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VIDEO | Giovanni Acampora (Confcommercio Lazio Sud) bacchetta le istituzioni territoriali

Al centro dell’intervento del presidente dell’associazione di categoria le carenze di viabilità interprovinciale, piena coesione Frosinone-Latina e diritti dei commercianti. Nota di biasimo, inoltre, verso l'isola pedonale del Capoluogo

 

Lo scorso fine settimana l’elezione del nuovo direttivo dell’Ascom-Associazioni Commercianti Frosinone, ora capeggiata dal Presidente Gianmarco Gallo, è stata seguita dal riconoscimento alla rinomata Pasticceria Dolcemascolo, ma anche preceduta da un rivendicativo intervento del Presidente di Confcommercio Lazio Sud Giovanni Acampora. Dal leader dell’associazione di categoria frusinate-pontina tre campanelli d’allarme: la problematica viabilità territoriale, il complicato connubio Frosinone-Latina e i diritti violati degli esercenti.   

La viabilità tra i Capoluoghi

“Chiedo scusa a tutti per il ritardo - ha esordito il Presidente Giovanni Acampora” - ma uno dei problemi che questa nuova realtà territoriale dovrà affrontare è sicuramente quello dei collegamenti tra le due province, perché io ho toccato oggi con mano le difficoltà per venire da Latina a Frosinone”.

La “Monti Lepini” e l'isola pedonale

Completamente pericolosa - ha definito così la Strada Regionale 156 - e difficilmente percorribile”. Non sono mancate, inoltre, l’invocazione di una rigenerazione urbana e, sulla scia delle proteste dei commercianti di Via Aldo Moro, le critiche verso l’isola pedonale di Frosinone, “perché - ha motivato - non è sufficiente mettere due cartelli per darle un senso bensì fornire adeguati servizi, parcheggi, strade di accesso alternative e ulteriori infrastrutture”.

Il connubio Frosinone-Latina

Confcommercio Lazio Sud - ha spiegato lo stesso Acampora - ha fatto di due realtà distaccate e disgregate un’unica realtà interprovinciale. Abbiamo sempre ritenuto che stare insieme, nel rispetto dei ruoli e delle competenze, non indebolisca ma rafforzi le posizioni. Molto spesso è capitato, in questo processo difficile, che questo rafforzamento non ci sia stato, perché subentravano altri fattori, probabilmente intrinsechi, come qualche campanilismo che ancora c’è”.

Il perché dell’unione

“Abbiamo voluto in qualche modo rafforzare questo legame tra le due province - ha ribadito - perché quando si va poi ai tavoli che contano, come quelli della Regione, alcune cose ritornano alle imprese. Anche attraverso il nostro accordo - ha esemplificato a seguire - abbiamo “partorito” il nuovo Testo Unico del commercio (della Regione Lazio, ndr), che era dal 1999 che non si faceva”.

 I diritti dei commercianti

“Non fate calpestare i vostri diritti - si è rivolto, infine, il Presidente Acampora agli iscritti - Siete doppiamente creditori di diritti da parte delle istituzioni, perché siete due volte elargitori di imposte, come cittadini e come imprese. Abbiamo i nostri diritti - ha concluso - e dobbiamo farli valere”.

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