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Cassinate, si riunisce la consulta dei sindaci dopo la decisione di privatizzare in parte le Poste

Tra i punti all’Ordine del Giorno vi era la valutazione delle azioni da intraprendere con riferimento al collocamento sul mercato di una quota di Poste Italiane da parte del Governo

Nelle ore scorse presso la Sala “Restagno” del Comune di Cassino, è stata convocata la Consulta dei Sindaci del Lazio Meridionale, presieduta dal Dott. Enzo Salera, Sindaco della Citta Martire. Erano presenti i Sindaci delle trentuno Città facenti parte della consulta.

Tra i punti all’Ordine del Giorno vi era la valutazione delle azioni da intraprendere con riferimento al collocamento sul mercato di una quota di Poste Italiane da parte del Governo. Erano presenti le tre Organizzazioni Sindacali Confederali, maggiormente rappresentative dei lavoratori di Poste italiane S.p.a., oltre a numerose rappresentanze della società civile e ad un nutrito pubblico di cittadini interessati.     
La presenza dei Sindacati risponde all’esigenza di contrastare l’iter legislativo per privatizzare la più grande azienda di servizi italiana.

"Gli interventi dei presenti - spiegano in un nota stampa  Mariarosaria Ginestra di  Uilposte, Mario Fiscariello Slp-Cisl e Carlo Bruno Slc-Cgil - hanno messo in evidenza le conseguenze negative della privatizzazione in termini occupazionali, in quanto potrebbe contrarsi il numero degli uffici presenti in provincia e di ricadute sociali, poiché verrebbero meno molti servizi a favore dei cittadini, con particolare riferimento alle fasce più deboli, specie se residenti nelle località montane, ove la presenza dello Stato è quasi sempre garantita dall’Ufficio Postale e dal Servizio Postale.


Si è convenuto, in chiusura dei lavori, di redigere un comunicato di sintesi dei numerosi e qualificati interventi inviandone copia al Presidente dell’ANCI Regionale e al Presidente della Provincia di Frosinone.
A seguito degli sviluppi che si paleseranno nei prossimi giorni, le OO.SS. e la Consulta metteranno in essere tutto quanto possa servire per scongiurare la fine del controllo pubblico su Poste Italiane, cosa che non garantirebbe  l’esercizio del diritto di cittadinanza su cui si basa il principio di coesione sociale". 
        

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