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VIDEO | "Sassaiola contro studenti cinesi", l'appello dall'Accademia di Belle Arti di Frosinone

A margine della conferenza stampa della Direttrice Rea, sull'allarme rientrato dopo il caso sospetto di Coronavirus, il Docente Iaconis ha stigmatizzato un'aggressione subita da alcuni alunni dell'istituto

 

La psicosi da Coronavirus, fomentata da quella disinformazione deplorata anche dal Prefetto Ignazio Portelli, ha scatenato in città addirittura "una sassaiola contro alcuni studenti cinesi" dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone.

A renderlo pubblico e deprecarlo oggi, lunedì 3 febbraio, è stato il Professor Giuseppe Iaconis, docente di “Fashion Design”, il corso più seguito dalla comunità orientale trapiantata nel Capoluogo per motivi di studio. (Il tutto, nel giro delle successive 24 ore, è stato dapprima smentito dal Sindaco di Frosinone Ottaviani e ha poi portato alla denuncia del Professore per procurato allarme).   

La denuncia, accompagnata da un appello alla razionalità, è arrivata nella giornata in cui la Direttrice dell’istituto Loredana Rea e il Presidente della Consulta degli Studenti Luca Spatola hanno affrontato in conferenza stampa il caso sospetto della studente cinese di Pittura, la conseguente chiusura cautelativa dell’Accademia e, dopo l’allarme rientrato, la sua riapertura.

La Direttrice Rea, dal canto suo, ha fatto presente di aver appreso la notizia del caso sospetto da un giornale online e non dalle autorità competenti. Al di là della fonte, ha garantito di aver fatto tutto il necessario per fronteggiare la situazione, ancor prima del caso sospetto.

Loredana Rea, Direttrice dell'Accademia di Belle Arti di Frosinone, e Luca Spatola, Presidente della Consulta degli Studenti-2

"E tutti gli studenti ritornati dalla Cina - ha rassicurato la Direttrice - non sono ripartiti da luoghi di focolaio, perché ad oggi Shanghai non ha casi di Coronavirus". Da lei e dal Presidente della Consulta degli Studenti Luca Spatola, inoltre, la descrizione dell'Accademia come di una grande famiglia votata all'arte e al multiculturalismo

Dal Professor Iaconis

“Ci interessa, come docenti e anche un po’ famiglia di questi studenti cinesi - ha premesso l’insegnante - che ci sia più sensibilità, anche perché i ragazzi che stanno qua soffrono. Hanno le famiglie lontane. Molti di loro stanno perdendo dei parenti. Abbiamo sentito di situazioni anche molto pesanti che stanno avvenendo nella città di Frosinone - ha poi reso pubblico - Hanno preso con i sassi dei ragazzi cinesi, quindi presi a sassate. Arriviamo a dei fenomeni, quasi, di razzismo che, secondo me, sono veramente fuori luogo”.

La vicinanza agli studenti cinesi

“Noi in Accademia - ha aggiunto - siamo i primi a essere presenti accanto ai cinesi. È tutto sotto controllo. La Direttrice ha voluto chiudere proprio per accertare una serie di situazioni non chiare. Detto questo, non sono io che dovrei sensibilizzare le persone, però avere sicuramente rispetto e sensibilità per l’essere umano in generale e, a maggior ragione, verso questi ragazzi che sono in un periodo di difficoltà, penso che sia il minimo che possiamo fare. Siamo ormai in una società globale ed è giusto avere rispetto di tutte le persone che vivono accanto a noi”.  

La Conferenza Stampa

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Dalla Direttrice Rea

"In questi giorni sono stata contattata da tanti giornalisti - ha premesso - e ho pensato che fosse più giusto dare le notizie a tutti gli interessati, ma soprattutto per tranquillizzare sulla situazione dell'Accademia e dei nostri studenti, specie la sua grande componente cinese. La mia idea di Accademia è che la stessa, per gli studenti, è un riferimento importante. Per gli studenti stranieri rappresenta anche una sorta di famiglia. Non solo per i cinesi, perché abbiamo anche thailandesi, iraniani e altri mediorientali".

Sugli studenti stranieri

"Siamo un'Accademia internazionale - ha ribadito la stessa Direttrice - e per molti di loro significa stare lontano dalle famiglie anche per un intero anno accademico. Necessariamente, l'Accademia rappresenta un punto di riferimento per le loro problematiche, non solo legate allo studio ma anche spesso alla gestione della quotidianità della vita".  

Dopo il caso sospetto

"In uno stato di emergenza, come si era presentato venerdì scorso, abbiamo reagito - ha assicurato - La prima azione preventiva è stata quella della chiusura dell'Accademia dalle 14 alle 18, per capire chi fosse lo studente.  In realtà, la notizia l'ho avuta da un giornale online e non ho avuto notizie ufficiali".

In precedenza

"L'Accademia ha cominciato ad agire già lunedì (27 gennaio, ndr) - ha poi fatto presente - inviando a tutti gli studenti cinesi un messaggio di attenzione verso il loro stato di salute. Per capire se fossero stati in Cina durante le festività del Capodanno, se fossero rientrati e se fossero arrivate qui le loro famiglie. Uno sorta di screening molto blando, nel rispetto della privacy di ognuno". 

I riscontri dai cinesi

"Naturalmente non ho ricevuto risposte da tutti - ha detto a seguire - ma la maggior parte dei nostri studenti è rimasta a Frosinone e non ha avuto visita dai genitori. Alcuni di loro, invece, erano in Cina e altri erano appena tornati. Erano in quattro e avevano già avuto indicazioni di stare a casa. Intanto, stiamo tranquillizzando chi è rimasto in Cina, perché siamo sotto esame e ci sarà una sessione straordinaria quando le frontiere si riapriranno e potranno tornare in Italia".

Sul mancato avviso

"Avrei preso la stessa decisione (la chiusura dell'Accademia, ndr) - ha messo in chiaro - se avvertita ufficialmente o avendolo appreso dai giornali. Ho deciso di chiudere, sentiti la Asl e il Sindaco (Nicola Ottaviani, ndr) e mettendo quindi al corrente le autorità, come succede sempre nelle emergenze".

A proposito di emergenze 

"Quando sono cadute le lampade (in segreteria, ndr) - ha ricordato a ruota - io ho chiuso per tre giorni l'Accademia, in attesa dei controlli tecnici. E non mi pare di aver scatenato la curiosità di nessuno, neanche dei genitori e degli studenti, malgrado fosse un'emergenza anche più grande, perché tutta l'Accademia ha lo stesso tipo di lampada. Erano i primi di maggio e siamo stati chiusi per tre giorni e mezzo".

Da Luca Spatola

"Nei confronti dei nostri colleghi cinesi - ha tenuto a precisare il Presidente della Consulta degli Studenti- non ci sono state forme di discriminazione da parte nostra, ma da subito c'è stata invece grande solidarietàSiamo molto uniti - ha evidenziato in conclusione  - in un'idea di arte che ci portiamo avanti, a prescindere dal pregiudizio e dal luogo. Non c'è cosa che ci possa mettere l'uno contro l'altro". Quando le parole sono macigni, molto più "pesanti" dei sassi

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