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Sportelli per i detenuti, lunedì la presentazione nelle case circondariali di Frosinone e Cassino

Il Garante Anastasìa: “Una presenza importante, soprattutto in un momento come questo, in cui l’emergenza Covid ha reso meno frequenti i contatti con familiari, associazioni e legali di fiducia”. A marzo, a tal proposito, non erano mancate accese proteste

Stefano Anastasìa, Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, si recherà lunedì 21 settembre presso le case circondariali di Frosinone e Cassino per illustrare un progetto teso all’integrazione e al rafforzamento della tutela dei reclusi: la rete degli sportelli per i diritti dei detenuti. Si tratta di un’iniziativa attivata dallo stesso Garante, istituito nell’ormai lontano 2003 con apposita legge regionale, in sinergia con università e associazioni qualificate.

Anastasìa, dopo aver già presentato il progetto in vari istituti penitenziari (Viterbo, Rieti, Rebibbia femminile, Civitavecchia, Regina Coeli e Rebibbia maschile), farà altrettanto nelle carceri della provincia di Frosinone. “È un servizio - spiega il Garante - che abbiamo voluto promuovere per garantire una continuità di comunicazione tra l’ufficio del Garante e i detenuti, mettendo in rete esperienze e professionalità qualificate già sperimentate, come quelle dell’università Roma Tre che assicurerà la presenza in loco ogni due settimane di suoi volontari, studenti universitari assistiti da tutor esperti. Si tratta di una presenza particolarmente importante, soprattutto in un momento come questo, in cui l’emergenza Covid ha reso meno frequenti per i detenuti i contatti con i propri familiari, le associazioni e con gli stessi legali di fiducia”. A marzo, infatti, si registrarono proteste anche nei carceri di Frosinone e Cassino

La rete degli sportelli per i detenuti

Il progetto prevede l’attivazione di una rete di sportelli per l’informazione e l’orientamento delle persone detenute sui loro diritti, con particolare riferimento alle tematiche di competenza del Garante, quali le condizioni di vita di vita in carcere, l’assistenza sanitaria, l’istruzione scolastica e universitaria, la formazione professionale, l’orientamento e l’inserimento lavorativo, l’accesso ai benefici e alle misure alternative alla detenzione e il sostegno al reinserimento sociale a fine pena.

Gli sportelli svolgeranno un’attività di sostegno ai detenuti che ne faranno richiesta, per la risoluzione delle problematiche individuali, attraverso un’azione di informazione e ausilio nella redazione di istanze a firma propria e comunicheranno al Garante i casi in cui sia necessario interloquire con i responsabili delle amministrazioni pubbliche o le autorità competenti nella risoluzione della problematica rappresentata dal detenuto.

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