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Il Melfa rischia la secca. Il Comune di Roccasecca chiede controlli sulle prese abusive

Il sindaco Sacco ha chiesto alla Polizia Provinciale e ai Comuni di Atina, Casalattico e Casalvieri di effettuare i controlli e di tenere aggiornata l'amministrazione comunale

Il sindaco Sacco ha chiesto alla Polizia Provinciale e ai Comuni di Atina, Casalattico e Casalvieri (dove insistono le prese abusive) di effettuare i controlli e di tenere aggiornata l'amministrazione comunale. L'obiettivo deve essere il mantenimento del deflusso minimo vitale messo a repentaglio dalle deviazioni che servono per irrigare i campi.

Ormai è noto: comitati ambientalisti e amministrazione comunale sono in prima linea affinché al meraviglioso fiume Melfa sia garantito il minimo deflusso vitale in ogni mese dell’anno.  E ammirarlo in questo particolare periodo dà l’esatta dimensione di quanto vedere le acque scorrere sul letto del fiume soddisfi gli occhi ma soprattutto l’equilibrio dell’ecosistema. Questo a stato di fatto va mantenuto. Lo si deve alla natura stessa che da sola, e senza l’intervento a volte nefasto dell’uomo, regala scenari incantevoli. 

Appunto. Senza la mano dell’uomo.  Perché se è vero che si devono fare i conti con  le centraline idroelettriche che lecitamente sottraggono l’acqua al fiume, non si può sottacere la cattiva ed illecita abitudine di deviare le stesse per utilizzarle nell’irrigazione dei campi, con la conseguenza che di qui a poco si verificherà un calo drastico del quantitativo di acqua ed il Melfa tornerà a breve ad essere soltanto una pietraia. E questo avviene sotto gli occhi indifferenti di tutti o quasi, nonostante le continue segnalazioni da parte di molti ed in particolar modo di Tommasino Marsella che, oltre ad essere un amministratore comunale, si è sempre dedicato anche da cittadino alle problematiche del  Melfa. 
Allora, prima che ciò si verifichi vale la pena richiamare alla responsabilità chi ha il potere e il dovere di evitare che ciò accada, ovvero la Polizia Provinciale e i Comuni di Atina, Casalattico e Casalvieri dove insistono le prese abusive. 

Insomma, non si possono chiudere gli occhi o girarsi dall’altra parte di fronte a degli abusi che in primis andrebbero individuati ed in secondo luogo sanzionati poiché, oltre a violare le regole, danneggiano l’ecosistema.  E’ evidente, però, che se l’acqua inizia a scarseggiare è perché nessuno fino a questo momento ha vigilato in tal senso.  

Le cose dovranno cambiare. O almeno è questo l’auspicio dell’amministrazione comunale di Roccasecca che, il 17 maggio scorso, ha inviato una comunicazione a firma del sindaco Giuseppe Sacco a tutti gli organi competenti e in particolar modo, appunto, alla Polizia Provinciale e ai Comuni di Atina, Casalattico e Casalvieri per chiedere di procedere ai controlli e di riferire sulle attività che saranno eseguite. Tutte ovviamente – ci tiene  precisare l’amministrazione Sacco – al fine di soddisfare le esigenze legate al mantenimento del minimo deflusso vitale del Melfa e per non danneggiare gli equilibri degli ecosistemi interessati.

La speranza è che la richiesta di Roccasecca sia accolta e che si proceda al più presto con i controlli, perché se è vero che la rabbia sale quando si pensa a coloro sottraggono l’acqua al Melfa, è altrettanto vero che si rimane allibiti quando si pensa che tutto questo potrebbe essere evitato.. Insomma il Melfa rischia di restare a secco, chi ha il dovere di evitarlo lo faccia al più presto.

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