Arpino, caos scuola, è la volta del Comitato genitori: "Mai stati convocati dalla preside"

Dopo il botta e risposta tra sindaco Rea e dirigente scolastico arrivano le puntualizzazioni dei genitori degli alunni sul mancato dialogo e confronto con la professoressa La Marca

La manifestazione del 17 gennaio

Nelle ultime settimane è diventato l'argomento più discusso ad Arpino; una vicenda che si sviluppa di giorno in giorno con gli interventi dei vari attori coinvolti. Parliamo ovviamente del cambio di orario per le scuole dell'IC Marco Tullio Cicerone. Ieri abbiamo riportato le parole della dirigente scolastica, la prof.ssa Gabriella La Marca cui ha subito ribattutto il sindaco Renato Rea. La prima ha precisato che la rimodulazione dell'orario è stato ampiamente condiviso con le famiglie ed in ogni caso la "riduzione del numero di rientri va incontro alle difficoltà dell'Amministrazione comunale di erogare il servizio mensa", il secondo ha smentito le affermazioni della dirigente replicando altresì alle accuse di strumentalizzazione politica. In questo scenario si inserisce anche l'intervento del comitato dei genitori degli alunni che ha dato vita alla manifestazione del 17 gennaio. Un momento quasi storico per la città di Arpino che raramente si è trovata ad ospitare eventi a difesa della cultura, ma non propriamente culturali. 

Raccolte quasi mille firme

Ecco quindi che a prendere la parola sono i genitori che già da subito precisano: "La manifestazione di venerdì è stata ampiamente condivisa dai genitori e dall’opinione pubblica locale tanto che sono state raccolte in quell’occasione centinaia di firme dei genitori e di tanti amici sostenitori e nonni, per un totale che sfiora le mille unità". Nella nota inviata si percepisce un certo dissenso rispetto alle dichiarazioni della dirigente scolastica che vanno dall'assenza di dialogo tra le parti alle problematiche derivanti dal cambio d'orario non prese in considerazione dalla preside.

Nessun dialogo, nessun incontro 

"Nonostante la declamata disponibilità al dialogo da parte della dirigente scolastica, e le nostre richieste, avanzate dapprima negli incontri programmati, inviate a mezzo pec, ad oggi, - chiariscono i genitori - non ci è stata comunicata una data per un incontro né ci state fornite informazioni, sempre richieste a mezzo pec, sulla finalità del sondaggio (scelta vecchio orario / nuovo orario deliberato il 7 gennaio us) e sulla futura articolazione oraria. Apprendiamo dal sito istituzionale della scuola di alcune novità, non meglio specificate, quali l’articolazione del nuovo orario esteso a tutte le classi ma non viene precisato quale sarà la sorte delle classi con modulo a 36 ore che, per due giorni a settimana, dovrebbero stare seduti sui banchi per nove ore (8.00/17.00), nonostante la certezza che proprio queste classi si siano espresse per il mantenimento dell’orario attuale.

La maggioranza preferisce il vecchio orario

Risulta per tabulas che in molte classi la maggioranza dei genitori ha optato, dopo la delibera del Consiglio di Istituto del 7 gennaio, per il vecchio orario, ma tali manifestazioni di interesse non sono state assolutamente prese in considerazione.
Chiediamo a questo punto, in nome del dialogo, perché con variazione unilaterale del PTOF è stato imposto ad alcune classi un orario espressamente non voluto con assoluto stravolgimento da parte della scuola dell’offerta formativa richiesta dai genitori all’atto dell’iscrizione e del patto di corresponsabilità sottoscritto ad inizio anno.
È bene precisare che l’offerta formativa è stata sempre e compiutamente somministrata, compreso il servizio di semicollege che, come in altri importanti Convitti Nazionali (quali Milano, Verona e Roma e contano un numero di iscritti pari a 1000/1500 convittori) prevedeva, nel pieno rispetto della normativa vigente, la compresenza in alcune ore di docenti ed educatori al dichiarato scopo di intensificare la formazione degli iscritti. 

Iscrizioni a rischio

Dopo anni di crescita (tanto che è aumentato il fabbisogno del personale, anche, da ultimo, le due unità ATA sono state concesse in virtù dell’attuale dimensionamento scolastico conseguente alle iscrizioni AS 2019/2020), le iscrizioni sembrerebbero aver subito una flessione a soli dieci giorni dalla scadenza. Le cause sarebbero da ricercare nel ritardo della pubblicazione del PTOF (solo il 15 gennaio ad iscrizioni già iniziate e dopo la delibera di variazione del 7 gennaio) benché la norma prevede che la programmazione didattica debba avvenire entro il mese di ottobre dell’anno precedente a cui si riferisce. Ed ancora, nel PTOF non risultano indicati gli orari giornalieri di articolazione degli insegnamenti, alcune attività di semicollege non sono più previste (il nuoto, che ha riscosso notevole successo, è stato totalmente espunto) ed ancora diversi progetti sono stati eliminati (quali la corsa di Miguel ed il Festival delle piccole orchestre, manifestazione che ha visto la partecipazione anche di istituti di Palermo).

In attesa del confronto

Alcuni cambiamenti risultano addirittura necessitati dalla “difficoltà oggettiva” da parte dell’Ente Comunale che con proprio comunicato, ha definitivamente chiarito che il Comune garantirà tutti servizi fino ad oggi erogati.
Leggiamo con rammarico sul comunicato della preside che le nostre “discussioni sono da piazza” ma, ad oggi, nessuno ci ha coinvolto nelle decisioni della scuola né ci sono state comunicate delle risposte nonostante le nostre pec.
La questione sollevata “in piazza” in ordine alla mancata partecipazione dei genitori alla rimodulazione dell’orario, come noto, è stata confermata e comprovata dalla dichiarazione del Presidente del Consiglio di Istituto che ha testualmente dichiarato all’indomani della manifestazione “…quando ci è stata posta la necessità del cambio di orario è stato motivato da esigenze di orario e di personale e si è tralasciato di informarci sulla contrarietà dei genitori”.
Attendiamo adesso, sempre fiduciosi, che si concretizzi il confronto che tutti vogliono. Purtroppo dobbiamo ammettere, semplicemente, non siamo mai stati convocati. E nel frattempo gli animi si scaldano e le iscrizioni si perdono".

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