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Aquino, arrivano le prime bollette della Tari, cittadini inferociti per gli aumenti

Il consigliere comunale di opposizione Lorenza Di Brango: “Il momento peggiore per questa batosta”

Nessun aumento, era stato ribadito dal sindaco anche nell’ultimo consiglio comunale. Al di là delle aliquote, non sembra così a giudicare da quello che i cittadini si stanno vedendo recapitare in queste ore. La nuova concessionaria per la riscossione dei Tributi, la Tre Esse Italia, si sta facendo conoscere, e il biglietto da visita non è dei più accattivanti. Anzi.

Tanti, troppi cittadini di Aquino, ci stanno segnalando aumenti considerevoli rispetto allo scorso anno. Proprio l’anno giusto per cominciare a risanare le casse comunali, provate da un elevato tasso di evasione, non credete? Non bastavano il Covid, le chiusure delle attività, le cessazioni in alcuni casi, la cassa integrazione: in un momento in cui le famiglie andavano sostenute, per molti arriva una batosta. Perché aumenti che superano i 100 euro sono a tutti gli effetti una batosta.

I soldi che il Comune incassa con il pagamento della Tari, ci risponderanno, devono coprire l’intero costo del servizio. Sono aumentati i servizi in questi mesi? NO! E poi, ad Aquino siamo così bravi nella raccolta differenziata, il sindaco lo ha ribadito più volte, facendosene vanto: dove sono gli sconti che dovrebbero arrivare grazie al riciclo?

Sono gli interrogativi cui dovrebbero rispondere il sindaco e l’assessore ai Tributi. Mettendo subito i puntini sulle i: non provate ad accusarmi di demagogia. Mai in questi anni ho avuto atteggiamenti di questo tipo o “acchiappalike”, come si dice ultimamente. Ma ho il dovere di raccogliere le istanze di queste persone che hanno, a loro volta, il diritto di capire quantomeno il perché di questi aumenti, arrivati in un momento a dir poco difficile per molte famiglie.

Nell’ultimo consiglio comunale ho anche spiegato che sarebbe stato più equo aumentare lo sconto sulla tariffa variabile della Tari (in considerazione della crisi dovuta all’emergenza sanitaria) almeno ai commercianti. Il vicesindaco Risi mi ha risposto che in teoria era d’accordo con me, ma che le casse comunali non permettevano di poter fare di più. I conti del Comune quindi non sono così in salute come hanno voluto far credere in questi anni.

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