Dati allarmanti dall’Ispra: Ciacciarelli chiede alla Regione Lazio di attivarsi

Il coordinatore provinciale Forza Italia: “Dati oggettivi che tracciano la gravità dell’inquinamento atmosferico”

L’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha stilato il XII rapporto sullo stato dell’ambiente nel quale emerge la grave situazione in cui versa la città di Frosinone. I dati allarmanti riguardano la concentrazione di benzo(a)pirene e di polveri sottili pm10 e pm2.5 nell’intero territorio provinciale, in crescita anche a causa dell’incendio presso il termocombustore di San Vittore del Lazio. L’Istituto ha stimato un rischio incrementale pari a 9 casi di cancro polmonare ogni 100.000 persone esposte per tutta la vita ad una concentrazione media di 1 nanogrammo per metro cubo di benzo(a)pirene, valore che l’OMS ha fissato come guida. Lo stesso rapporto evidenzia come questo valore sia stato superato da diverse aree urbane italiane tra cui Frosinone, dove si registra il valore più elevato (3,1 nanogrammi per metro cubo). Le principali sorgenti di benzo(a)pirene sono il traffico veicolare e il riscaldamento domestico a biomassa. A concorrere all’elevato valore di questa sostanza cancerogena nel territorio del capoluogo sono però, secondo l’Ispra, “le particolari condizioni morfologiche del territorio (Valle del Sacco) che non favoriscono la dispersione degli inquinanti”.

Ciacciarelli: “La Regione Lazio ha il dovere di attivarsi”

Il coordinatore provinciale di Forza Italia Pasquale Ciacciarelli, in un comunicato, chiede perciò l’immediato intervento della Regione Lazio per far fronte alla grave situazione. “Ritengo che siamo in presenza di dati oggettivi che tracciano inequivocabilmente la gravità dell'inquinamento atmosferico nel Frusinate e la correlazione tra l'esposizione prolungata al sopra citato agente cancerogeno e l'insorgere di patologie tumorali – ha dichiarato Ciacciarelli - in merito all'odissea sull'attivazione del Registro tumori regionale, si è giunti ad un passo significativo in avanti grazie ad una battaglia del centro destra, ma ritengo che la Regione ora debba procedere celermente per far si che al più presto il Registro prenda consistenza. Ritengo, però, che sia inconcepibile temporeggiare circa lo studio epidemiologico, ad oggi fermo, considerato l'alto tasso di patologie tumorali e dell' apparato respiratorio  che interessano gli abitanti del territorio. La Regione Lazio, in qualità di ente votato al governo del territorio, ha il dovere di attivarsi, in modo che vi sia una mappa che indichi la concentrazione di specifiche patologie in determinate aree del territorio. Ritengo, inoltre, che più fondi debbano essere destinati alle imprese per consentire il monitoraggio costante e puntuale delle emissioni”.

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