L'Africa vista con gli occhi del coraggio. La bella storia di Vanessa (foto e video)

L'emozionante racconto della giovane infermiera di Arpino, missionaria in Togo con l'associazione AVIAT

Quella che vogliamo raccontarvi oggi è la storia di una ragazza di 32 anni di Arpino con una grande passione: fare del bene. Si chiama Vanessa Bove e dal 2011 è infermiera, non fa l'infermiera, lei lo è, in tutti i suoi aspetti, ce l'ha nel sangue. L'abbiamo incontrata dopo il suo ritorno dall'ultima missione in Africa, nel Togo, per farci raccontare la sua esperienza da volontaria e da donna.

Coraggio da far spavento

Vanessa si è messa al servizio delle persone che hanno bisogno e lo fa con una tale naturalezza che fa quasi spavento. Fa spavento per la forza che riesce a trasmettere nelle sue parole, nei suoi occhi così carichi di coraggio e di passione, difficili, anzi impossibile da descrivere. Vanessa è una di quelle persone che possono insegnare a guardare la vita con una prospettiva diversa ma ha un avuto un grande maestro, suo padre Marcello, venuto a mancare quando era ancora una bimba, aveva solo 8 anni. Per lei è stato un esempio, un punto di riferimento ed è lui che, dopo tutti questi anni, continua a donarle tanta forza e voglia di fare.

Tutto è iniziato da una vacanza in Kenya

Ci ha raccontato della sua formazione universitaria, dei suoi molteplici master e del suo primo viaggio in Africa. Doveva essere una vacanza tra amici quella del settembre 2015 in Kenya. Un viaggio organizzato che nulla aveva a che fare con una missione da volontaria. Eppure, appena arrivata lì, qualcosa l'ha spinta a vedere oltre il confini del Villaggio turistico in cui doveva soggiornare. Ha visitato la vera Africa, quella fatta di sofferenza, di povertà, fatta di bambini che nell'uomo bianco, che loro chiamano "Yovo Yovo" vedono la speranza, vedono la possibilità di una vita migliore, anzi della vita. Sono bastate poche ore per far capire a Vanessa che aiutare quei popoli era la sua vocazione.

L'associazione volontari italiani amici Togo

A distanza di un anno, dopo aver preso contatti con l'associazione Aviat (associazione volontari italiani amici Togo), torna in Africa, in Togo, questa volta da volontaria. Come potete immaginare nelle 3 ore di quella che doveva essere un'intervista ma che si è trasformata in un racconto a senso unico, sono tanti gli episodi che Vanessa ha condiviso, dalla sua prima visita a due bambini affetti da malaria, alla condizione in cui vivono le donne che spesso impazziscono letteralmente dopo essere state violentate e vengono trattate in modi inenarrabili, costrette a fare i mestieri più massacranti. Ma c'è anche l'altra faccia della medaglia che fa sparire l'immagine di tristezza per dare luce a quella della felicità. Ed è quella che più ci piace raccontare. Vanessa è un fiume in piena quando parla della sua Africa, quando parla dei suoi bambini. "Sono loro che ti scelgono" ha ripetuto più e più volte. Ed è ai bambini che sono legate le storie più belle.

Ida

Di queste una ha un nome, si chiama Ida (nella foto ha la tuta gialla e blu) ha 4 anni e frequenta il l primo anno di scuola materna, "ci riferiscono che ha qualche problema, non riescono a capire cos’abbia, soffre di un importante strabismo, molto taciturna e quelle poche volte che parla non si comprende cosa dice, sempre in disparte. La sua famiglia è molto povera e disagiata. Scarsissime le condizioni igieniche. La mamma, è malata di testa ( in Africa così dicono) non può uscire da sola, se le chiedi quanti anni ha, ti risponde 5 anni. La maggior parte delle volte cercano da mangiare nel pattume. Ida l’abbiamo conosciuta perché frequenta la scuola materna gestita dalle suore che ci hanno ospitato. Tutte le mattine la vedevamo che veniva accompagnata dalla madre e poi, sempre sola nel suo angoletto, le andavamo vicino per salutarla, per coccolarla, ma niente, fredda. Una mattina, mentre uscivo fuori, l’ho vista dietro un mobile dell’ingresso che piangeva perchè si era fatta i bisogni addosso, la prendo per mano, anche se non voleva, l’accompagno dalla sua insegnante Suor Fidel. Non riuscivamo a spiegarci cosa avesse. Poi una delle ultime mattine, accade una cosa. Arriva come sempre accompagnata dalla madre, io seduta in una delle sedie sotto l’androne, mi vede, sorride e viene verso di me, si fa abbracciare. Dentro di me penso “che cosa? Non ci posso credere?”, grido “missione compiuta”. Cosa ho fatto per falla sorridere?.... Nulla!"

I palloncini della gioia 

L'altra storia invece non ha bisogno di tante parole. Racconta della gioia dei bimbi di un orfanotrofio ai quali Vanessa ha consegnato dei palloncini, donati da una fabbrica di Casalvieri. Il risultato? Il video parla da solo. Gioia allo stato puro.

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Fra qualche mese Vanessa tornerà in missione nella sua Africa, le brillano gli occhi non appena pronuncia quel nome. Alla domanda se avesse paura di possibili azioni di guerrilla lei risponde semplicemente: "Sì, possono avvenire, così come possono capitare ovunque nel resto del mondo". Lei non ha paura, la voglia di aiutare quei bambini supera qualsiasi timore.

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