Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Cassino assicura l’iscrizione anagrafica ai senzatetto: avranno residenza fittizia, documenti e sussidi

L’assessore alle Politiche sociali Luigi Maccaro, a fronte dell’approvazione dell’apposita delibera di giunta, accentua che “la residenza è un diritto per i senza dimora” e preannuncia l’istituzione di un tavolo tecnico per prevenire l'emergenza freddo

La Giunta comunale di Cassino, guidata dal sindaco Enzo Salera, ha approvato una delibera che assicura l’iscrizione anagrafica ai senzatetto. I diretti interessati, come previsto dalla legge e fatta ovviamente eccezione per gli immigrati irregolari, potranno fissare la propria residenza in una via fittizia e richiedere documenti importanti (carta di identità, tessera sanitaria, permesso di soggiorno) nonché sussidi come il reddito di cittadinanza e i bonus spesa e farmaci.

A rendere nota la novità è Luigi Maccaro, assessore comunale alle Politiche sociali, evidenziando altresì che “la residenza è un diritto per i senza dimora”. Il delegato, inoltre, preannuncia che promuoverà un tavolo tecnico in materia prima dell’arrivo dei mesi autunnali-invernali.

Coinvolgerà “le organizzazioni del terzo settore già impegnate su questo fronte per pensare ad un rapporto convenzionale che ci consenta di intervenire in tempi brevi, almeno per non farci trovare impreparati dall’emergenza freddo”.

Maccaro: “Senza dimora privi di assistenza e con dipendenze”

“Le persone senza fissa dimora che dormono per strada o in ricoveri di fortuna a Cassino – premette l’assessore Maccaro - non sono un fenomeno nuovo e in base alle informazioni che abbiamo dall’unità di strada potrebbero essere nell’ordine di qualche decina. Due terzi sono cronici, cioè vivono per strada da diversi anni e di questi la maggior parte sono stranieri, quasi tutti maschi”.

“Praticamente nessuno di loro riceve assistenza di qualunque tipo - rileva - Quando ci imbattiamo in persone italiane, gli assistenti sociali cercano di ricostruirne la storia, di cercare contatti familiari, si contattano i servizi sociali dei Comuni presso i quali risulta l’ultima residenza e nel frattempo si collocano presso alcune strutture che stanno sul territorio e che dobbiamo ringraziare, prima fra tutte la Casa della Carità. Quando ci imbattiamo in persone straniere si cerca di costruire un percorso per il reinserimento nei circuiti di accoglienza”.  

“Ma bisogna sapere - fa presente poi - che nella maggior parte dei casi queste persone hanno una componente di comorbilità psichiatrica dovuta all’emarginazione sociale e all’uso di alcol che rende complicata la presa in carico. In sostanza spesso rifiutano l’aiuto e preferiscono dormire per strada anziché farsi ricoverare in una struttura”.

“Mi rendo conto che agli occhi dei cittadini si tratta di un problema per il quale il Comune dovrebbe ‘fare qualcosa’ ma laddove manca la richiesta d’aiuto non è facile intervenire - va avanti - Sul nostro territorio abbiamo sia l’unità di strada che interviene istituzionalmente poiché spesso si tratta di alcolisti e quindi persone con problemi di dipendenza e abbiamo più di una struttura di accoglienza”.

“I comuni evidenziano la posizione anagrafica di senza fissa dimora nell’Indice nazionale delle anagrafi (Ina) - precisa ancora - Tale informazione viene conservata nel Registro delle persone senza dimora di cui è titolare il Dipartimento per gli affari interni e territoriali – Direzione centrale per i servizi demografici presso il Ministero dell’Interno”.

“Queste azioni consentono di rispondere ad un duplice obiettivo insito nel nostro ordinamento e nella nostra Costituzione - conclude - Promuovere il legame di ogni cittadino con il territorio e conoscere effettivamente le caratteristiche della popolazione presente sul nostro territorio nazionale”.

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