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Da Arnara alla Calabria, l'impegno di Giulia contro l'inquinamento

Tra passeggiate sulla spiaggia e clean up, l'impegno per proteggere il mare e sensibilizzare una comunità fin troppo menefreghista

Giulia Mariotto ha 26 anni, residente ad Arnara (Frosinone), dal 2017 circa concretizza quello che è un vero e proprio interesse per la salvaguardia dell’ambiente, e dell’ecosistema marino in particolar modo. Qualche giorno fa abbiamo visto distrattamente una foto sul profilo Instagram di Giulia che ritraeva buste ricolme di sporcizia lungo la riva del mare. Un mare però che non sembrava affatto quello del litorale laziale ma che ha suscitato una sana curiosità. E, difatti, si parlava del mare della Calabria. 

Cosa ti ha portato in Calabria e alla pulizia delle sue spiagge?

La Calabria è un po' come una seconda casa per me. I miei vengono in vacanza nello stesso posto (Montegiordano Marina) dal 1994: restiamo qui per più di un mese ogni anno. 

È qui che ho imparato a nuotare, qui che ho imparato ad apprezzare e camminare scalza sulle spiagge di sassi (odio a morte la sabbia). Qui che ho visto le prime stelle marine, le meduse, piccoli polipi..e la mia prima tartaruga marina. 

Dico tutto questo, anche a costo di sembrare infantile, perché la motivazione principale per cui ogni sera passeggio sulla spiaggia per raccogliere rifiuti è per aiutare loro: le tartarughe, i polpi (gli octopus hanno 3 cuori, lo sapevi?) e il mare. Non mi importa del decoro o della pulizia della spiaggia in sé per sé perché non è per l'essere umano che lo faccio.

Vorrei poter fare di più, come liberare le tartarughe che restano incastrate nelle reti fantasma o agganciate agli ami, impedire che stupidi bagnanti uccidano polipini indifesi solo per fare gli spacconi in spiaggia, ma non potendo fare ogni giorno cose così 'eroiche' cerco di fare del mio meglio con una busta e una bacchetta. Anche evitare che una busta di patatine o le sigarette finiscano in mare può essere di aiuto (un aiuto piccolo ma comunque qualcosa).

Fai tutto da sola? 

Sono iscritta ad un'associazione - Plastic Free - che si occupa di organizzare periodicamente degli eventi di clean up in tutta Italia, alcuni li ho organizzati io stessa. Quindi diciamo che non sono affatto estranea ad iniziative del genere. Ma quello che faccio qui lo faccio da sola.. è difficile coinvolgere gli abitanti del paese e ancora più complicato cercare di inculcare un po' di buon senso nei bagnanti (spesso turisti di altre regioni). Quando mi vedono raccogliere i mozziconi - a volte con un'espressione che nasconde molto poco il fastidio e la rabbia che provo - alcuni restano in silenzio, magari si vergognano anche, ma altri la prendono sul ridere. In fondo è solo una sigaretta, che sarà mai? Dissero in 10. Ma non mi arrendo: magari rispondo con una frecciatina o con un sorriso e poi continuo per la mia strada. 

Sempre dal tuo profilo Instagram si evince che il tuo non è un interesse “puramente estivo”, anzi. Con l’associazione locale di cui fai parte vedo che organizzate spesso giornate dedite alla pulizia dell’ambiente che vi circonda. 

Sì, in realtà per essere precisi tutto quello che organizzo come referente di Plastic Free ha dietro di se l’associazione NovaArnara che appunto si muove sul territorio nel quale vivo: Arnara. 

Ultimamente hanno fatto molto scalpore le lacrime del ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, al Giffoni Film Festival. Questo infatti è rimasto commosso dalle parole di una giovanissima ragazza preoccupata per il futuro del pianeta. Tu condividi questa preoccupazione? 

Sí. Sono seriamente molto preoccupata e non riesco a capacitarmi del perché la maggior parte della gente non sia preoccupata o minimizzi il problema.

Non mi riferisco solo agli eventi catastrofici che sono stati oggetto di discussione nei giorni passati, ma a tutto un ingranaggio che funziona male da sempre: l'inquinamento provocato dalle grandi aziende in tutto il mondo, le discariche abusive, l'errata smaltimento dei rifiuti.. tutto va a rotoli perché l'unica cosa che sembra avere importanza è l'economia, il guadagno ad ogni costo.

È un discorso complicato e temo di dire la cosa sbagliata, ma credo che il menefreghismo delle persone finirà con l'ucciderci (è solo una sigaretta, è solo un palloncino, è solo una bottiglietta di plastica, è solo un cellulare.. peccato che pensino così in miliardi e quindi l'affermazione perde ovviamente di senso).

Non so quanto le mie passeggiate (o gli eventi di clean up) possano essere la soluzione, ma non ho nessuna intenzione di smettere. Saranno anche solo una paio di kg di rifiuti al giorno ma "ogni tempesta comincia con una sola goccia", e sono abbastanza sicura di non essere del tutto solo in questa battaglia.

Purtroppo però ho paura che di tempo non ce ne sia rimasto poi molto. E forse egoisticamente parlando sarebbe giusto che la natura si riprendesse quello che l'uomo le porta via da anni. Una specie di rivincita, di karma. Se deve perderci l'uomo pazienza, anzi sono una di quelle personcine poco carine che crede che l'uomo se lo meriti: siamo la razza più infestante della terra, incapaci di vivere in equilibrio con qualsiasi altra specie. Siamo solo in grado di prevaricare e forse dovremmo essere rimessi al nostro posto.

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