoluzione della sanità nella provincia di Latina era una promessa e si è rivelata una bugia. Gli ospedali sono stritolati dal blocco del turnover e dalla cronica mancanza di posti letto per un’utenza sovradimensionata rispetto alle reali capacità delle strutture. La carenza di personale medico e infermieristico costringe chi lavora a turni massacranti. In questo caos l’atto aziendale della Asl di Latina e il piano di riorganizzazione ospedaliera a firma di Zingaretti parlano di Dea di II livello al Goretti anche se mancano i medici, i posti letto, il pronto soccorso è in tilt e la struttura è un colabrodo. Quanto sta accadendo dimostra, come sosteniamo da tempo, che si stanno avanzando una serie di obiettivi irraggiungibili senza offrire alcuna garanzia sulle reali possibilità finanziarie che ne permettano il raggiungimento. Quanto ogni giorno accade nei nostri ospedali dimostra la manifesta incapacità di questa Regione e del direttore generale della Asl di Latina di affrontare i problemi che stanno strozzando e mettendo in pericolo la vita dei nostri cittadini. Non si può continuare a sfidare la fortuna. Non si può continuare a dire che tutto va bene. Zingaretti e Caporossi, in tandem, ci continuano a dire che l’elefante vola. Peccato che non lo abbiano ancora dimostrato. Forse i visionari non siamo noi”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

SANITA’, SIMEONE (FI): “OSPEDALI AL COLLASSO E ZINGARETTI MANDA LO STEWARD”

“Le risposte del presidente Zingaretti sull’emergenza sanità nel Lazio potrebbero riempire una intera puntata di Zelig. I cittadini, i medici, i sindacati, il personale degli ospedali chiedono interventi seri, rapidi e risolutivi per porre fine alla costante carenza di servizi e posti letto e lo sblocco del turn over. E Zingaretti che fa? Annuncia che a marzo arriveranno gli steward nei pronto soccorso. Vorremmo sottolineare al presidente Zingaretti che la questione riguarda l’assistenza non l’accoglienza. I problemi della sanità nel Lazio e nelle province non si risolvono con un sorriso ed un benvenuto ma con scelte precise”.

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Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone

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