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Paese senza la 'messa di mezzanotte' da venti anni, gli abitanti scrivono al presidente Conte

La comunità di Belmonte Castello si ritiene penalizzata dal comportamento del parrocco che preferisce celebrare la funzione nella vicina Terelle

La messa nella notte di Natale, per gli abitanti di Belmonte Castello, da venti anni viene posticipata alle ore 21 del 24 dicembre e per questo fa sorride gli abitanti dell'antico borgo situato ai piedi dell'abbazia di Montecassino, la diatriba innescata a livello nazionale dalle restrizioni anticovid e che impediscono lo svolgimento della Messa di Natale alla mezzanotte. Perché per loro, non veder nascere Nostro Signore, come accade in tutte le messe del mondo, è divenuta ormai consuetudine. Un fatto questo dettato da una storia che ha ancor più dell'incredibile: la Natività viene anticipata dal sacerdote che 'preferisce' celebrare la funzione della mezzanotte nella chiesa di un paese limitrofo, la pittoresca Terelle. Abbarbicata alle sul monte Cairo e conosciuta in tutto il mondo per la produzione delle castagne.

L'appello al premier Conte

"Vorremmo poter raccontare al presidente Conte questa nostra storia - narrano alcuni residenti di Belmonte Castello - affinché si comprenda che nonostante la nostra comunità sia profondamente attaccata alla Natività ed alla messa di Mezzanotte, si è dovuta arrendere all'assurdità di certe scelte". Sono oramai anni che gli anziani del paese ed i loro familiari sono costretti ad organizzare il cenone della Vigilia in base all'orario della messa."Puntualmente iniziamo a mangiare attorno alle 17.30 per farsi che tra piatti, dolci e qualche tiro di tombola, possiamo arrivare puntali in chiesa". Ma la funzione imposta non è gradita a tutti che preferiscono disertare oppure scelgono di assistere alla celebrazione nelle vicine Cassino e Atina.

Una 'guerra' tra fedeli

"Sarebbe stato più giusto da parte del sacerdote alternare la funzione: un anno nella nostra bellissima chiesa ed un altro anno nell'altrettanto suggestiva chiesa di Terelle. Invece non c'è mai stato verso - proseguono ancora i residenti di Belmonte Castello -. Quest'anno ci ha pensato il Covid a ridare il giusto equilibrio a tutto. I primi anni è stato doloroso ma poi siamo entrati nell'ordine di idee che per venerare e rendere omaggio a Cristo non esistono orari. Vorremo capire quest'anno cosa accadrà e se a pagare dazio sarà sempre la comunità di Belmonte Castello". Quale messa verrà celebrata per prima? Al sacerdote la risposta.
 

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