Antenna 5G, Ottaviani: avviati gli accertamenti

"L’unica possibilità che le amministrazioni hanno, è quella di verificare se sotto il profilo edilizio sono stati inviati e compilati gli atti in modo regolare agli uffici tecnici comunali, rispettando vincoli e destinazioni urbanistiche delle aree interessate"

“La legislazione sulla materia delle antenne per gli impianti con la tecnologia 5G – ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottavianinon consente, purtroppo, alle amministrazioni locali e, soprattutto, ai sindaci, di intervenire in via preventiva, se non dopo la verifica della tipologia delle emissioni di carattere elettromagnetico, competenza, quest’ultima, rimessa esclusivamente all’Arpa, oltre che al Ministero della Salute. È assurdo, quindi, che il Governo con la finanziaria del 2017 e l’Autorità di garanzia per le telecomunicazioni nel 2018 abbiano saltato completamente la possibilità di interloquire con i sindaci e con le comunità locali prima di dar via alla installazione, su tutto il territorio nazionale, di migliaia di antenne, di cui si conoscerà la portata emissiva solo nei prossimi anni.

L’unica possibilità che le amministrazioni hanno, è quella di verificare se sotto il profilo edilizio sono stati inviati e compilati gli atti in modo regolare agli uffici tecnici comunali, rispettando vincoli e destinazioni urbanistiche delle aree interessate. In questo senso, sia il dirigente dell’Urbanistica, l’arch. Noce, sia la Polizia municipale, stanno effettuando gli opportuni e necessari accertamenti per verificare se vi sia il rispetto del Testo Unico in materia edilizia. Purtroppo, contrariamente a quanto sostengono alcuni amministratori disinformati che, con leggerezza disinvolta, non approfondiscono mai gli atti e le normative approvati dal Governo e dall’Agcom preferendo fare solo ammuina, mentre sono stati indicati 120 piccoli comuni in Italia per la sperimentazione, questa non è prevista per le città superiori a 30.000 abitanti e per i comuni capoluogo, che sono costretti ad attendere solo l’esito delle verifiche disposte dalle autorità ambientali, come l’Arpa o il Ministero.

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Proprio, però, perché siamo obbligati a muoverci all’interno di tali normative, frutto di lobby finanziarie senza scrupoli, siamo pronti a percorrere tutte le strade e le opzioni che la legge ed il Consiglio di Stato ci offrono per evitare l’ennesimo pericolo per la tutela del territorio, del paesaggio e della stessa salute della collettività”.

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