GLI ANIMALI CHE CURANO: LA PET THERAPY

Il termine Pet Therapy (in italiano Zooterapia) indica una terapia dolce, basata sull'interazione uomo-animale. Questo nuovo tipo di terapia, applicata per la prima volta dallo psichiatra infantile Boris Levinson intorno agli anni 60, si basa sul...

gatto therapy

Il termine Pet Therapy (in italiano Zooterapia) indica una terapia dolce, basata sull'interazione uomo-animale. Questo nuovo tipo di terapia, applicata per la prima volta dallo psichiatra infantile Boris Levinson intorno agli anni 60, si basa sul contatto dell’uomo con gli animali

domestici quali cani, gatti, pappagalli e anche cavalli, asini e delfini. Negli ultimi cinquanta anni si è affiancata alle terapie tradizionali, per la cura di disabilità psichiche come l'autismo, difficoltà fisiche come i deficit dell'udito, della vista e del movimento e anche dei disturbi psichici e dell'apprendimento quali ansia ed iperattività.

La Pet Therapy trova ampia applicazione in svariati settori socio-assistenziali, tra i quali: case di riposo, ospedali, comunità di recupero. Dall'ospedale Niguarda di Milano al Policlinico di Roma, al Meyer di Firenze fino alle centinaia di scuole e RSA e Istituti Penitenziari, ogni regione in Italia ha almeno un progetto di Pet Therapy .

La Pet Therapy è una co-terapia che generalmente affianca una terapia tradizionale con lo scopo di facilitare l'approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative (psicologo, medico, operatore sociale) soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostra collaborazione spontanea.La presenza di un animale nell’équipe di aiuto al paziente, permette in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con quest’ultimo e, tramite questo rapporto, di stabilire sia un canale di comunicazione paziente-animale-medico sia di stimolare la partecipazione attiva del paziente.

Prendersi cura di un animale calma l'ansia, favorisce l’ascolto emotivo proprio e dell’altro e aiuta a superare lo stress e la depressione. Durante le sedute si riduce la pressione sanguigna, la glicemia ed il battito cardiaco e con il tempo, le endorfine, ormoni del benessere, risultano più numerose. Effetti riscontrati e confermati da decine di studi scientifici, tanto che oggi la Pet Therapy è ufficialmente riconosciuta come terapia riabilitativa

Gli animali infatti sono "fluidificatori sociali" e "riducono lo spazio apatico". Termini medici per dire che gli animali fanno stare meglio, specie le persone affette da disagio o disabilità fisiche e psichiche. Non a caso l'uomo si circonda da sempre della loro compagnia.

L'animale è il co-terapeuta che aiuta il paziente, insieme agli psicologi e alle altre figure professionali del settore (pedagoghi, operatori sociali e conduttori cinofili specializzati) a stare meglio. Il suo comportamento infatti stimola naturalmente il gioco nei bambini autistici e l'attenzione temporanea attraverso la ricerca di contatto, negli anziani e nei pazienti depressi. Atteggiamento spontaneo che ha effetti benefici tangibili e durevoli nel tempo.

Consiglio personalmente la Pet Therapy in quanto gli effetti sui pazienti sono sempre evidenti: in tutti i casi si è riscontrato un miglioramento nell'attenzione; in soggetti aggressivi che usualmente compiono movimenti improvvisi o violenti, che non riescono a controllare, si è verificato un incremento della capacità di controllo del proprio corpo con un conseguente miglioramento dello stile di vita; nei pazienti con difficoltà di linguaggio si è riscontrato un generale miglioramento di espressione delle proprie emozioni e una maggiore “produzione di linguaggio” innescata dalla comunicazione con l’animale che stimola il paziente a comunicare con esso come se fosse un suo pari dal quale sente di essere accettato senza limitazioni e/o giudizi.

Per info: Dott.ssa Teresa Pomponi 333.7077652 – www.teresapomponi.it

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