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AstraZeneca ad Anagni, il ministro inglese: “Abbiamo l’esclusiva”. Il grido dalla Ciociaria: “Tenetele qui, servono a noi”

Si rinfittisce la vicenda delle 29 milioni di dosi stoccate nello stabilimento Catalent in provincia di Frosinone. A detta del ministro britannico della Salute Hancock, è in corso una disputa tra Ue e Londra. Anche il vescovo Loppa si dice “imbarazzato”

Foto ANSA

Riscoppia il caso delle 29 milioni di dosi “nascoste” di AstraZeneca nello stabilimento Catalent di Anagni (Frosinone). L’azienda anglo-svedese, dopo la “bomba” lanciata dal quotidiano La Stampa, aveva ridimensionato la vicenda parlando di fiale in attesa del controllo di qualità e da ripartire tra paesi Covax (13 milioni di dosi) e Unione Europea (16 milioni).

Oggi, giovedì 25 marzo 2021, il ministro inglese della Salute Matt Hancock dice tutt’altro. Mentre dalla Ciociaria parte un grido di allarme: “Tenetele qui, servono a noi”. E anche il vescovo di Anagni, monsignor Lorenzo Loppa, si dice “imbarazzato dalla vicenda”. Così, invece, il ministro Stefano Patuanelli a Sky Tg 24 Economia: "Va chiarito perché sono state immagazzinate lì 29 mln di dosi e a chi destinate ma se avessimo una produzione nazionale vaccinale nei paesi membri e a livello europeo invece che alla mercé dei big Pharma sarebbe stato meglio ma avremmo dovuto pensarci moti anni fa". 

++ Articolo aggiornato alle 16.00 ++

Hancock: “Abbiamo un contratto di esclusiva, prevalente su quello UE”

Come riportato dall’Adnkronos, il ministro inglese Hancock ha fatto presente che il Regno Unito ha un contratto di esclusiva, mentre l’Unione Europea ne ha stipulato uno che si basa sui “migliori sforzi” da parte della casa farmaceutica. Lo ha dichiarato nel corso di un’intervista rilasciata al Financial Times. Sottolineando così come il contratto UK prevalga su quello UE, che però attende scorte mai inviate. Smentendo ogni voce contraria a riguardo, Hancock ha parlato di disputa in corso riguardo alle consegne delle dosi.

Il grido dalla Ciociaria: “Non fate partire queste dosi, tenetele qui in Italia”

"Non fate partire queste dosi, tenetele qui in Italia, servono a noi”, è quanto urlano all’unisono gli anagnini intervistati dall’Adnkronos. "Non è una novità che dentro l'azienda frusinate si produca o si infiali il vaccino - ha dichiarato una 71enne del posto - Il problema è che nessuno poteva immaginare che le dosi non fossero destinate alla comunità europea".

Il vescovo Loppa: “Il mio imbarazzo non è diverso da quello dei cittadini”

Anche monsignor Lorenzo Loppa, vescovo della Diocesi di Anagni-Alatri, ha detto la sua all’agenzia di stampa romana. "Il mio imbarazzo a seguito di questa vicenda, non è diverso da quello dei nostri cittadini – così il prelato - È ora di richiamare tutti alle proprie responsabilità, le autorità devono vigilare di più, perché il problema dei vaccini è delicato e vitale per la sopravvivenza".

Un passo indietro: dalla "bomba" de La Stampa al momentaneo sgonfiamento del caso

AstraZeneca nuovamente al centro delle polemiche ieri, mercoledì 24 marzo 2021, dopo la notizia delle 29 milioni di dosi di vaccino anti Covid trovate nello stabilmento di Anagni (Frosinone) dopo un'ispezione dei Nas. Secondo La Stampa, come già riportato anche da Today.it ed EuropaToday.it, quelle dosi non erano destinate agli Stati Europei, ma al Regno Unito. Una ricostruzione, però, smentita dal gruppo anglo-svedese, che ha parlato di "dichiarazioni inesatte”, specificando che “non è corretto descrivere come una scorta” le dosi di vaccino conservate nello stabilimento ciociaro. "Non ci sono esportazioni attualmente pianificate se non verso Paesi Covax", ha precisato l’azienda, riferendosi al programma internazionale di supporto per le aree povere del mondo.

AstraZeneca: “In attesa di controllo, 13 milioni di dosi a Covax e 16 ai Paesi UE”

Ad Anagni "ci sono 13 milioni di dosi di vaccino in attesa del controllo qualità prima di essere destinate a Covax come parte del nostro impegno a fornire milioni di dosi ai Paesi a basso reddito. Il vaccino è stato prodotto al di fuori dell'Ue e portato nello stabilimento di Anagni per essere infialato", ha aggiunto AstraZeneca, ricordando che "l'Ue sostiene pienamente la fornitura di Paesi a basso e medio reddito attraverso l'iniziativa Covax”.

Nello stabilimento Catalent ci sono poi “altri 16 milioni di dosi in attesa del controllo di qualità prima di essere spedite in Europa. Quasi 10 milioni di dosi saranno consegnate ai Paesi Ue durante l'ultima settimana di marzo e il resto in aprile, perché le dosi vengono approvate per l'invio dopo il controllo di qualità". Pertanto ha ribadito AstraZeneca, "non è corretto descrivere come una scorta" questo pacchetto di dosi. "Il processo di produzione dei vaccini è molto complesso e richiede tempo. In particolare - conclude AstraZeneca - le dosi devono attendere l'autorizzazione del controllo qualità dopo che l'infialamento è stato completato".

Il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, in conferenza stampa a Bruxelles, ha ribadito "sta alla compagnia" anglo-svedese "chiarire quali intenzioni ha. Da parte nostra, possiamo solo dire che AstraZeneca è molto lontana dal rispettare gli impegni previsti nel contratto" dato che dovrebbero consegnare 30 mln di dosi nel primo trimestre e oggi "non sono affatto vicini a quella cifra". 

La "soffiata" dall'Europa. Draghi: "Vigileremo sui lotti rimanenti"

Intervenendo in replica in Aula alla Camera, in risposta al deputato di Fratelli d'Italia Tommaso Foti, il premier Draghi ha ripetuto quanto già chiarito da una precedente nota di palazzo Chigi, ricostruendo la catena degli eventi di questi ultimi giorni.

"Sabato sera ricevo una telefonata della presidente della Commissione Ue su alcuni lotti che non tornavano nei conti della Commissione e che sarebbero stati giacenti presso lo stabilimento di Anagni" dove “si infiala” il vaccino Astrazeneca. "Mi si suggeriva un'ispezione. La sera stessa ho chiamato il ministro Speranza, da cui dipendono i Nas, e i ToNas sono andati immediatamente e la mattina successiva, dopo aver lavorato tutta la notte, hanno identificato dei lotti in eccesso che a quel punto sono stati bloccati”. Draghi ha spiegato che “due lotti sono stati spediti in Belgio, dove c’è la casa madre. Ma sono dì, da lì dove andranno non so”. Il premier ha poi ribadito: “La sorveglianza continua per i lotti rimanenti”. 

Ad Anagni Catalent blindata: "Una giornata molto movimentata"

Lo stabilimento Catalent di Anagni è stato presidiato all’esterno dalla sicurezza e all’interno dalle forze dell’ordine. Vietato l'ingresso ai giornalisti anche all'interno del parcheggio, allontanato chiunque provi ad avvicinarsi. "È stata una giornata molto movimentata - dice all'Adnkronos un residente della zona - ho visto diverse auto di polizia e carabinieri entrare e uscire da Catalent".

Il tenente colonnello Katja Carboni, ufficiale addetto al Nucleo carabinieri Aifa ha confermato all’Adnkronos che quelle dosi sono destinate "per la maggior parte al mercato europeo”. L'ispezione da parte dei carabinieri del Nas è in corso e al momento "abbiamo riscontrato che è tutto regolare in merito allo stato di conservazione dei prodotti”, ha aggiunto Carboni. Nel corso dell'ispezione "è stata constatata la reale giacenza delle 29 milioni di dosi di vaccino. Abbiamo fatto la 'fotografia' di quello che avviene nello stabilimento. Le spedizioni - prosegue - vengono effettuate in questi giorni su input di AstraZeneca. Abbiamo notato che la maggior parte delle dosi è destinata al mercato europeo. AstraZeneca possiede due piattaforme logistiche, una in Belgio destinata al mercato europeo e una in Olanda destinata al mercato extraeuropeo".

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