Asl, sempre più al fianco delle donne vittime di violenza

Con la prima delibera del 2020 il direttore della Asl di Frosinone Stefano Lorusso ha recepito le Linee Guida Nazionali “Percorso per le donne che subiscono violenza”. Soccorso e assistenza per le vittime, ma anche trattamento degli autori di violenza

Il direttore generale della Asl di Frosinone Stefano Lorusso ha deliberato a favore del recepimento delle Linee Guida Nazionali denominate “Percorso per le donne che subiscono violenza” affinché, dal triage fino all’accompagnamento ai servizi dedicati, siano rispettate tutte le raccomandazioni contenute nel Dpcm 24 novembre 2017. Contestualmente, la dirigente assistente sociale della Asl Nisia Lucchetti è stata designata come referente del percorso al fine di garantire altresì il raccordo operativo e la comunicazione con la Regione Lazio e gli attori della rete interistituzionale anti-violenza. Sarà seguito così il modello dell’Azienda Sanitaria Locale di Roma 2.

 Obiettivo e destinatari

“Obiettivo delle Linee Guida Nazionali - recita lo stesso Dpcm 24 novembre 2017 - è fornire un intervento adeguato e integrato nel trattamento delle conseguenze fisiche e psicologiche che la violenza maschile produce sulla salute della donna”. “Destinatarie del Percorso - si legge ancora - sono le donne (da intendersi, come previsto dalla Convenzione di Istanbul, anche le ragazze con meno di 18 anni, ndr)”, ma sono coinvolti anche i loro eventuali figli minorenni, testimoni o vittime di violenza.

Dai Centri anti-violenza

In attesa dei dati dello scorso anno, sono state più di 400 le richieste di aiuto inoltrate nel 2018 al Telefono Rosa Frosinone, purtroppo sempre più in aumento. Gli altri due Centri anti-violenza della provincia, oltre a quello "roseo" situato a Ceccano, sono due e hanno sede a Frosinone: "Mai più ferite", gestito dalla cooperativa Diaconia, e "Nuove opportunità a sostegno delle donne vittime di violenza", coordinato dall'associazione sociale Auser del Frusinate. 

Gli adeguamenti

Le esperienze esistenti e consolidate nelle singole realtà territoriali - si spiega poi - potranno temporaneamente conservare le denominazioni in uso, ma dovranno progressivamente adeguarsi alla nuova denominazione di livello nazionale e alle raccomandazioni contenute nelle Linee Guida Nazionali”.

Le esperienze consolidate

Asl di Frosinone svolge da diversi anni “una serie di interventi strutturati e multisettoriali - ricorda l’Azienda Sanitaria Locale - in collaborazione con enti, istituzioni e associazioni della provincia, al fine di assicurare adeguati livelli di assistenza per la tutela della salute fisica, psichica e sociale delle vittime di violenza e dei minori”. Si tratta delle azioni messe in campo da Pronto Soccorso, Consultori Familiari, Centro Clinico Salute Mentale Donna (Smd) e Uoc “Dipendenze e Psicopatologie nel Circuito Penitenziario”.

Pronto Soccorso

Il ruolo fondamentale dei Pronto Soccorso di Frosinone, Sora, Cassino e Alatri è ricoperto nel Percorso Rosa “Accoglienza e trattamento delle donne vittime di violenza”, che garantisce l’instaurazione di un rapporto di fiducia, l’attribuzione del “codice arancione” (in precedenza il “codice giallo”), il posizionamento in un’area riservata, la presa in carico, la visita medica, il percorso diagnostico terapeutico, il colloquio con una consulente psichiatrica e, in mancanza di ricovero, l’indirizzamento verso un Centro anti-violenza.

Consultori Familiari

Nei presidi territoriali deputati alla tutela della salute della donna, della coppia e della famiglia, il percorso relativo alla violenza di genere si articola in quattro fasi: l’accoglienza e l’analisi della situazione di violenza da parte dell’équipe multidisciplinare (assistente sociale, psicologo e infermiere); la presa in carico del soggetto e indirizzo al personale di competenza, ivi compreso il ginecologo; la messa in sicurezza della donna e dei suoi eventuali figli tramite l’attivazione di un piano di sicurezza; infine, l’empowerment, ossia la riattivazione delle risorse interne ed esterne della donna.

Centro Clinico Salute Mentale Donna

Si parla di un servizio ambulatoriale specialistico collocato all’interno della Uosd “Disturbi del comportamento alimentare”, unità operativa del Dipartimento di Salute Mentale e Patologie da Dipendenza. “Le attività e i servizi erogati - spiega la Asl di Frosinone - sono diretti alla valutazione e terapia dei traumi psicologici e delle relazioni traumatiche: psicoterapia di gruppo e individuale, psicofarmacologia, Gruppi Mbsr e Mbct (metodi, nell’ordine, di riduzione dello stress e di terapia cognitiva basati sulla consapevolezza, ndr), Terapia Emdr (psicoterapia, ndr) e consulenza sociale”. L’invio al servizio avviene tramite Pronto Soccorso, Consultori Familiari, associazioni, enti locali o forze dell’ordine, ma l’accesso al Centro Clinico attraverso richiesta diretta da parte della donna.

Progetto Conscious

Il Progetto Conscious, finanziato dalla Commissione Europea, è sviluppato dalla Uoc “Dipendenze e Psicopatologie nel Circuito Penitenziario”, struttura complessa afferente anch’essa al Dipartimento di Salute Mentale. “La Asl di Frosinone - sottolinea la stessa - promuove il trattamento degli autori di violenza quale attività di prevenzione alla recidiva e, pertanto, di attenzione alle vittime e alla società civile nel suo complesso”.

Gli attori del Progetto Conscious

Il suddetto progetto, a tal fine, è sviluppato dall’ente capofila Asl assieme a tre partner (Garante dei diritti dei detenuti del Lazio, European network for the work with perpetrators of domestic violence-Wwp e Centro nazionale studi e ricerche sul diritto della famiglia e dei minori) ed è sostenuto da vari organismi: Case Circondariali di Frosinone e Cassino, Provveditorato Lazio-Abruzzo-Molise, Tribunale di Sorveglianza di Roma, Ufficio Esecuzione Penale Esterna (Uepe) di Frosinone e Ordini degli Avvocati di Frosinone e Cassino.

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Le azioni del Progetto Conscious

Tre le azioni principali: costruzione di un modello di accordo tra le istituzioni per garantire un’azione congiunta e coordinata di contrasto alla violenza; strutturazione dei gruppi di trattamento nei Carceri di Frosinone e Cassino e negli ambulatori del Dipartimento di Salute Mentale; infine, la sottoscrizione di quattro protocolli d’intesa interistituzionali. I primi due accordi, definiti assieme alla Questura di Frosinone, sono relativi agli invii di autori di violenza verso i servizi specialistici della Asl. Il terzo protocollo, siglato con istituzioni giudiziarie e penitenziarie, assicura i trattamenti specialistici in carcere. Il quarto, in conclusione, è stato sottoscritto con il Terzo Settore per assicurare il reinserimento sociale al termine delle pene scontate.

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