Serie A, ti scrivo...

Ieri è arrivata la matematica retrocessione per il Frosinone. La speranza è che i giallazzurri tornino presto in massima serie

Cara Serie A, 

Dobbiamo di nuovo separarci. Ancora una volta il nostro rapporto è durato solo 9 mesi. Proprio non riusciamo a trovare quell'alchimia necessaria per andare avanti. E dire che, al contrario della prima frequentazione, ci siamo scambiati promesse di amore eterno, ma non sempre le cose vanno come uno desidera. Ancora doveva iniziare ufficialmente questa nostra seconda relazione, e già un uomo invidioso voleva separci. Un individuo che si stava attaccando a tutto pur di dividerci e di distogliere l'attenzione dai suoi problemi, si attaccava anche ad oggetti ben identificati che entravano in campo quando non dovevano, ma che non possono influire in nessun modo sul risultato finale. Alla fine ci siamo tolti questo sassolino, seppur doloroso, dalla scarpa e abbiamo iniziato a viverci. Purtroppo l'inizio è stato timido e non siamo mai andati oltre il tenersi per mano. Lo ammetto: sembravo un tredicenne alla prima cotta. E devo dire che tutti quei brufoli che avevo in viso non aiutavano. Ero abbastanza inguardabile, infatti mi chiedevo come tu, bella e fascinosa come sei, potessi mai tenermi con te. Poi le cose sono migliorate. Ho preso più coraggio nei tuoi confronti e abbiamo, finalmente, consumato come si deve. 28 ottobre 2018, e chi se la scorda questa data. Molti la ricorderanno anche per la prima gioia personale di un talento di sicuro avvenire, che con quelle lacrime ha fatto tornare tutti un po' bambini, quando il sogno più grande era diventare un calciatore. È stato veramente bello ed intenso quel momento. Le cose poi sono andate bene per un po', ma nel giro di qualche settimana sono tornati a galla tutti i miei difetti. Allora ho cercato di migliorare come potevo. Ho preso un abito più consono per non sfigurare e ho migliorato leggermente il mio look. Tu sei tornata a guardarmi con interesse. Ho cercato di corteggiarti e in quel di Genova sembrava che la nostra storia potesse decollare.  Subito dopo però mi hai tarpato le ali. Hai usato un oggetto che nella prima nostra storia d'amore non c'era: il Var. Non si sa bene il perchè, ma ti sei accanita contro di me e appena sbagliavo anche una piccola cosa, subito la sottolineavi, mentre verso altri sei stata sempre più clemente e meno puntigliosa. Dopo abbiamo avuto due appuntamenti decisivi, di quelli dove deve andare tutto perfettamente per far scoccare la fatidica scintilla. Ma nel primo mi sono presentato in ritardo di 70 minuti e tu, giustamente, non me l'hai perdonata, e nel secondo mi è successo di tutto tra pali e traverse. E da lì in poi la nostra storia è finita. Ci sono stati altri due acuti, ma ormai eri solo poco più di un'amica. Quelle, diciamo, che al giorno d'oggi vengono chiamate volgarmente con un altro nome. Ora è tempo di salutarci ancora una volta, ma non dar retta a chi dice che è meglio la signora B di te. Meglio vincere quasi sempre che perdere quasi sempre, dicono. Ma un conto è perdere quasi sempre contro Cristiano Ronaldo e un conto vincere quasi sempre contro Strizzolo. È come la storia della volpe e dell'uva. Io voglio riviverti al più presto, e cercherò questa volta di prepararmi meglio all'appuntamento, per farti finalmente innamorare come si deve di me e vivere insieme per tanti anni. Arrivederci Serie A.

Un Leone innamorato

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