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Cassino, scuole senza banchi, la difficile riapertura degli istituti superiori

All'Itis in 700 sono rimasti in piedi mentre per le elementari tutto è ancora un'incognita. Le parole del sindaco Salera e la lettera-denuncia della Carnevale. Il mistero della 'Pio Di Meo'

Primo giorno di scuola da dimenticare quello di ieri per centinaia di studenti delle scuole superiori a Cassino. Perchè i banchi, di cui si è parlato per mesi, non sono arrivati in numero sufficente. All'Itis per esempio su 900 studenti solo in 200 hanno potuto svolgere lezione seduti in maniera regolare. Tutti gli altri e 700 hanno dovuto 'arrangiarsi'. E ad intervenire sulla questione scuola è stato anche il sindaco Enzo Salera.

L'augurio di Salera

"Tra mascherine e banchi che non arrivano, tra la preoccupazione dei dirigenti scolastici, dei professori e del personale scolastico per fare rispettare le distanze ai ragazzi, senza dimenticare il pensiero fisso di tutti i genitori, a cui mi iscrivo di diritto anche io. Le scuole superiori hanno riaperto oggi, mentre i ragazzi più piccoli e i bambini rientreranno a Cassino il 24 settembre, anche a causa delle elezioni. Questo ritorno a scuola dopo oltre 6 mesi è un momento che i ragazzi ricorderanno per sempre per le modalità così complesse che si troveranno ad affrontare e per lo stato d'animo, sicuramente diverso dagli altri anni, con cui le affronteranno".

La denuncia

Più battagliera invece Paola Carnevale segretario della Lega-Cassino. “Mancano dieci giorni alla riapertura delle scuole elementari e medie e, a Cassino, l’unica sicurezza è il caos che continua a regnare. In questi mesi l’amministrazione Salera non è stata in grado di pianificare una riapertura che garantisca tutti i termini di sicurezza. Da indiscrezioni che stanno circolando in queste ore pare che il caso più eclatante sia quello della scuola “Di Meo” dove si è in affanno nella ricerca di aule idonee ad ospitare i ragazzi. Tutto questo è inaccettabile considerando che c’è stata una intera estate per riuscire a pianificare tutto, è inconcepibile che possano esserci ragazzi che potrebbero non tornare a scuola solo a causa di mancanze istituzionali. Mi auguro che entro il 24 settembre si riesca a risolvere la situazione e che tutti i nostri ragazzi possano tornare, in sicurezza, sui banchi di scuola. Infine invito l’amministrazione a garantire la presenza dei vigili o di altre forze di polizia alla riapertura degli istituti per evitare assembramenti, cosa che oggi, alla riapertura delle superiori, non è stato garantito".

Il servizio mensa

"Credo inoltre che l'Amministrazione debba vigilare anche sui servizi legati alla somministrazione dei pasti. Serve un controllo stringente sulle misure igieniche, la pulizia e la disinfezione, per i locali e naturalmente per il personale. Fondamentale un microclima idoneo negli ambienti e certezze sanitarie su chi manipola e distribuisce il cibo. Capitolo a parte merita poi la sicurezza sugli alimenti. Siamo certi che l'Amministrazione sul punto abbia delle certezze, ma noi, comunque, vogliamo ricordarlo”. 
 

La rettifica dell'Itis

In relazione a quanto scritto nell'articolo pubblicato dalla Vs testata e rilevando una serie di inesattezze si puntualizza quanto segue:
1.  Solo  in 8 classi delle 55 presenti in istituto mancano i banchi monoposto. Le 8 classi sono situate nella sede del triennio.
2. Gli alunni di queste classi (ovviamente non 700 come da voi riportato nell’articolo giornalistico)  seguono le lezioni in aule luminose e capienti che rispondono alle recenti normative antiCovid,  previste dai DPCM ministeriali, e hanno a loro disposizione delle sedie  (non sono in piedi per 5 ore) ed opportunamente distanziati.
3. La provincia, a seguito delle continue richieste del dirigente scolastico e dell'ulteriore recente sollecito, ha assicurato che nel giro di un paio di giorni - presumibilmente entro il fine settimana -  procederà alla consegna dei banchi monoposto mancanti.
4. La mancanza dei banchi in questione è da attribuire alla necessità di aver dovuto riconvertire i banchi biposto per uso singolo con improvvisa riduzione della loro disponibilità. Tuttavia, questa situazione è stata immediatamente comunicata all’amministrazione centrale a tempo debito per gli opportuni interventi i cui esiti la presidenza non risulta responsabile.

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