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Cassino, la replica della sorella di Giovanni, lo scienziato affetto da Sclerosi Multipla

La donna, un medico, ritiene che la verità sia altra e in una lunga lettera spiega quali, a suo avviso, siano i passaggi salienti di questa tristissima vicenda

La vicenda raccotanta lo scorso 25 gannaio da questa testata on line e riguardente il dottor Giovanni Ferrajuolo, lo scienziato biologo affetto da Sclerosi Multipla e trascinato in tribunale per una serie di beghe familiari, ha indotto una delle sorelle coinvolte nella diatriba a dare la propria versione che riceviamo e integralmente pubblichiamo ai sensi dell’art. 8 della Legge 47/1948.

La replica

"Sono la “sorella maggiore” del dott. Giovanni Ferrajuolo e sono costretta a segnalare che la notizia apparsa sulla vostra testata giornalistica telematica “Frosinone Today” in data 25.01.21 con il titolo “Cronaca / Cassino – Scienziato affetto da Sclerosi Multipla trascinato in tribunale per l’eredità” (riferita al dott. Giovanni Ferrajuolo) è stata pubblicata senza che sia stato osservato l'obbligo di controllare l'attendibilità della fonte informativa e, soprattutto, in mancanza di un accertamento in ordine alla verità dei fatti. Non solo, ma essa ha un chiaro intento denigratorio nei miei confronti, ovvero quello di far apparire la “sorella maggiore” del dott. Giovanni Ferrajuolo, (ovvero la sottoscritta, medico e professionista ben conosciuta in tutta la città di Cassino) come una persona dalla dubbia moralità, interessata solo ad approfittare delle difficili condizioni cliniche del fratello per sottrargli l’eredità e, addirittura, per fargli perdere il lavoro.

La notizia in commento costituisce una gravissima distorsione della verità dei fatti, in primo luogo laddove, dopo aver sostenuto che l’intelligenza e la sensibilità di Giovanni sono state”messe in dubbio per un pugno di dollari” e che egli sarebbe la “vittima innocente di una guerra dei Rose’s”, afferma che “l’oggetto del contendere …. è l’eredita”.

L’assunto è destituito di fondamento, atteso che la causa attualmente pendente innanzi al Tribunale di Cassino, introdotta dalla sottoscritta, riguarda, in realtà, la richiesta di una misura di protezione in favore di mio fratello (nello specifico, amministrazione di sostegno) finalizzata a tutelare il suo patrimonio da eventuali atti di dispersione e/o sottrazione compiuti dai familiari conviventi (madre e sorella minore) ed a garantire che tutte le risorse finanziarie di cui dispone siano utilizzate solo ed esclusivamente per i suoi bisogni e per le cure mediche di cui necessita. Non ho mai preteso alcunché, né direttamente, né indirettamente, nei confronti di mio fratello, tanto meno la sua eredità, che non è mai stata in discussione nel detto processo, né in altri, ma ho solo chiesto ai Giudici del Tribunale di Cassino che mio fratello venga protetto da coloro che, approfittando della malattia sofferta (egli è impossibilitato finanche ad usare le mani), attualmente possono disporre liberamente e senza alcun controllo di tutti i suoi averi. Ho sempre sostenuto (e la mia valutazione è, come appresso dirò, condivisa dal Tribunale di Cassino) che la madre e la sorella minore del dott. Giovanni Ferrajuolo non sono in grado di garantire l’integrità del patrimonio di quest’ultimo, atteso che esse hanno compiuto gravi atti di mala gestio della impresa di famiglia (relativa al laboratorio chimico di Cassino), procurando ingenti danni economici alla società (di cui, per altro, Giovanni è socio) e gravi problematiche di tipo fiscale per svariate centinaia di migliaia di euro che hanno condotto alla rimozione della madre dalla carica di amministratrice ed alla nomina di un Amministratore Giudiziario disposta dal Tribunale delle Imprese di Roma con ordinanza del 9.07.2020.

Non ho mai avviato “una battaglia tesa a scardinare la stessa volontà del fratello” e non è vero che il Tribunale di Cassino ha rigettato le mie richieste di protezione in favore di Giovanni, atteso che proprio tale autorità giudiziaria, con sentenza n. 484/20 del 25.06.2020 (che, come appare chiaro, da Voi non è stata affatto analizzata) ha predisposto la tutela dell’amministrazione di sostegno in favore del dr. Giovanni Ferrajuolo ed ha ritenuto opportuno affidare il compito di gestire e tutelare il suo patrimonio ad un terzo estraneo alla famiglia, ovvero all’avv. Erminio Montanelli del foro di Cassino, osservando che “sussiste il reale pericolo che il resistente (Giovanni Ferrajuolo), dipendente in tutto dall’assistenza dei prossimi congiunti in relazione alle necessità materiali a causa della grave malattia, possa essere indotto a compiere atti di disposizione delle proprie sostanze in maniera inconsapevole, tanto più ove si consideri che la sorella ….. (la minore, non la sottoscritta) ha assunto nel 2018 la procura generale del fratello e, dunque, non è tenuta a raccogliere dall’interessato autonome manifestazioni di volontà per il compimento di atti incidenti sulla volontà di quello”.

Altrettanto inveritiera è l’affermazione, apparentemente attribuita ai “familiari” del dott. Giovanni Ferrajuolo, secondo la quale mi sarei “rivolta ai giudici con la richiesta di privare il fratello del proprio posto di lavoro presso la società di famiglia”. Nessuno dei procedimenti giudiziari da me introdotti (e sopra specificati) riguarda in qualche modo il posto di lavoro del dott. Giovanni Ferrajuolo, che non è mai stato in discussione. Come detto, l’unico scopo perseguito dalla sottoscritta con il procedimento introdotto innanzi al Tribunale di Cassino è stato quello di assicurare a mio fratello che tutti i suoi averi vengano utilizzati, in futuro, per i suoi esclusivi interessi, scongiurando così il pericolo che, come già successo per il laboratorio chimico di famiglia, cospicue risorse patrimoniali possano essere distratte ed utilizzate per scopi estranei ai suoi bisogni.

Invito e diffido codesta testata giornalistica, pertanto, a provvedere immediatamente e senza ritardo a rettificare la notizia in commento, secondo la corretta e veritiera ricostruzione innanzi esposta, al fine di scongiurare ulteriori danni patrimoniali e di immagine alla sottoscritta cagionati dall’ampia diffusione che essa ha avuto nella comunità, approfondendo la conoscenza dei fatti sopra narrati, se del caso, attraverso la lettura dei due provvedimenti giudiziari citati (che allego alla presente) e/o le dichiarazioni dell’Amministratore Giudiziario nominato dal Tribunale delle Imprese di Roma (la dott.ssa Donatella Zanetti di Roma) e dell’Amministratore di sostegno nominato dal Tribunale di Cassino (l’avv. Erminio Montanelli di Cassino).

In ogni caso mi riservo, all’esito, di assumere ogni più opportuna iniziativa giudiziaria per tutelare il mio nome e la mia immagine professionale a seguito della diffamazione subita.

Saluti.

Dott.ssa Josephine Ferrajuolo
 

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