Roccasecca, ampliamento della discarica per il MIBAC è “inaccettabile”

Con l’arrivo dei rifiuti dalla Capitale la situazione è sempre più seria

Il tema dei rifiuti sempre al centro del dibattito anche in Ciociaria. E’ bastata una sola parola ai rappresentanti del Ministero dei Beni Culturali, intervenuti alla riunione convocata mercoledì scorso presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per esperire il tentativo di superare il dissenso espresso dallo stesso MIBAC e da altre amministrazioni: la sopraelevazione della discarica è “inaccettabile”.
Inoltre, il MIBAC ha ribadito che la tutela del paesaggio è una sua prerogativa che la Regione non può ignorare o superare: ubi maior, minor cessat.
I sindaci dei Comuni presenti alla riunione (Roccasecca, San Giovanni Incarico, Colfelice e Castrocielo) hanno tutti espresso l’indisponibilità a trovare accordi che prevedono l’ampliamento della discarica; nessun compromesso è stato accettato.  Ed anche la Provincia di Frosinone ha confermato quanto aveva già rappresentato alla Regione Lazio: se proprio volete la sopraelevazione, la capacità della discarica deve essere riservata al fabbisogno di smaltimento della sola Provincia di Frosinone, niente più rifiuti da Roma.
“Bisogna ricordare ai tanti smemorati – scrivono i rappresentanti dell’associazione Civis - che nel 2016, allorché la Regione Lazio avviò il procedimento per l’individuazione delle aree per nuovi siti di discarica, la nostra Provincia non aveva bisogno di altri impianti: la capacità della discarica di Roccasecca era -allora- di oltre 400.000 ton e sarebbe stata sufficiente a coprire il fabbisogno dei Comuni della Provincia di Frosinone almeno fino al 2024. Poi arrivano i rifiuti romani, con punte di 900 tonnellate al giorno (50 TIR al giorno), ed in meno di tre anni la discarica si riempie.
L’amministrazione provinciale di Frosinone ha compreso il rischio e ha imposto la sua posizione, prima obbligando la Regione a ridurre il progetto da 750.000 ton a 187.000 ton, ed ora opponendosi ai conferimenti di rifiuti provenienti da fuori ATO i quali esaurirebbero in pochi anni ed ancora una volta, la nuova capacità dell’impianto.
Perché questo è il nodo, questo è il problema: la monnezza della Capitale, che rende incandescente il fascicolo che piomberà sul tavolo del Consiglio dei Ministri dopo il fallimento del tentativo di mediazione; Consiglio dei Ministri al quale è devoluta la decisione finale che non arriverà prima del prossimo Marzo.
La Regione Lazio ora, finalmente, ha scoperto del tutto le carte, lo ha messo per iscritto e dichiarato nella riunione: la discarica serve a Roma perché la capitale non ha impianti e non ne vuole. Ma i poteri sostitutivi nei confronti di Roma? Il tavolo tecnico con il Ministero dell’Ambiente? L’autosufficienza degli ATO? Pinzellacchere, “la provincia dell’impero” deve essere succube e farsi carico delle inadempienze altrui. E nemmeno con l’alibi della “solidarietà”: cari ciociari, la monnezza ve la pigliate e zitti, altrimenti anche voi troverete le cataste per strada.
 Però, sempre per gli smemorati già citati, sul sito della Regione Lazio campeggia ancora il comunicato stampa dell’Assessore Valeriani che dà notizia dell’accordo fra la SAF spa di Colfelice e Lazio Ambiente spa, gestore della discarica di Colleferro (https://www.regione.lazio.it/rl_rifiuti/?vw=newsDettaglio&id=40 ). Per effetto dell’intesa la SAF spa potrà conferire nella discarica di Colle Fagiolara i rifiuti dei Comuni della Provincia di Frosinone fino a concorrenza della somma di 5 milioni di Euro, in pagamento del debito che l’impresa colleferina (di proprietà della Regione Lazio) aveva accumulato nei confronti della medesima SAF”.
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