Cassino, domenica lenzuola bianche esposte per salvare l’ospedale Santa Scolastica

Un semplice gesto simbolico che dimostrerà la voglia e la forza di difendere una struttura che rappresenta la speranza di salute di un intero territorio.

Avrà inizio domenica 5 luglio, la prima di tante iniziative, con una manifestazione pacifica, nel pieno rispetto delle norme e senza colori politici a difesa dell'ospedale Santa Scolastica di Cassino. Sarà un semplice gesto simbolico, che dimostrerà la voglia e la forza di difendere una struttura che rappresenta la speranza di salute di un intero territorio. Un ospedale di confine che doveva essere un Dea di I livello e soprattutto con un'utenza di oltre 150 mila persone. 

Un lenzuolo simbolo del dolore

"Esponiamo un semplice lenzuolo bianco, - spiega l'ex consigliere comunale di Cassino, Carmine Di Mambro - che rappresenta il dolore di ogni singolo cittadino di questo territorio quasi sempre violentato e sacrificato. Ogni cittadino, di ogni singolo comune di questo territorio dovrà dimostrare di tenere alla propria salute, perché è il bene più prezioso che abbiamo. Mi aspetto paesi inondati di bianco. A noi cittadini non interessa avere una Ferrari bella fuori, quando all'interno manca ogni singolo componente per farla camminare. A noi cittadini non importa se il problema è tecnico o politico, va ugualmente risolto. A noi cittadini non interessa se il problema è della regione Lazio o della ASL di Frosinone, dovete raccordarvi. A noi cittadini non interessa se i medici vogliono o non vogliono venire, voi siete pagati per risolvere il problema. 

Il grido di migliaia di persone per salvare l'ospedale

A noi malati interessa solo che l'ospedale di Cassino non muoia, anzi, venga rianimato in tutti i suoi reparti e riabilitato al meglio per ogni singola problematica. Decine, centinaia, migliaia, centinaia di migliaia di persone gridano al dolore di un ospedale che sta morendo e rischia di uccidere di conseguenza tante persone. Avevamo bisogno di un reparto DH oncologico per migliaia di persone, cosi ci state togliendo le terapie salvavita (rappresentati dai reparti e il personale) che rendono inutile un reparto di fondamentale importanza. Ricordatevi che il corpo grida quello che la bocca tace. La malattia è un conflitto tra la personalità e l’anima. Molte volte il raffreddore “cola” quando il corpo non piange. Il dolore di gola “tampona” quando non è possibile comunicare le afflizioni. Lo stomaco “arde” quando le rabbie non riescono ad uscire. Il diabete “invade” quando la solitudine duole. Il corpo “ingrassa” quando l’insoddisfazione stringe. Il mal di testa “deprime” quando i dubbi aumentano. Il cuore “allenta” quando il senso della vita sembra finire. Il petto “stringe” quando l’orgoglio schiavizza. La pressione “sale” quando la paura imprigiona. La nevrosi “paralizza” quando il bambino interno tiranneggia. La febbre “scalda” quando le difese sfruttano le frontiere dell’immunità. Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega. Il cancro “ammazza” quando ti stanchi di combattere. La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino. E il cammino intrapreso per l'ospedale di Cassino, è quello sbagliato".

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