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VIDEO | Maestra picchiata in aula, il pronto soccorso attiva il codice rosso anti violenza

La prognosi di venti giorni ha fatto scattare il piano di tutela. Parla la psicologa: "i bambini devono essere sottoposti ad una rapida terapia di gruppo per rimuovere il trauma vissuto"

 

L'aggressione a danno della maestra avvenuta presso la scuola elementare 'Pio Di Meo' a Cassino, nel sud della provincia di Frosinone, non resterà impunita. Oltre che all'avvio di un'indagine da parte della Procura, anche dal pronto soccorso dell'ospedale 'Santa Scolastica' è stato attivato il codice rosso anti violenza, come previsto della Legge che tutela le vittime di maltrattamenti. Il primario Ettore Urbano ha consegnato il referto medico, con la prognosi di venti giorni, agli investigatori del commissariato di Polizia della città martire che stanno indagando sul gravissimo episodio avvenuto nella mattinata di venerdì 7 febbraio all'interno di una classe di quarta elementare. 

Schiaffi e sputi

Il fatto

In base a quanto ricostruito dal personale del vice questore Raffaele Mascia, dirigente del commissariato di Cassino, un uomo e una donna, genitori di un alunno del Primo Istituto Comprensivo, avrebbero fatto irruzione all'interno dell'aula dove la maestra stava svolgendo lezione. Dapprima uno scambio di parole violento e poi l'aggressione a schiaffi e spintoni nei confronti della maestra che è caduta  terra. Il tutto sotto gli occhi allibiti e terrorizzati di una ventina di bambini.

La richiesta di aiuto

L'insegnante ha provato a chiedere aiuto con il cellulare ma le è stato impedito dalla coppia che ha continuato ad inveirle contro. Le grida e il pianto degli alunni hanno richiamato l'attenzione delle altre docenti che sono intervenute in soccorso della collega. La coppia ha approfittato dei momenti concitati per andare via. La maestra è stata trasportata in ospedale dove le hanno riscontrato lesioni guaribili in venti giorni oltre che al comprensibile stato di choc.

La denuncia

La coppia, una volta identificata, è stata denunciata alla Procura per i reati di interruzione di pubblico servizio, minacce e lesioni a pubblico ufficiale. Marito e moglie si sarebbero giustificati sostenendo che la maestra avrebbe assunto nel tempo un comportamento discriminante nei confronti del loro bambino. E già in passato i due avevano minacciato l'insegnante ma senza mai arrivare a comportamenti fuori legge. 

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