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Anagni, studenti del Regina Margherita in sciopero: “stanchi di questa situazione che ci provoca frustrazione”

Lo sfogo degli studenti dell’istituto anagnino che spiegano nel dettaglio le motivazioni di questa decisione

Gli studenti dell’Istituto Superiore Regina Margherita di Anagni, come tanti altri studenti delle scuole del Lazio, da qualche giorno stanno scioperando da casa (data la situazione di emergenza che stiamo vivendo) ormai ad oltranza da due settimane. Questo è l’unico modo per farsi sentire dal Prefetto, dalla Provincia e soprattutto dal Governo.

“Non ci sentiamo ascoltati, in questa situazione la nostra opinione sembra essere la vostra ultima preoccupazione: gli orari scolastici da voi  imposti, ci privano soprattutto del nostro tempo, tempo per noi stessi e tempo da dedicare allo studio. Questo studio – ci dicono alcuni studenti dell’istituto anagnino - di cui parliamo viene moltiplicato il triplo, considerando che ci sono molti “contro” la DAD e pochissimi “pro”, e per dimostrare che quest’ultima non sia una perdita di tempo come tanti credono, ci viene chiesto continuamente di dedicarci allo studio più del solito, provocando in noi un senso di frustrazione. Dovendosi attenere a questa vostra decisione, molti di noi sono costretti a svegliarsi la mattina presto pur dovendo entrare a scuola alle dieci, questo per via della noncuranza del Governo di mettere a disposizione la giusta quantità di mezzi necessari a garantire la sicurezza della quale abbiamo diritto data l’emergenza sanitaria. Il nostro scopo è quello di rientrare si, ma con maggiore sicurezza”.

La riflessione di una studentessa

“Noi studenti siamo stanchi, stanchi di tante, troppe cose. Siamo stanchi di sentirci dire che non è colpa di nessuno se la scuola non va che in una situazione come quella di un virus bisogna fare dei sacrifici, quando invece le cose non andavano già da prima, già da tempo, ma ci sacrificavamo all’ora ormai da tanto, senza che nessuno ce lo chiedesse. Le scuole – ci dice una studentessa del Regina Margherita -  sono decadenti, perché le classi erano sovraffollate e non c’erano abbastanza posti per tutti, perché faceva freddo, perché i mezzi erano pieni ma le corse erano poche e ci si faceva i viaggi tutti uniti come in un barattolo di alici e in piedi in un auto per 40 persone che generalmente ne trasportava 70, perché la scuola è così e così è sempre stata, e chi la pensa diversamente è un povero illuso, perché le cose non sono mai cambiate e mai cambieranno.

Eppure noi ci proviamo a lottare per i nostri diritti, e ogni volta dobbiamo sentirci dire che vogliamo solo marinare la scuola, che noi di studiare voglia non ne abbiamo , che siamo persone frivole che non hanno cura del loro futuro e che non sanno come funziona il mondo ed è quella scuola, che tanto finge di insegnarci la storia per far sì che non si ripeta, per far sì che venga cambiata, è quella scuola che quando ci proviamo ci invita a sederci dietro i banchi e a tacere perché è sempre stato così e sempre così sarà, dicendoci che non possono farci nulla. Siamo stanchi.

Stanchi di obbedire a leggi, decreti e obblighi che ci vengono imposti quando nessuno si preoccupa di interpellarci, di chiedere se per noi vada bene così, senza renderci partecipi al 100% del processo decisionale di ciò che riguarda la nostra occupazione principale giornaliera e al contrario suggerendo orari disastrosi e impossibili, chiedendoci di sacrificarci ancora un po’, continuando a convincerci della cazzata che non sia colpa di nessuno, è colpa vostra e solo vostra.

Siamo stanchi della DAD, si noi studenti che non abbiamo voglia di far nulla come dite voi siamo stufi di stare a casa, vogliamo tornare a scuola ma con le condizioni  adatte, vogliamo tornare in sicurezza, vogliamo andare a scuola tranquilli e consapevoli del fatto che il pericolo realmente non c’è!".

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