Dal 1 gennaio 2019 la sanità regionale non sarà più commissariata

Di oggi la notizia dell'atto del Consiglio dei Ministri che verrà attuato tra 13 mesi

Botta e risposta tra il Governo e il Consigliere Regionale Pietro Sbardella sulla sanità, per salvare Zingaretti in un forte momento di difficoltà politica. Cosi, questa mattina il Consiglio dei ministri ha sancito oggi l'uscita dal commissariamento della sanità della Regione Lazio a partire dal 31 dicembre 2018. Durante la riunione, a cui ha partecipato il governatore, Nicola Zingaretti, é stato certificato l'azzeramento sostanziale del disavanzo. Dopo dieci anni, dunque, si tornerà a una gestione ordinaria: scelte condivise su programmazione, personale e investimenti. Stop al commissario e ai sub commissari di nomina governativa.    

Il piano risale ai tempi di Marrazzo presidente

Il piano di rientro fu siglato il 28 febbraio 2007 dall'ex presidente della Regione, Piero Marrazzo, e dagli allora ministri della Salute e dell'Economia, rispettivamente Livia Turco e Tommaso Padoa Schioppa. Il 4 luglio 2008, poi, il Consiglio dei ministri presieduto da Silvio Berlusconi diede il via libera alla procedura di commissariamento.   (Mel/ Dire)

Battisti (PD): "Straordinario risultato di Zingaretti"

Il Governo ha deciso di far uscire il Lazio dal Commissariamento della Sanità dopo dieci anni. Cinque anni fa il Partito Democratico e la colazione che sostenne Nicola Zingaretti alle elezioni regionali del 2013, si diede un ordine di priorità: ridurre il debito regionale ed uscire dal Commissariamento.  Cinque anni di Governo Zingaretti, cinque anni di tagli a sprechi, di riorganizzazione della macchina amministrativa, abolizione di privilegi che hanno garantito il rientro dal debito e hanno consentito un uso delle risorse pubbliche oculato e mirato.

Oggi, a seguito di uno straordinario lavoro, il Governo annuncia l'uscita della Regione Lazio dal Commissariamento del sistema sanitario.Da oggi si potrà investire maggiormente per rendere ancor più efficiente il servizio sanitario. Da oggi i cittadini del Lazio potranno godere di un loro diritto.

Tutto questo è avvenuto perché il PD e Nicola Zingaretti hanno scelto la strada più impervia e forse meno popolare, quella che ha permesso di raggiungere un risultato storico per questa Regione.Alla destre che in questi anni ci hanno attaccato, dopo che loro avevano aggravato la situazione debitoria e soprattutto chiuso ospedali e presidi di primo soccorso, rispondiamo con fatti concreti.

È il lavoro faticoso e silenzioso che paga. Grazie per questo importante obiettivo raggiunto al PD tutto, alla Giunta Regionale e al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Sbardella, da governo solo spot elettorale per Zingaretti

“L’annuncio dell’uscita dal commissariamento della sanità del Lazio è solo un gran bello spot elettorale il giorno prima della ricandidatura ufficiale di Nicola Zingaretti. Usciamo, forse, solo l’anno prossimo ma la campagna elettorale è oggi.” Lo dichiara il capogruppo regionale del Gruppo Misto Pietro Sbardella. “E come per gli aerei di Mussolini,  si annunciano per la quarta volta gli stessi piani assunzionali e d’investimento di là da venire. Una sanità che costa di più, che spreca di più, che dà meno servizi e lascia il territorio desertificato ed aziende ospedaliere con deficit inalterati. Zingaretti dedica questo colpo propagandistico ai malati e agli operatori sanitari, ma non credo che i diretti interessati abbiano lo stesso entusiasmo. Purtroppo sono certo che al di là delle chiacchiere il prossimo anno nessun Governo nazionale in carica potrà far uscire il Lazio dal commissariamento in queste condizioni. Una volta spenti i riflettori della campagna elettorale, i cittadini del Lazio rischiano di pagar cara questa forzatura.  Governo regionale e nazionale di sinistra bocciati sul buonsenso – conclude Sbardella -  promossi a pieni voti in propaganda.”

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